Eventi in archivio

 

MAURIZIO PELLEGRIN

THE STOKER

29.09.17 - 29.10.17

 

NEOCHROME è lieta di presentare The Stoker, la prima mostra personale in galleria di Maurizio Pellegrin, a cura di Filippo Fossati.

Il titolo della mostra “The Stoker” (Il fochista) è preso in prestito dal primo racconto che lo scrittore praghese Franz Kafka scrisse in gioventù, ripubblicato in seguito come un frammento del romanzo “Amerika”. I lavori che Maurizio Pellegrin ha realizzato per la mostra torinese condividono non solo il titolo ma anche le circostanze esistenziali in un sistema inquietante e intangibile che pone continuamente lautore in situazioni bizzarre. Nelle sue parole:

Queste opere per Torino sono sottese da un desiderio sottile di attraversamento. Gli elementi che compongono i lavori richiamano attraverso le loro precedenti funzioni a un movimento costante: gli archetti per i violini, i guantoni da pugile, i pennelli da barba e il quasi infinito passaggio dellago nella fabbricazione dei vecchi tappeti. Eun gruppo di opere che racchiude e porta con sé un sentimento americano, di quella America che ho conosciuto io, di quella America dove un lavorio costante quasi a discapito dello spirito tiene in moto le cose. Ceanche l‘affiorare di un sentimento di abbandono, tra il grande patchwork che rimanda ai sogni degli anni settanta e il costume da clown del nuovo travestimento americano. Pochi i colori, molti i simboli di questa epifania del silenzio rumoroso che mi ha accompagnato per molti anni.”

 

Maurizio Pellegrin è impegnato da tempo in un progetto ambizioso. Vuole raffigurare le emozioni, i movimenti, le energie e le tensioni dellattività umana presente e passata. Attraverso gli oggetti, residui, manufatti della vitalità e delloperosità umana vuole raffigurare contemporaneamente il gioco e le regole del gioco, seguendo una sua precisa trama misteriosa. Vuole dare un senso e un ordine a quel caos apparente che è la vita senza cadere nel tranello di un banale realismo e neppure di un allegorica allusiva più o meno emblematica. Non si tratta solo di creare immagini, ma di inventare delle composizioni davanti a cui lo spettatore si impegni attivamente, mentalmente. Si tratta di usare lo sguardo, creare uno stile, stabilire le regole, determinare le premesse. Nèillustrazione nèideologia: un progetto ambizioso. Lartista mette in scena, di volta in volta, una serie non finita di opere, in cui gli elementi in campo sono residui passeggeri e transitori del nostro passato. La realtà, sembra dire lartista, non esiste. Tutto quel che ci circonda è solo una fabbricazione della nostra mente. Il tema di fondo sembra essere il solito; quello della quotidiana assurdità della condizione umana, il cui momento decisivo è perpetuo e mai definitivo, perché tutto è successo e nulla è ancora accaduto.

 

In collaborazione con la Esso Gallery di New York

Nato a Venezia nel 1956, Maurizio Pellegrin vive tra New York e Venezia.

Dalla prima mostra personale nel 1982 ad oggi ha tenuto numerose mostre in gallerie e musei di tutto il mondo.Le principali esposizioni museali includono La Biennale di Venezia (1988), Museo di San Diego in California (1990), la Corcoran Gallery of Art di Washington DC (1992), il Museum of Modern Art, New York (1993), la Quadriennale, Roma (1996), la Città Proibita, Pechino, Cina (1998), la Galleria di Fotografia, Temple Bar, Dublino, Irlanda (1988), il Museo Ludwig, Budapest (1999), il Centro di Cleveland per l'Arte contemporanea, Cleveland (2000), il Museo di Scottsdale di Arte contemporanea, Scottsdale (2002), Museo de Arte y Diseño Contemporaneo, San Josè, Costa Rica (2002), il Museo di Fort Wayne of Art, Indiana (2002), Museo di Ca 'Rezzonico, Venezia (2002), Museo Correr, Venezia (2005), Ca 'Pesaro Galleria Internazionale d'Arte Moderna, Venezia (2005), la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia (2006), il BM- SUMA Contemporary Arts center di Istanbul, Turchia (2008), Il suo lavoro è rappresentato in molte collezioni pubbliche internazionali.

Maurizio Pellegrin si è laureato in Lettere e Filosofia presso l'Università Ca 'Foscari di Venezia, ha poi studiato pittura e scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, Sociologia alla New School di New York; e Filosofia Orientale alla New York University. Ha sempre avuto un particolare interesse per il pensiero umano e il linguaggio. La sua ricerca artistica è spesso accompagnata da scritti e riflessioni raccolti in più di 30 libri pubblicati ad oggi.

