2018

2018 (12)

Andi Kacziba

Turning (G)old

a cura di Angela Madesani

 

Opening martedì 3 luglio 2018, 18.30 - 21

 

dal 3 luglio al 15 settembre 2018

RAFFAELLA DE CHIRICO ARTE CONTEMPORANEA

Torino

 

Tutto ciò che crediamo di avere soffocato risale alla superficie, dopo un certo tempo: difetti, vizi, ossessioni. Le imperfezioni più evidenti di cui ci eravamo 'corretti' ritornano camuffate, ma fastidiose come prima.

Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

 

Il 3 luglio inaugura alla Raffaella De Chirico Arte Contemporanea Turning (G)old, una personale di Andi Kacziba, artista nata nel 1974 in Ungheria, giunta in Italia nel 1997 per lavorare inizialmente come modella, e dedicatasi successivamente alla fotografia. Naturale dunque che la sua ricerca artistica verta su tematiche inerenti l'immagine, la bellezza e l'ossessione della perdita di quest'ultima. Ma solo apparentemente.

La curatrice Angela Madesani, nel testo che accompagna la mostra, sottolinea come le sue opere (in mostra anche al PwC di Milano dal 12 luglio al 15 settembre) suggeriscano un mondo fiabesco, dove trovano spazio tessiture e arcolai, regine cattive che non accettano di invecchiare, specchi magici che rubano l’immagine e lunghe funi che aiutano a ritrovare la retta via. Non a caso uno dei più recenti lavori di Kacziba, qui per la prima volta in mostra, sono una serie di Polaroid che: "Propongono il suo volto sempre nella stessa posizione frontale: ripetizione e differenza". Impossibile non pensare a Roman Opalka, artista franco-polacco, ai suoi Self Portrait e all'ossessione di documentare il tempo che passa su se stessi. L’artista ha, però, inserito nelle sue rughe una mistura di colla vinavil e oro, affinché i segni del passaggio del tempo siano ancora più evidenti: è una donna, è un'artista ed è spietata. Kacziba conosce bene il mondo legato all'immagine e sa perfettamente come usare il suo bel volto.

Quell’oro colloso per talune opere viene strappato delicatamente dal suo volto, attraverso una maschera, come un affresco, per essere posto su un vetro. È la traccia del tempo, orma, impronta priva di immagine. A Torino sono,inoltre, in mostra una serie di specchi ovali, rotondi, a tre scomparti. Chi si specchia alla giusta misura vivrà l’esperienza di specchiarsi nel volto, nelle rughe di Kacziba, che è riuscita con un gioco di rimozioni e sostituzioni, a fare apparire le pieghe d’oro nell’oggetto simbolo di vanità per eccellenza, ma anche di timore. Per realizzare gli specchi ha utilizzato degli antichi vetri, un po’ imbarcati, talvolta graffiati. Un parallelismo tra l’oggetto e il suo contenuto. «Lo specchio richiama anche l’onnipresente selfie, croce e delizia del nostro tempo: mi fotografo e dunque sono», così Madesani. Un mezzo per affermare se stessi, il proprio essere nei luoghi e nelle situazioni.

SELEZIONATE LE TRE OPERE CHE PARTECIPERANNO A

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018

 

La giuria ha selezionato le trevincitrici che prenderanno parte a Opera Viva Barriera di Milano 2018, il progetto ideato da Alessandro Bulgini con la curatela di Christian Caliandro che “occupa” il cartellone di 6 metri per 3 in Piazza Bottesini a Torino, scandendo le tappe mensili di avvicinamento a Flashback (1 – 4 novembre Pala Alpitour).

Gli artisti erano chiamati a riflettere sul tema di quest’anno che ruota intorno alla diversità prendendo spunto dal testo La rive di un altro mare di Chad Oliver.

La giuria, composta da Alessandro Bulgini, Christian Caliandro, Umberto Allemandi, Pietro Gaglianò, Luigi Ratclif e Roxy in the box ha selezionato tra 159 proposte pervenute i lavori di IRENE PITTATORE, VIRGINIA ZANETTI e FRANCESCA SANDRONI.

Christian Caliandro ha così motivato il riconoscimento alle vincitrici di questa prima open call legata alla terza edizione del progetto Opera Viva Barriera di Milano: “Le tre artiste hanno saputo interpretare il tema fondamentale attorno a cui quest'anno ruotano la fiera Flashback e il progetto - la diversità - in modo originale e per nulla retorico. I tre manifesti declinano questa riflessione con approcci e stili diversi tra loro ma accomunati da un senso profondo di che cosa è contemporaneo: sono tre opere che ci parlano di presente, e ancor più di futuro prossimo, in un momento che ne ha urgente bisogno."

