Eventi in corso

Eventi in corso (10)

 

FLASHBACK_L’arte è tutta contemporanea, presenta

 

 

 

THE FLASHBACK WORLD

 

 

 

Venerdì 26 maggio ore 11.00
Accademia delle Scienze - Sala dei Mappamondi

 

Via Accademia delle Scienze 6

 

 Torino

 

 

 

Ogni grande opera d’arte ha due facce, una per il proprio tempo e una per il futuro, per l’eternità.

 

Daniel Barenboim

 

 

 

Venerdì 26 maggio l’associazione Flashback presenta la V edizione all’interno della Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze. E non potrebbe esserci luogo più adatto per presentare il FLASHBACK WORLD, con il tema della V edizione e il quesito sotto forma di hashtag #whatscontemporary

 

Il mondo di Flashback è un disegno immateriale, in grado di far emergere problematiche e tensioni di cui forse non ci saremmo accorti nella vita reale. Un patto narrativo fatto di meraviglia e concretezza, di opere e di pensiero. Un progetto, nato nel 2013, che si mette a disposizione di tutti, che resta sempre in ascolto, che “ricerca” indagando l’arte nelle sue molteplici forme espressive indipendentemente dal periodo storico ma in base alla loro attualità, la loro contemporaneità. E’ così che Alessandro Bulgini ha traslato il suo progetto Opera Viva in Flashback è Opera viva (progetto vivo e sempre in divenire, mai statico o istituzionalizzato), è così che si è formata l’isola che racchiude cultura e mercato, gallerie e artisti, arte antica, arte moderna e arte contemporanea, incontri e scontri, suoni, video, film, performances, laboratori.

 

 

 

#whatscontemporary

 

 

 

Che cosa significa contemporaneo? Chi è contemporaneo? Cos’è contemporaneo? Quando un’opera può dirsi contemporanea? Di chi e di che cosa siamo contemporanei?

 

L’aggettivo contemporaneo è spesso abusato e molto spesso non se ne conoscono le vere accezioni. Prima di indagare il significato del termine tramite considerazioni ricordarne la semplice definizione:

 

contemporàneo agg. e s. m. (f. -a) [dal lat. tardo contemporaneus, der. di tempus -pŏris «tempo», col pref. con-]. – 1. a. agg. Che accade o vive nello stesso tempo, che appartiene alla medesima età
2. a. agg. Che appartiene all’età presente, alla vita attuale.

 

 

 

All’incontro del 26 maggio saranno presenti alcuni tra i FLASHBACK_people, ovvero:

 

Christian Caliandro, Alessandro Bulgini, Marco Benenti, Carlo Alberto de Laugier, Ginevra Pucci, Stefania Poddighe, Maria Chiara Guerra, Daniele Donati, Roberto Cena, Filippo Di Carlo.

 

 

 

 

Mark Handforth

 After Nature

 15 Maggio – 2 Settembre 2017

 

Galleria Franco Noero è lieta di presentare After Nature, terza mostra personale di Mark Handforth in collaborazione con la galleria e la prima all’interno dello spazio espositivo di Piazza Carignano.

L’artista americano, noto a livello internazionale per la creazione di sculture pubbliche di grandi dimensioni che nascono dal confronto con le proporzioni stranianti delle metropoli americane e con gli elementi minori del paesaggio urbano circostante, torna ad esporre in Italia a distanza di un anno dall’importante mostra personale presso il Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce di Genova, dal titolo ‘Smoke’, e a confrontarsi anche a Torino con spazi architettonicamente storicizzati.

Una serie di nuove sculture e installazioni luminose si susseguono nell’infilata di stanze, senza corridoi, tipica di questo appartamento di fine Settecento, istituendo un’analogia di forme che rimandano direttamente alla monumentale architettura barocca, e alcuni elementi decorativi, oltretutto visibili dalle finestre che si aprono sulla facciata di Palazzo Carignano, pregevole esempio di architettura barocca piemontese.

In After Nature, come suggerisce il titolo stesso, Handforth unisce l’elemento d’ispirazione naturale al costante riferimento al paesaggio urbano, creando sculture dal grande al piccolo formato, in cui predomina la forma della spirale che genera una potente energia e pervade l’ambiente che occupano di tensione dinamica tra forme organiche e forme geometriche, fra concetti di immanenza e di cambiamento, di naturale e artificiale, di astrazione e rappresentazione simbolica. La luce, altro elemento fondamentale nel lavoro dell’artista, sia fredda e artificiale prodotta dai neon sia calda e avvolgente delle candele colorate, è trattata come elemento tangibile, come parte integrante della plasticità delle sue sculture, modulando e trasformando sostanzialmente la percezione delle forme.

 

Mark Handforth (Hong Kong, 1969) è cresciuto a Londra e attualmente vive e lavora a Miami. Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive negli Stati Uniti e in Europa. Tra queste si ricordano le personali: SMOKE, Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (2016); Two Old Bananas, CASS Sculpture Foundation, Goodwood, (2015); Sidewalk Island, Governors Island, New York (2014); Black Bird (public installation), Zürich (2013); Rolling Stop, Museum of Contemporary Art, North Miami (2012); MCA Chicago Plaza Project, Museum of Contemporary Art, Chicago (2011); Hessel Museum of Art, Bard College, New York (2011); Kunstnernes Hus (con Urs Fischer e Georg Herold), Oslo; Concentrations 51, Dallas Museum of Art, Dallas, TX (2007); Stroom, Kunsthaus Zürich, Zurigo (2005); Hammer Projects, UCLA Hammer Museum (2002). Tra le collettive ricordiamo: Retour du monde, una commissione per il trasporto pubblico, Musée d’art moderne et contemporain, Ginevra (2013); Luminale Midwest: Sunlight on Cold Water, Kunsthalle Detroit, Detroit (2012) e Hors les Murs, FIAC Jardin des Tuileries, Paris (2012); Mapping the Studio: Artists from the François Pinault Collection, Palazzo Grassi/Punta della Dogana, Venezia (2009); Château de Tokyo/Tokyo, Redux, Ile de Vassivière (2008); The Uncertainty of Objects and Ideas, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington DC, (2006); 5 Milliards d’Années, Palais de Tokyo, Parigi (2006); Whitney Biennial (2004); Terminal 5, JFK Airport, New York (2004)

Diego Scroppo

LA DERIVA DELLE FORME

 

19- 26 maggio 2017

 

515 Creative shop

Via Mazzini 40, Torino

 

Inaugurazione 19 maggio ore 18

 

Diego Scroppo ha scisso La deriva delle forme, un'indagine condotta sulla natura dei suoi stessi dipinti, racchiudendola nelle pagine di due singolari libri: STELE, stampato nero su nero, custodito in un blocco di resina scura scolpito in bassorilievo e LA DERIVA DELLE FORME stampato a colori, su carta patinata e brillante. Le pagine non contengono parole, su di esse si espande il linguaggio visionario delle forme in mutazione, dove l'occhio di chi guarda oscillerà tra il riconoscimento del concretarsi di una forma materica e il suo improvviso dissolvimento. Si tratta di un’esperienza estetica capace di lasciare affiorare gli elementi costitutivi dell'immaginario di ognuno, perché quelle forme non sono al di fuori di noi, ci appartengono al punto che scrutarle sulle pagine equivale a contemplarci in uno specchio, o meglio in uno “speculum", e vedervi emergere, invece del nostro volto, le immagini che il tempo ha sedimentato nella nostra mente.

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