2015

2015 (8)

CON I MIEI OCCHI
Fotografie di Isabella Greggio

SAR.TO
Galleria San Federico
28 febbraio - 31 marzo 2015

Inaugurazione sabato 28 febbraio ore 17.30

Sabato 28 febbraio inaugura CON I MIEI OCCHI, mostra fotografica di Isabella Greggio all'interno delle attività di SAR.to in Galleria San Federico a Torino.
Isabella Greggio compie gli studi di fotografia e cinematografia a Torino negli anni novanta; in seguito esplora la fotografia pubblicitaria e di moda dell'ambito torinese, in quegli anni fucina di talenti e animata da grande entusiasmo.
Appassionata di bianco e nero si dedica anche all'arte della stampa artistica;, ma nel frattempo si accorge che il continuo sforzo visivo le fa perdere progressivamente la vista e i medici le diagnosticano una malattia incurabile alla cornea.
Isabella si trova così di fronte ad una scelta radicale: interrompere immediatamente la professione o subire un trapianto entro due anni e sceglie la salute, cambiando drasticamente stile di vita.

La Galleria Franco Noero è lieta di presentare We live in Mannerist times, quarta personale di Pablo Bronstein con la galleria e prima mostra dell'artista negli spazi di via Mottalciata.
L'artista, sviluppando ulteriormente il suo interesse per le teorie e il disegno architettonico, ha preso spunto questa volta dalle macchine da lavoro utilizzate a partire dalla Rivoluzione industriale: le pareti della galleria si presentano infatti rivestite quasi nella loro totalità da una serie di disegni di proporzioni monumentali realizzati al computer -strumento e simbolo della modernità e del procedere della tecnologia- in analogia con le macchine che lo hanno preceduto. 'The Age of Steel' è il titolo dei lavori, che si susseguono sulle pareti come un'architettura a due dimensioni, come una sorta di atlante o Museo ideale dedicato alla meccanica, prendendo spunto da illustrazioni del periodo tra fine '700 e inizio '800, adeguandole alle qualità concettuali ed estetiche che l'artista vuole esprimere. Il tratto utilizzato è fatto di linee semplici e pulite, nero su fondo bianco, e guarda allo stile dell'architettura Neoclassica e, tra gli altri, a maestri quali Soane, Schinkel e Percier. Una cornice architettonica composta da travi e colonne di ghisa rimanda a quelle della stazione londinese di Liverpool Street e lega le immagini in sequenza delle macchine e dei loro particolari, spesso ispirate alla tecnologia più avanzata dell'epoca, i motori alimentati a vapore.

La mostra collettiva che inaugura il 19 febbraio presso la Luce Gallery è nata quasi per "assonanza" intorno ad una canzone di Pete Yorn: JUST ANOTHER. Perché la musica spesso s'intreccia con altre discipline artistiche, in uno scambio reciproco tra immagini ed onde sonore. Quando vediamo un film accompagnato da una particolare colonna sonora la nostra percezione del momento si moltiplica grazie ad immagini e musica: l'udito e la vista si collegano e il sentimento si rafforza.
I dipinti in mostra sembrano contenere quel sound che richiama i nostri momenti più semplici ma anche più intimi, i momenti in cui lo spazio e il tempo sembrano fermarsi. Certe situazioni hanno una particolare atmosfera e si relazionano in modo naturale con la musica. E così JUST ANOTHER, la colonna sonora di questa mostra, s'ispira al trascorrere della vita, ma anche al voltar pagina o semplicemente passare ad un altro show.
Pete Yorn ci ricorda che ogni momento può essere speciale, in ogni luogo: è l'ordinario che si trasforma in straordinario, come nell'alchimia degli artisti in mostra.

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