Eventi in corso

Eventi in corso (11)

La Galleria Monica De Cardenas inaugura a Milano la prima mostra italiana di Katherine Bradford, giovedì 8 giugno alle ore 18.30

I dipinti recenti di Bradford, che rappresentano figure umane nell’acqua, sono al tempo stesso giocosi e profondi. Dipingere e nuotare hanno in comune l’immersione e una certa perdita di controllo, che è insieme selvaggia e strutturata. Il corpo nell’acqua ci mette in relazione con questo elemento fluido, profondo e insondabile.

I nuotatori di Bradford non sono illuminati da una fonte di luce esterna, ma sembrano emanare luminosità, mentre il paesaggio appare lattiginoso e onirico. Ciò proviene dal suo modo di dipingere: la pittrice infonde luce e vita alle sue tele. L’artista trascorre mesi e talvolta anni a realizzare le superfici dei suoi dipinti, che cambiano lentamente attraverso la stesura di vari strati di pittura acrilica. Quest’attività graduale crea nelle sue tele un senso di oscillazione e fluttuazione; l'atto di spostare una figura un po’ più a destra o a sinistra diviene sia la storia, che la superficie del dipinto finale.

Bradford parla spesso dell'umorismo nelle sue opere. In passato i suoi contenuti andavano più chiaramente in quella direzione: UFO, Superman, pugili magri con guantoni sollevati e transatlantici solitari ne erano i protagonisti e venivano usati per creare un'autoironica enciclopedia pop. I dipinti recenti contengono pathos e humor in uguale misura. Sono sempre più coinvolgenti perché, anche se l’artista rappresenta situazioni specifiche, sfiora continuamente grandi temi, quali paura, meraviglia, vulnerabilità, arroganza e gioia. Ambienta le sue opere in scenari ampi, quasi planetari; le figure si muovono lungo la superficie della terra, tra il mondo sommerso e lo spazio infinito. I dipinti suggeriscono un coinvolgimento fatto di incanto e beatitudine, ma anche di smarrimento e transitorietà, emanando una luce che sembra ultraterrena. È facile immaginare l’artista al lavoro, che lentamente dipinge e cancella, trovando piacere e creando mondi nuovi mentre attinge dalla memoria e dalle sensazioni, raggiungendo il pieno equilibrio e controllo della sua poetica.

Katherine Bradford è nata nel 1942 a New York, vive e lavora a Brooklyn, New York e Brunswick, Maine. Le sue opere sono state esposte al P.S.1, al Brooklyn Museum e in numerose gallerie a New York e all'estero. Nel 2011 Bradford è stata premiata con una borsa di studio del Guggenheim e nel 2012 con il Joan Mitchell Grant. Ha insegnato a Skowhegan nel 2009 e per molti anni ha insegnato al MFA dell'Accademia di Belle Arti a Philadelphia. Le sue opere sono nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art, del Brooklyn Museum e del Portland Museum of Art.

 

FLASHBACK_L’arte è tutta contemporanea, presenta

 

 

 

THE FLASHBACK WORLD

 

 

 

Venerdì 26 maggio ore 11.00
Accademia delle Scienze - Sala dei Mappamondi

 

Via Accademia delle Scienze 6

 

 Torino

 

 

 

Ogni grande opera d’arte ha due facce, una per il proprio tempo e una per il futuro, per l’eternità.

 

Daniel Barenboim

 

 

 

Venerdì 26 maggio l’associazione Flashback presenta la V edizione all’interno della Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze. E non potrebbe esserci luogo più adatto per presentare il FLASHBACK WORLD, con il tema della V edizione e il quesito sotto forma di hashtag #whatscontemporary

 

Il mondo di Flashback è un disegno immateriale, in grado di far emergere problematiche e tensioni di cui forse non ci saremmo accorti nella vita reale. Un patto narrativo fatto di meraviglia e concretezza, di opere e di pensiero. Un progetto, nato nel 2013, che si mette a disposizione di tutti, che resta sempre in ascolto, che “ricerca” indagando l’arte nelle sue molteplici forme espressive indipendentemente dal periodo storico ma in base alla loro attualità, la loro contemporaneità. E’ così che Alessandro Bulgini ha traslato il suo progetto Opera Viva in Flashback è Opera viva (progetto vivo e sempre in divenire, mai statico o istituzionalizzato), è così che si è formata l’isola che racchiude cultura e mercato, gallerie e artisti, arte antica, arte moderna e arte contemporanea, incontri e scontri, suoni, video, film, performances, laboratori.

