Eventi in corso

Eventi in corso (16)

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018

presenta

Irene Pittatore

Wire Connection, 2018

27 giugno – 24 luglio 2018

Piazza Bottesini, Torino

 

Due donne senza volto che intrecciano i loro capelli, neri e biondi: come faranno a muoversi, a esistere in quella posizione? Convivono: una condivisione generatrice di nuove forme, inedite, diverse, riflessi della vita che le ha prodotte ed elaborate.

Wire Connectiondi Irene Pittatore è l’opera che a partire dal 27 giugno occuperà lo spazio per le affissioni di Piazza Bottesini per l’edizione 2018 di Opera Viva Barriera di Milano. Il lavoro di Irene Pittatore è la prima delle tre opere vincitrici della open call e selezionate dalla giuria composta da Umberto Allemandi, Alessandro Bulgini, Christian Caliandro, Pietro Gaglianò, Luigi Ratclif e Roxy in the Box.

Si tratta di una declinazione ancora diversa rispetto a quelle precedenti, realizzate da Lucia Veronesi e da Laboratorio Saccardi. In questo caso, infatti, l’autrice condensa la sua riflessione in un’immagine umile e quotidiana: le scale, le ringhiere e le finestre di un condominio; due donne che intrecciano i loro capelli, neri e biondi. Che cosa faranno? Dove andranno? Come faranno a muoversi, a esistere in quella posizione?

Andi Kacziba

Turning (G)old

a cura di Angela Madesani

 

Opening martedì 3 luglio 2018, 18.30 - 21

 

dal 3 luglio al 15 settembre 2018

RAFFAELLA DE CHIRICO ARTE CONTEMPORANEA

Torino

 

Tutto ciò che crediamo di avere soffocato risale alla superficie, dopo un certo tempo: difetti, vizi, ossessioni. Le imperfezioni più evidenti di cui ci eravamo 'corretti' ritornano camuffate, ma fastidiose come prima.

Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

 

Il 3 luglio inaugura alla Raffaella De Chirico Arte Contemporanea Turning (G)old, una personale di Andi Kacziba, artista nata nel 1974 in Ungheria, giunta in Italia nel 1997 per lavorare inizialmente come modella, e dedicatasi successivamente alla fotografia. Naturale dunque che la sua ricerca artistica verta su tematiche inerenti l'immagine, la bellezza e l'ossessione della perdita di quest'ultima. Ma solo apparentemente.

La curatrice Angela Madesani, nel testo che accompagna la mostra, sottolinea come le sue opere (in mostra anche al PwC di Milano dal 12 luglio al 15 settembre) suggeriscano un mondo fiabesco, dove trovano spazio tessiture e arcolai, regine cattive che non accettano di invecchiare, specchi magici che rubano l’immagine e lunghe funi che aiutano a ritrovare la retta via. Non a caso uno dei più recenti lavori di Kacziba, qui per la prima volta in mostra, sono una serie di Polaroid che: "Propongono il suo volto sempre nella stessa posizione frontale: ripetizione e differenza". Impossibile non pensare a Roman Opalka, artista franco-polacco, ai suoi Self Portrait e all'ossessione di documentare il tempo che passa su se stessi. L’artista ha, però, inserito nelle sue rughe una mistura di colla vinavil e oro, affinché i segni del passaggio del tempo siano ancora più evidenti: è una donna, è un'artista ed è spietata. Kacziba conosce bene il mondo legato all'immagine e sa perfettamente come usare il suo bel volto.

Quell’oro colloso per talune opere viene strappato delicatamente dal suo volto, attraverso una maschera, come un affresco, per essere posto su un vetro. È la traccia del tempo, orma, impronta priva di immagine. A Torino sono,inoltre, in mostra una serie di specchi ovali, rotondi, a tre scomparti. Chi si specchia alla giusta misura vivrà l’esperienza di specchiarsi nel volto, nelle rughe di Kacziba, che è riuscita con un gioco di rimozioni e sostituzioni, a fare apparire le pieghe d’oro nell’oggetto simbolo di vanità per eccellenza, ma anche di timore. Per realizzare gli specchi ha utilizzato degli antichi vetri, un po’ imbarcati, talvolta graffiati. Un parallelismo tra l’oggetto e il suo contenuto. «Lo specchio richiama anche l’onnipresente selfie, croce e delizia del nostro tempo: mi fotografo e dunque sono», così Madesani. Un mezzo per affermare se stessi, il proprio essere nei luoghi e nelle situazioni.

SELEZIONATE LE TRE OPERE CHE PARTECIPERANNO A

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018

 

La giuria ha selezionato le trevincitrici che prenderanno parte a Opera Viva Barriera di Milano 2018, il progetto ideato da Alessandro Bulgini con la curatela di Christian Caliandro che “occupa” il cartellone di 6 metri per 3 in Piazza Bottesini a Torino, scandendo le tappe mensili di avvicinamento a Flashback (1 – 4 novembre Pala Alpitour).

Gli artisti erano chiamati a riflettere sul tema di quest’anno che ruota intorno alla diversità prendendo spunto dal testo La rive di un altro mare di Chad Oliver.

La giuria, composta da Alessandro Bulgini, Christian Caliandro, Umberto Allemandi, Pietro Gaglianò, Luigi Ratclif e Roxy in the box ha selezionato tra 159 proposte pervenute i lavori di IRENE PITTATORE, VIRGINIA ZANETTI e FRANCESCA SANDRONI.

Christian Caliandro ha così motivato il riconoscimento alle vincitrici di questa prima open call legata alla terza edizione del progetto Opera Viva Barriera di Milano: “Le tre artiste hanno saputo interpretare il tema fondamentale attorno a cui quest'anno ruotano la fiera Flashback e il progetto - la diversità - in modo originale e per nulla retorico. I tre manifesti declinano questa riflessione con approcci e stili diversi tra loro ma accomunati da un senso profondo di che cosa è contemporaneo: sono tre opere che ci parlano di presente, e ancor più di futuro prossimo, in un momento che ne ha urgente bisogno."

 

Con il Patrocinio di:

REGIONE PIEMONTE

CITTÀ DI TORINO

CIRCOSCRIZIONE 6

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

Un progetto di Alessandro Bulgini

A cura di Christian Caliandro

Rotatoria di piazza Bottesini - Torino

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