Jason Dodge

Jason Dodge

 

19 febbraio – 5 maggio 2018

via Mottalciata 10/B

 

19 febbraio – 17 marzo 2018

Installazione site-specific

Piazza Carignano 2

  

La Galleria Franco Noero è felice di presentare la terza mostra personale di Jason Dodge a Torino. Per questa occasione, l’artista ha realizzato una serie di nuove sculture nello spazio di via Mottalciata e un’installazione specificamente pensata per la sede della galleria in Piazza Carignano, occupandone l’intera infilata di stanze. Negli ultimi vent’anni Jason Dodge ha realizzato mostre e opere scultoree che parlano di assenza, distanza, percezione tattile e visiva. Il suo lavoro è spesso paragonato alla poesia e, come molta poesia, richiede al lettore o allo spettatore di essere presente e di guardare dentro se stesso come veicolo di significati. Leggendo una poesia o una scultura, qualcosa di nuovo accade. Dodge dice: "non è ciò che qualcosa significa che è importante, è come qualcosa significa". I suoi lavori non sono pensati per essere decifrati, piuttosto sono essi stessi macchine per decifrare.

Le sculture negli spazi di via Mottalciata sono fatte di cose esistenti; cappotti di pelliccia, computer, tavoli, luci, vetri e oggetti di origine misteriosa, grandi cesti fatti da un cestaio cieco, scarpe per qualcuno con tre piedi, porte che permetterebbero ad animali selvatici di aggirarsi per la galleria. Molte delle sculture sono realizzate in ripetizione, dando vita a diverse costellazioni all’interno della mostra, come mani di carte dello stesso mazzo. Significati, valori e letture cambiano, si ripetono e si combinano. Nelle stanze di Piazza Carignano Dodge ha creato un’installazione composta da detriti sparsi raccolti in tutto il mondo, come lui dice: "le cose che ci cadono di dosso mentre siamo impegnati a vivere". Un'abbondanza di lettere e loghi, scritte e oggetti disseminati, contenitori e colori. Si diventa consapevoli, in presenza di questo lavoro, delle innumerevoli vite che hanno intersecato queste migliaia di cose. Cosa significa conservare ciò che è stato dimenticato? Le parole arance, pane, latte scritte su una lista della spesa; oggetti ricordati, comprati e consumati; un elenco telefonico pieno dei nomi degli abitanti di una città; un barattolo vuoto di crema assorbita dalla pelle di uno sconosciuto molto tempo fa e in un luogo lontano. Come in gran parte del lavoro di Dodge, c'è una tensione emotiva che oscilla sempre tra la presenza dell’assenza e l'assenza della presenza. 

Questa è la terza personale di Jason Dodge a Torino. Le sue più recenti mostre personali hanno avuto luogo allo Schinkel Pavillon, Berlino (2017) e al IAC – Institut d’Art Contemporain de Villeurbanne (2016); ha inoltre co-curato Enemy of the Stars con Krist Gruijthuijsen al KW Institute di Berlino (2017) e ha recentemente partecipato a mostre collettive presso l'Hammer Museum, Los Angeles (2018), MIT List Visual Arts Centre, Cambridge, USA (2017), 500 Capp Street, San Francisco (2018), Eli and Edythe Broad Museum, East Lansing, USA (2017). Ha inoltre preso parte a numerose rassegne tra cui la Biennale di Liverpool (2016), la Biennale di Lione (2013) e la Biennale di Venezia (Padiglione Lituania, 2013). Prossimamente gli sarà dedicata una mostra personale al Neubauer Collegium di Chicago con Dieter Roelstraete. In parallelo alla sua pratica artistica, Dodge è il fondatore della casa editrice Fivehundred Places, che a oggi ha pubblicato 25 libri monografici di poesie di poeti contemporanei tra cui Ishion Hutchinson, Eileen Myles, CAConrad, Dorothea Lasky e Matthew Dickman.

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