 

 

 

#whatscontemporary

 

 

 

Che cosa significa contemporaneo? Chi è contemporaneo? Cos’è contemporaneo? Quando un’opera può dirsi contemporanea? Di chi e di che cosa siamo contemporanei?

 

L’aggettivo contemporaneo è spesso abusato e molto spesso non se ne conoscono le vere accezioni. Prima di indagare il significato del termine tramite considerazioni ricordarne la semplice definizione:

 

contemporàneo agg. e s. m. (f. -a) [dal lat. tardo contemporaneus, der. di tempus -pŏris «tempo», col pref. con-]. – 1. a. agg. Che accade o vive nello stesso tempo, che appartiene alla medesima età
2. a. agg. Che appartiene all’età presente, alla vita attuale.

 

 

 

All’incontro del 26 maggio saranno presenti alcuni tra i FLASHBACK_people, ovvero:

 

Christian Caliandro, Alessandro Bulgini, Marco Benenti, Carlo Alberto de Laugier, Ginevra Pucci, Stefania Poddighe, Maria Chiara Guerra, Daniele Donati, Roberto Cena, Filippo Di Carlo.

 

 

 

 

Mark Handforth

 After Nature

 15 Maggio – 2 Settembre 2017

 

Galleria Franco Noero è lieta di presentare After Nature, terza mostra personale di Mark Handforth in collaborazione con la galleria e la prima all’interno dello spazio espositivo di Piazza Carignano.

L’artista americano, noto a livello internazionale per la creazione di sculture pubbliche di grandi dimensioni che nascono dal confronto con le proporzioni stranianti delle metropoli americane e con gli elementi minori del paesaggio urbano circostante, torna ad esporre in Italia a distanza di un anno dall’importante mostra personale presso il Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce di Genova, dal titolo ‘Smoke’, e a confrontarsi anche a Torino con spazi architettonicamente storicizzati.

Una serie di nuove sculture e installazioni luminose si susseguono nell’infilata di stanze, senza corridoi, tipica di questo appartamento di fine Settecento, istituendo un’analogia di forme che rimandano direttamente alla monumentale architettura barocca, e alcuni elementi decorativi, oltretutto visibili dalle finestre che si aprono sulla facciata di Palazzo Carignano, pregevole esempio di architettura barocca piemontese.

In After Nature, come suggerisce il titolo stesso, Handforth unisce l’elemento d’ispirazione naturale al costante riferimento al paesaggio urbano, creando sculture dal grande al piccolo formato, in cui predomina la forma della spirale che genera una potente energia e pervade l’ambiente che occupano di tensione dinamica tra forme organiche e forme geometriche, fra concetti di immanenza e di cambiamento, di naturale e artificiale, di astrazione e rappresentazione simbolica. La luce, altro elemento fondamentale nel lavoro dell’artista, sia fredda e artificiale prodotta dai neon sia calda e avvolgente delle candele colorate, è trattata come elemento tangibile, come parte integrante della plasticità delle sue sculture, modulando e trasformando sostanzialmente la percezione delle forme.

 

Mark Handforth (Hong Kong, 1969) è cresciuto a Londra e attualmente vive e lavora a Miami. Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive negli Stati Uniti e in Europa. Tra queste si ricordano le personali: SMOKE, Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (2016); Two Old Bananas, CASS Sculpture Foundation, Goodwood, (2015); Sidewalk Island, Governors Island, New York (2014); Black Bird (public installation), Zürich (2013); Rolling Stop, Museum of Contemporary Art, North Miami (2012); MCA Chicago Plaza Project, Museum of Contemporary Art, Chicago (2011); Hessel Museum of Art, Bard College, New York (2011); Kunstnernes Hus (con Urs Fischer e Georg Herold), Oslo; Concentrations 51, Dallas Museum of Art, Dallas, TX (2007); Stroom, Kunsthaus Zürich, Zurigo (2005); Hammer Projects, UCLA Hammer Museum (2002). Tra le collettive ricordiamo: Retour du monde, una commissione per il trasporto pubblico, Musée d’art moderne et contemporain, Ginevra (2013); Luminale Midwest: Sunlight on Cold Water, Kunsthalle Detroit, Detroit (2012) e Hors les Murs, FIAC Jardin des Tuileries, Paris (2012); Mapping the Studio: Artists from the François Pinault Collection, Palazzo Grassi/Punta della Dogana, Venezia (2009); Château de Tokyo/Tokyo, Redux, Ile de Vassivière (2008); The Uncertainty of Objects and Ideas, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington DC, (2006); 5 Milliards d’Années, Palais de Tokyo, Parigi (2006); Whitney Biennial (2004); Terminal 5, JFK Airport, New York (2004)

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