Eventi in corso

Eventi in corso (23)

Lara Favaretto

SUCKING MUD

19 aprile – 26 maggio 2018

Galleria Franco Noero

Piazza Carignano 2 Torino


La Galleria Franco Noero è lieta di presentare una nuova mostra personale di Lara Favaretto, per la prima volta ospitata negli spazi di Piazza Carignano 2 a Torino. SUCKING MUD è il titolo di una poesia di John Giorno, parole che, isolate dall’originale contesto, suggeriscono l’idea del prosciugare, dell’eliminare il fango molle e superfluo per raggiungere quanto di più solido, compatto e permanente vi si possa trovare al di sotto. Un processo di sottrazione portato alle sue estreme conseguenze, un’azione volta ad arrivare all’essenziale per metterlo a nudo, a raggiungere uno stadio in cui la materia non è ancora diventata “cosa”. Nell’esposizione, ogni dato narrativo o indizio figurativo è rimosso dai materiali, che si mostrano nella loro propria, inerme e schietta, presenza. La stringente economia di mezzi espressivi, l’asciuttezza e l’oggettività dei lavori sono assimilabili a una semplice cernita di materiali, mai declinati in oggetti, riprodotti su un catalogo o esposti in un luogo deputato.

L’apparizione in una galleria d’arte di materiali sollecitati a esprimere, in maniera quanto più possibile mimetica, nient’altro che le loro qualità intrinseche, prive di ogni aggettivazione, genera immediatamente un equivoco. Tubi metallici di recupero, usurati per il loro precedente utilizzo, tracciano una griglia al di sopra delle teste dei visitatori all’interno della prima sequenza di stanze della galleria. Suggeriscono una trama, un ordine sospeso e interrotto che sovrasta e definisce un rapporto proporzionale, un livello di relazione ulteriore che si aggiunge al rapporto tra la figura umana e le qualità volumetriche e architettoniche del luogo in cui si trova. La presenza nei tubi di fili di lana dei tre colori primari – blu, rosso, giallo – cita e sovrappone allo spazio esistente la geometria serrata e stringente di un quadro di Piet Mondrian.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

2018

 

Le rive di un altro mare

OPEN CALL

 

E’ all’insegna della “relazione” che si sviluppa Opera Viva Barriera di Milano ed. 2018, un progetto che vuole inserirsi ancora più in profondità nel substrato sociale urbano per incentivare il dialogo, il contatto, la mixité.

 

Ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da Flashback, il progetto è giunto ora alla sua IV edizione: il cartellone di sei metri per tre in Piazza Bottesini, che scandisce le tappe di avvicinamento alla fiera di arte antica e moderna FLASHBACK (quest’anno dall’1 al 4 novembre al Pala Alpitour,) è ormai un appuntamento trasversale atteso da tanti, dagli abitanti del quartiere agli appassionati d’arte in una fruizione vissuta sia dal vivo che tramite la rete.

La scommessa di portare l’arte in un luogo non deputato, di coinvolgere persone non necessariamente interessate alla scena artistica è stata decisamente vinta. I temi sui quali gli artisti, che si sono succeduti in questi anni, hanno riflettuto attraverso i loro manifesti sono argomenti che hanno una stretta relazione con il luogo in cui vengono installati: si è parlato quindi di identità, di inclusione ed esclusione e di futuro e si è riflettuto sul significato e sulla reale funzione dell’arte.Quest’anno Opera Viva vuole creare un legame ancora più stretto tra artista e spettatore (che sia questo automobilista, passante, curioso o residente) lanciando una call che chiuderà l’11 maggio. Gli artisti sono chiamati a proporre una loro opera ispirata all’argomento della IV edizione che prende spunto dal libro di fantascienza di Chad Oliver, scrittore e antropologo, “Le rive di un altro mare”. Le rive di un altro mare è la storia di un primo contatto: con mano sicura e passo graduale, l’autore costruisce una situazione in cui i rapporti tra diverse entità sono in continua ridefinizione, secondo i diversi valori di queste comunità.

Peter Mohall

ASTONISHING ALTERATIONS FOR THE ANTEROGRADE AMNESIC

23 febbraio – 21 aprile 2018

 

Luce Gallery inaugura Astonishing Alterations for the Anterograde Amnesic, la mostra di Peter Mohall con nuovi dipinti e sculture delle sue serie in corso. La serie di dipinti Brushstrokes, in cui le composizioni sono realizzate attraverso una pluralità di pennellate identiche, è una ricerca delle conseguenze estetiche della ripetizione. Recentemente, la serie si è evoluta includendo anche pennellate non identiche ma quasi. Quindi le stesse pennellate ma diverse per forma e lunghezza, sono un riferimento alla pittura digitale, in cui si può controllare il gesto, ma ci si limita a un gruppo ristretto di strumenti. La serie Flat Gradient è costituita da circa 10-12 sottili strati di pittura. Ogni strato è dipinto accuratamente ad olio, levigato su una superficie piana con gradazioni morbide senza segni di pennello visibili, sulla quale Mohall dipinge dipinta alternativamente con pennellate gestuali di cera fusa e nuovi strati di olio. Alla fine la cera viene sciolta di nuovo e rimossa. Metti la cera, togli la cera. Gli strati sottostanti diventano visibili attraverso forme di pennellate gestuali. Nell'era dell'immagine digitale, dipingere cancellando è un approccio comune in Photoshop; rendere visibili i livelli cancellando lo strato sovrastante. Questa serie traduce il metodo di lavoro digitale nel tradizionale mezzo analogico della pittura ad olio.

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