 

Con il Patrocinio di:

REGIONE PIEMONTE

CITTÀ DI TORINO

CIRCOSCRIZIONE 6

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

Un progetto di Alessandro Bulgini

A cura di Christian Caliandro

Rotatoria di piazza Bottesini - Torino

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018

 

presenta

 

Laboratorio Saccardi

Dionisio in città (2018)

 

30 maggio – 25 giugno2018

Piazza Bottesini, Torino

 

 

È di Laboratorio Saccardi (Vincenzo Profeta e Marco Leone Barone) il secondo manifesto per Opera Viva in Barriera di Milano, il progetto ideato da Alessandro Bulgini e curata da Christian Caliandro che scandisce il count down a FLASHBACK. Sul cartellone sei metri per tre in Piazza Bottesini, a partire dal 30 maggio, l’opera Dionisio in città (2018) scaturisce dalla riflessione proposta quest’anno da Flashback intorno alla diversità: diversità culturale, diversità identitaria, diversità interpretativa prendendo spunto dal libro di Chad Oliver Le rive di un altro mare. Diversità come ricchezza dunque e non come ostacolo, come ampiezza di sguardo e non come barriera, come allargamento dell’orizzonte e non come sua chiusura.

L’opera di Laboratorio Saccardi ci parla quindi della diversità come Grande Altro (secondo la definizione di Slavoj Žižek) irriducibile, incommensurabile, come linguaggio alieno e a tratti incomprensibile, proveniente al tempo stesso dal passato più arcaico e dal futuro prossimo. Un grande e orgoglioso viso africano ci osserva, con la fronte coperta da quello che sembra un antico elmo o un casco futuristico. Sullo sfondo, l’architettura del Teatro Politeama di Palermo con il suo strano gusto tra asburgico e assiro-babilonese; attorno, un’aria fosca e lampeggiante che sa di epica.

E subito affiorano alla mente i versi della Profezia (1965) di Pier Paolo Pasolini, contenuta in Alì dagli Occhi Azzurri, è la disamina lucida di un processo storico, sociale ed economico che coinvolge popoli diversi a confronto, civiltà differenti e agli antipodi: “Essi sempre umili / essi sempre deboli / essi sempre timidi / essi sempre infimi / essi sempre colpevoli / essi sempre sudditi / essi sempre piccoli, / essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare, / essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi / in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo, / essi che si costruirono leggi fuori dalla legge, / essi che si adattarono a un mondo sotto il mondo…”. Il futuro prefigurato da Pasolini è adesso, è ora: anzi, è già passato. La diversità accede improvvisamente al territorio di una mitografia non consolatoria, ma ostinata a leggere il presente italiano nelle sue pieghe più sommerse.

Laboratorio Saccardi è formato da Vincenzo Profeta (Palermo 1977) e Marco Barone (Palermo 1978), artisti capaci di esprimersi con “differenti linguaggi (dalla pittura, al video, alla fotografia, alla poesia visiva) nel segno di un dichiarato intento ludico e dissacratorio”. Il loro lavoro verte principalmente su due temi: l’irrisione dello star-system dell’arte e l’irrisione dell’intellettuale. Tutto parte dalla conoscenza profonda della storia dell’arte da cui traggono inesauribili spunti per poi applicarli in tutti i loro lavori, senza risparmiare nessuno.Numerose le mostre personali sia in musei che in gallerie italiane e straniere tra le quali: 56 Henry, New York; z2o Sara Zanin, Roma; Van Gelder Gallery, Amsterdam; GAM di Palermo, ma soprattutto le opere pubbliche come il “Monumento a Franco e Ciccio”, progetto di inclusione sociale e raccolta fondi a Palermo, quartiere Sant’Anna al Capo e “Anima Mundi”, Chiesa di San Ranieri e dei Santi Quaranta Martiri Pisani del Borremans, quartiere Capo alla Guilla di Palermo. Tra le collettive ricordiamo la 9° Shangai Biennial, Museum of Contemporary Art of Shanghai, “Praestigium Contemporary Artists from Italy” alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, “Italia Ora” a cura di Achille Bonito Oliva Museo Hendrik Christian Andersen, Roma, “Passaggi in Sicilia”, Museo d’arte contemporanea Palazzo Belmonte Riso, Palermo; “Passport#2”, Cantieri culturali della Zisa, Palermo. I lavori di Laboratorio Saccordi sono presenti infine in molte collezioni pubbliche e private come la Collezione “Farnesina giovani” del Ministero degli affari esteri di Roma, la Collezione permanente museo d’arte contemporanea della Sicilia Palazzo Belmonte Riso di Palermo, la Collezione permanente museo d’arte contemporanea della Galleria d’Arte Moderna di Palermo e la Collezione Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito.

Con il Patrocinio di:

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CIRCOSCRIZIONE 6

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

Un progetto di Alessandro Bulgini

A cura di Christian Caliandro

Rotatoria di piazza Bottesini - Torino

2° artista – Laboratorio Saccardi 30 maggio – 25 giugno 2018

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