Eventi in corso

Eventi in corso (16)

JAMAIS LAISSER LES PHOTOS TRAINER

 

Linda Fregni Nagler

Jochen Lempert

Johan Österholm

Barbara Probst

Leticia Ramos

Alessandra Spranzi

John Stezaker

 

17 maggio – 27 luglio 2018

Monica De Cardenas, Milano

 

La Galleria Monica De Cardenas inaugura il 17 maggio una collettiva che suggerisce un’idea della fotografia come esercizio dello sguardo. Presenta artisti che vivono cambiamenti epocali nel modo di sentire lo spazio e il tempo, le immagini, la loro moltiplicazione e dispersione. Si tratta di un’analisi delle potenzialità della fotografia come strumento di conoscenza che restituisce all’occhio quello che sta forse disimparando per accumulazione o cecità culturale: saper vedere e sentire la relazione reciproca tra le immagini.

Il desiderio di ritornare agli elementi basilari della fotografia, la luce e il tempo, di riattualizzare tecniche e procedimenti obsoleti, di riavvicinarsi al miracolo dell’analogico e alla camera oscura o di insistere a usare sempre la stessa macchina, s’intreccia a un’attitudine rivolta alla reinterpretazione di artefatti che appartengono all’alba della fotografia o alla ricerca e raccolta di immagini già esistenti – di altri, anonime o povere – trovate dove nessuno le cercava più. Immagini, queste ultime, che vengono guardate e riguardate, tagliate e ri-fotografate, avvicinate, ingrandite, raggruppate, sovrapposte, riorganizzate e, così, riescono ancora rivelare il loro potenziale semantico. Nelle fotografie si riconosce quella mescolanza di arte e scienza, d’ispirazione artistica e invenzione tecnologica dei pionieri, che ha fatto avanzare le scoperte di quegli inventori. Si tratta di opere che coinvolgono lo spettatore in un atto di complicità, lo costringono a un’intimità.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018

 

presenta

 

Lucia Veronesi

La zona sicura (2018)

 

2 – 27 maggio 2018

Piazza Bottesini, Torino

 

 

Lucia Veronesi è l’artista che dà il via al progetto artistico urbano Opera Viva Barriera di Milano ed. 2018 ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da Flashback.

Il progetto, che è ormai divenuto un appuntamento fisso per la comunità del quartiere e della città, scandisce le tappe di avvicinamento, mese dopo mese, opera dopo opera, alla fiera Flashback che sarà dal 1 al 4 novembre al Pala Alpitour di Torino.

Il manifesto sei metri per tre intitolato La zona sicura inaugura il 2 maggio alle 18.30 in piazza Bottesini nell'ambito della prima edizione di Fo.To. Fotografi a Torino.

Il fil rouge di Opera Viva Barriera di Milano è, come per la fiera, la “diversità”: diversità culturale, diversità identitaria, diversità interpretativa prendendo spunto dal libro di Chad Oliver Le rive di un altro mare. Diversità come ricchezza dunque e non come ostacolo, come ampiezza di sguardo e non come barriera, come allargamento dell’orizzonte e non come sua chiusura. L’immagine realizzata da Lucia Veronesi rappresenta l’interno di una casa, illuminato da una luce fuori campo, una barricata fatta di oggetti domestici (finti: sono sagome, immagini di oggetti) sbarra fisicamente e visivamente il passaggio, un collage tridimensionale, un teatrino costruito con carta e cartone, carta da parati e ritagli.

Lara Favaretto

SUCKING MUD

19 aprile – 26 maggio 2018

Galleria Franco Noero

Piazza Carignano 2 Torino


La Galleria Franco Noero è lieta di presentare una nuova mostra personale di Lara Favaretto, per la prima volta ospitata negli spazi di Piazza Carignano 2 a Torino. SUCKING MUD è il titolo di una poesia di John Giorno, parole che, isolate dall’originale contesto, suggeriscono l’idea del prosciugare, dell’eliminare il fango molle e superfluo per raggiungere quanto di più solido, compatto e permanente vi si possa trovare al di sotto. Un processo di sottrazione portato alle sue estreme conseguenze, un’azione volta ad arrivare all’essenziale per metterlo a nudo, a raggiungere uno stadio in cui la materia non è ancora diventata “cosa”. Nell’esposizione, ogni dato narrativo o indizio figurativo è rimosso dai materiali, che si mostrano nella loro propria, inerme e schietta, presenza. La stringente economia di mezzi espressivi, l’asciuttezza e l’oggettività dei lavori sono assimilabili a una semplice cernita di materiali, mai declinati in oggetti, riprodotti su un catalogo o esposti in un luogo deputato.

L’apparizione in una galleria d’arte di materiali sollecitati a esprimere, in maniera quanto più possibile mimetica, nient’altro che le loro qualità intrinseche, prive di ogni aggettivazione, genera immediatamente un equivoco. Tubi metallici di recupero, usurati per il loro precedente utilizzo, tracciano una griglia al di sopra delle teste dei visitatori all’interno della prima sequenza di stanze della galleria. Suggeriscono una trama, un ordine sospeso e interrotto che sovrasta e definisce un rapporto proporzionale, un livello di relazione ulteriore che si aggiunge al rapporto tra la figura umana e le qualità volumetriche e architettoniche del luogo in cui si trova. La presenza nei tubi di fili di lana dei tre colori primari – blu, rosso, giallo – cita e sovrappone allo spazio esistente la geometria serrata e stringente di un quadro di Piet Mondrian.

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