Ha insegnato in molte università americane come la New York University, la Columbia University, e la Rhode Island School of Design ed è attualmente Preside della National Academy School di New York. È Direttore Esecutivo degli Affari Culturali dell’I.R.E. e Fondazione Venezia a Venezia.

 

THE STOKER

Maurizio Pellegrin

Neochrome

dal 29 settembre al 29 ottobre 2017

dal mercoledì al sabato 15.30 – 19

Via Stampatori 4, 10122 Torino

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www.neochromegallery.com

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

presenta

 Fabrizio Bellomo

Saluti da Cerignola (2017)

 

6 – 25 settembre 2017

Piazza Bottesini, Torino

 

Il quarto artista scelto dal curatore Christian Caliandro per Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico ideato da Alessandro Bulgini e sostenuto da FLASHBACK, è Fabrizio Bellomo, con l’opera Saluti da Cerignola (2017)

Fabrizio Bellomo realizza una cartolina gigante di Cerignola per il manifesto di 3 metri per 6 metri nella rotonda di Piazza Bottesini: il quartiere di Barriera (nato come borgo proletario e operaio) si riunisce dunque per queste settimane con la cittadina pugliese, da cui molte famiglie sono emigrate nel secondo dopoguerra proprio alla volta di Torino e di queste strade, di questi palazzi, di queste piazze. Ancora negli anni Ottanta, gli immigrati in città provenienti dalla sola Cerignola erano circa 35mila, e piazza Foroni – posta accanto alla rotonda di Piazza Bottesini – con il suo mercato era ed è il centro della vita economica e sociale della zona.

La realizzazione del lavoro è stata preceduta da una ricerca condotta sia sul web che presso lo Studio Belviso, il laboratorio fotografico che ha realizzato le cartoline del paese negli ultimi cinquanta-sessant’anni.

Il manifesto consiste dunque nella ricreazione di una cartolina d’epoca, adattata al formato di tre metri per sei: un’immagine composita, che insieme alle immagini della cittadina di Cerignola e al font comprende anche l’edicola sacra con la copia della Madonna di Ripalta di Torino. La leggenda narra che un gruppo di briganti trovò sulla riva alta del fiume Ofanto un pezzo di legno, che decisero di usare come tagliere per la cacciagione: ma al primo colpo di coltello la tavola iniziò a sanguinare, e rivelò la presenza dell’immagine sacra, che da allora è venerata dai cittadini.

 

Sam Falls

sine sole sileo

29 maggio – 14 ottobre 2017

 

 

La Galleria Franco Noero è lieta di presentare sine sole sileo, la seconda mostra personale di Sam Falls a Torino per la quale l’artista ha realizzato, nell’arco degli ultimi tre anni, una nuova serie di opere su tela, fotografiche e video ispirate al tema dell’ombra.

“Il tempo racconta ogni tipo di storia e tiene in sospeso tutto il futuro. Possiamo solo intravedere i bagliori delle stelle che bruciano ad anni luce di distanza da noi. L'arte è qualcosa di simile, un po’ come curare un giardino perché cresca. Si lavora e poi si aspetta, si fa un passo indietro e poi si raccolgono i frutti, le piante vengono potate e le radici innaffiate. Il nostro cuore pulsa ad onde, il battito sale e scende, avvertiamo tutto questo, ma come possiamo invece noi essere come il sangue stesso?

 La natura può offrire una prospettiva in quello che è pura potenzialità. Le fotografie in bianco e nero di Ansel Adams sono sempre state d’ispirazione per me, per la loro sublime qualità e per la forza che spinge chi le guarda ad esplorare il lato più selvaggio della natura. All’opposto mi attrae la delicata e malinconica narrazione delle foto di Robert Adams, che parlano dell’uomo moderno, del disincanto riguardo al paesaggio Americano e della distanza da esso. Ho pensato, come potrei pormi in relazione, come potrei dirigere lo sguardo verso le foreste del mio paese in maniera simile, come potrei continuare un discorso artistico già iniziato e un interesse per la natura già coltivato, con una storia già ben documentata e un futuro incerto? Ho deciso di attraversare tutto il mio paese visitando i parchi nazionali e lavorando in essi, seguendo gli stessi principi fotografici di Adams e Adams, utilizzando però il pennello per tentare di inserirmi in quello stesso flusso sanguigno piuttosto che catturarne solo il battito.

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