Eventi in corso

Eventi in corso (15)

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

presenta

 Fabrizio Bellomo

Saluti da Cerignola (2017)

 

6 – 25 settembre 2017

Piazza Bottesini, Torino

 

Il quarto artista scelto dal curatore Christian Caliandro per Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico ideato da Alessandro Bulgini e sostenuto da FLASHBACK, è Fabrizio Bellomo, con l’opera Saluti da Cerignola (2017)

Fabrizio Bellomo realizza una cartolina gigante di Cerignola per il manifesto di 3 metri per 6 metri nella rotonda di Piazza Bottesini: il quartiere di Barriera (nato come borgo proletario e operaio) si riunisce dunque per queste settimane con la cittadina pugliese, da cui molte famiglie sono emigrate nel secondo dopoguerra proprio alla volta di Torino e di queste strade, di questi palazzi, di queste piazze. Ancora negli anni Ottanta, gli immigrati in città provenienti dalla sola Cerignola erano circa 35mila, e piazza Foroni – posta accanto alla rotonda di Piazza Bottesini – con il suo mercato era ed è il centro della vita economica e sociale della zona.

La realizzazione del lavoro è stata preceduta da una ricerca condotta sia sul web che presso lo Studio Belviso, il laboratorio fotografico che ha realizzato le cartoline del paese negli ultimi cinquanta-sessant’anni.

Il manifesto consiste dunque nella ricreazione di una cartolina d’epoca, adattata al formato di tre metri per sei: un’immagine composita, che insieme alle immagini della cittadina di Cerignola e al font comprende anche l’edicola sacra con la copia della Madonna di Ripalta di Torino. La leggenda narra che un gruppo di briganti trovò sulla riva alta del fiume Ofanto un pezzo di legno, che decisero di usare come tagliere per la cacciagione: ma al primo colpo di coltello la tavola iniziò a sanguinare, e rivelò la presenza dell’immagine sacra, che da allora è venerata dai cittadini.

 

Sam Falls

sine sole sileo

29 maggio – 14 ottobre 2017

 

 

La Galleria Franco Noero è lieta di presentare sine sole sileo, la seconda mostra personale di Sam Falls a Torino per la quale l’artista ha realizzato, nell’arco degli ultimi tre anni, una nuova serie di opere su tela, fotografiche e video ispirate al tema dell’ombra.

“Il tempo racconta ogni tipo di storia e tiene in sospeso tutto il futuro. Possiamo solo intravedere i bagliori delle stelle che bruciano ad anni luce di distanza da noi. L'arte è qualcosa di simile, un po’ come curare un giardino perché cresca. Si lavora e poi si aspetta, si fa un passo indietro e poi si raccolgono i frutti, le piante vengono potate e le radici innaffiate. Il nostro cuore pulsa ad onde, il battito sale e scende, avvertiamo tutto questo, ma come possiamo invece noi essere come il sangue stesso?

 La natura può offrire una prospettiva in quello che è pura potenzialità. Le fotografie in bianco e nero di Ansel Adams sono sempre state d’ispirazione per me, per la loro sublime qualità e per la forza che spinge chi le guarda ad esplorare il lato più selvaggio della natura. All’opposto mi attrae la delicata e malinconica narrazione delle foto di Robert Adams, che parlano dell’uomo moderno, del disincanto riguardo al paesaggio Americano e della distanza da esso. Ho pensato, come potrei pormi in relazione, come potrei dirigere lo sguardo verso le foreste del mio paese in maniera simile, come potrei continuare un discorso artistico già iniziato e un interesse per la natura già coltivato, con una storia già ben documentata e un futuro incerto? Ho deciso di attraversare tutto il mio paese visitando i parchi nazionali e lavorando in essi, seguendo gli stessi principi fotografici di Adams e Adams, utilizzando però il pennello per tentare di inserirmi in quello stesso flusso sanguigno piuttosto che catturarne solo il battito.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

presenta

 

Cristiano De Gaetano

26 luglio – 27 agosto 2017

Piazza Bottesini, Torino

 

 

Il terzo artista scelto dal curatore Christian Caliandro per Opera Viva Barriera di Milano, il progetto artistico ideato da Alessandro Bulgini e sostenuto da FLASHBACK, è Cristiano De Gaetano, artista precocemente scomparso.

Nella sua fulminante vita e carriera De Gaetano è riuscito a portare avanti e concludere una ricerca all’interno di nuclei tematici precisi: l’identità vissuta ed esperita come continua mutazione; l’identità personale, ancora, scavata ed espansa nel tempo, fino a inglobare parenti, antenati, sconosciuti, immagini e opere d’arte appartenenti ad altre epoche; una memoria “biologica” quindi, una narrazione di ricordi che tende a esorbitare dai suoi confini e ad assumere i contorni di un intero mondo figurativo e simbolico. Un mondo di frammenti, di scaglie, scorie del tempo passato e futuro, che si dispone e si ricompone sotto i nostri occhi; che sta passando e continua a passare, in perenne transizione. Un mondo convincente e persuasivo, anche a tratti malinconicamente apocalittico.

 Sul cartellone di 3 metri per 6 metri in Piazza Bottesini, a partire dal 26 luglio campeggerà l’opera Ice Age, che fa parte di una serie del 2007 realizzata dall’artista tarantino; Ice Age è una canzone dei Joy Division, che tratteggia un ambiente sonoro oscuro, sommerso, struggente, gelido. Come la serie di cui il quadro fa parte. Quest’opera è percorsa dal medesimo realismo pessimista e dalla visione romanticamente cosmica, così come dalla tensione umana e umanistica, che animano le Operette morali.

L’“età del ghiaccio” De Gaetano l’ha intravista e catturata prima degli altri, insieme a pochissimi; l’età del ghiaccio è arrivata, è questa.

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