Eventi in archivio

MOVING BODIES FESTIVAL

 

DIFFERENZA

 

8 – 16 luglio 2016

 

 

 

Intensive Summer Practice 

 

con Masaki Iwana (3-7/7), Minako Seki (9-12/7), Ken Mai (15-17/7), Ambra G Bergamasco (8-9 luglio) & Edegar Starke (13/7), Yuri Dini (18/7), training intenso porte chiuse (19-22/7)

 

 

 

A partire dall’8 luglio 2016 gli spettacoli della III edizione del Moving Bodies Festival saranno al Teatro Espace di Torino, con la curatela di Ambra G. Bergamasco e Edegar Starke. Quest’anno il Festival ruoterà intorno al termine DIFFERENZA; in un momento storico in cui la diversità e l’alterità stanno creando grandi tensioni in Europa e nel mondo i curatori hanno sentito l’esigenza di un’approfondita analisi e presa di posizione a riguardo: “la differenza mette in discussione la propriocezione e l’identità: l’esistenza in uno spazio tempo ed in relazione con l’altro definendo o modulandone i confini, offrendosi come terreno fertile di mutazioni e creazioni. Come possono questi sentimenti e approcci trovare vocabolari nella danza, performance, arte e ricerca accademica? Come mapparne le relazioni ed il loro nutrimento o il loro rifiuto?” Ambra G. Bergamasco ed Edegar Starke vivono la differenza non come negazione, ma come una prospettiva di arricchimento: imparare a non denigrare, creando nuove comunità della differenza e non l’innalzamento di muri è il loro fine.

ANDREA MASTROVITO

Il Secolo Bravo

29 giugno – 27 luglio 2016

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

un progetto di Alessandro Bulgini

a cura di Christian Caliandro

 

Dal 29 giugno prende il via il secondo appuntamento del progetto OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO, concepito da Alessandro Bulgini con la curatela di Christian Caliandro, per il quartiere torinese Barriera di Milano, zona dall’intricata storia di immigrazioni e industria e con una popolazione particolarmente eterogenea e portatrice di grandi differenze culturali.

L’artista scelto per occupare nel mese di luglio lo spazio pubblicitario di tre metri per sei nella rotatoria di piazza Bottesini è Andrea Mastrovito, artista italiano che vive e lavora a New York ed ha esposto nei maggiori musei in Italia e all’estero tra i quali il MAXXI di Roma il Museo del Novecento di Milano, il MART di Rovereto e il Pecci di Prato, ill BPS 22 di Charleroi, laManchester Art Gallery dal MUDAC di Losanna e il MAD di New York.

Il lavoro di Mastrovito è particolarmente in sintonia con il progetto OPERA VIVA concentrandosi sul continuo scambio tra pubblico e privato e operando con la reinvenzione degli spazi espositivi. L’immagine che campeggerà per un mese nella rotatoria di piazza Bottesini è un’opera essenziale, asciutta, secca; Il secolo Bravo colpisce per il suo aspetto da cinema e da fumetto spaghetti-western (sottolineato anche dal titolo): un genere profondamente incistato nell’immaginario culturale italiano e parte integrante della nostra identità artistica. Il disegno di Mastrovito attinge con grande maestria e consapevolezza a tutto questo, e spinge in là il confine. La statua che viene sollevata (da un argano, da una gru), e che viene inseguita da cavalli senza cavaliere e da cavalieri senza testa, è una metafora potente che riguarda la società e la sua evoluzione in questi anni. Come afferma l’artista: “la statua che viene sollevata (e inseguita) è un simbolo che ben si adatta all’idea della piazza, del leader, della massa e dell’assenza odierna di un pensiero forte.”

Lothar Baumgarten

Specchio del Mare

 

8 giugno – 15 ottobre 2016

 

 

Specchio del Mare si articola in un percorso tra diverse opere e serie di opere realizzate a partire dal 1968 sino ad oggi.

Il loro specifico ruota intorno alla presa di coscienza riguardo alla limitatezza delle risorse e delle specie, che inizia a manifestarsi per via della distruzione attuatasi a partire dal periodo dell’Antropocene, che ha il suo inizio nel 1492.

Le stampe fotografiche della serie ‘Culture – Nature’ [1968-72] sono presenti in ognuno degli spazi della Galleria. In questo corpo di lavoro sono documentate fotograficamente alcune sculture di carattere effimero, fondamentali anche per lo sviluppo narrativo del film ‘L’Origine della Notte [Cosmo dell’Amazzonia] 1973-77. Questo genere di interventi e di opere tridimensionali è stato realizzato per lo più all’aperto, nelle strade e nei parchi alla periferia della città. Una volta avvenuta l’azione, i lavori restavano abbandonati a se stessi. La caducità dei materiali utilizzati rendeva visibile il trascorrere del tempo e il loro processo di deperimento, sottraendoli al mercato.

Le immagini fotografiche si accompagnano ad un corpus di opere costituito da disegni a parete [river pieces, 1977-85]. Sono configurazioni astratte, composte con i nomi con i quali i nativi dell’America del Sud chiamano i loro fiumi, fornendo la possibilità di immaginarli come vene ramificate all’interno di un ampio paesaggio: un’opportunità ancora di riflettere sulla mappatura del tempo e sulla lingua perduta di quelle culture che non conoscono la scrittura. Le loro lingue, che man mano scompaiono, sopravvivono quindi unicamente nei nomi di alcuni luoghi sulle nostre mappe. Le immagini agiscono specularmente, permettendo l’incontro con un variegato complesso di sistemi di pensiero, rendendo simultaneamente manifesta la differenza tra l’animismo e il pensiero lineare occidentale.

I vasti territori selvaggi del massiccio della Guayana (serie di stampe ai sali d’argento ‘Montaigne series’ 1977) lasciano che ci si addentri nell’aroma della geografia.

Il lavoro ‘America’, composto di lastre di marmo su ognuna delle quali è incisa una lettera dell’alfabeto, nomina i fiumi dell’Amazzonia: - Rio delle Amazzoni – Orinoco – Tapajos – Purus – Xingu – Tocatins – Vaupes. Realizzato ed esposto in occasione della 41.a Biennale di Venezia nel 1984, domina la stanza centrale della galleria.

Alcune opere realizzate con lastre di specchio, del periodo 2004/2005, trovano corrispondenza con le specchiere della medesima stanza centrale, nel mezzo del piano nobile. Cinque grandi stampe digitali di modelli di navi medioevali fanno invece riferimento alla tecnologia al tempo della scoperta del Nuovo Mondo e all’inizio di un drastico cambio di clima.

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