2018

2018 (23)

Martha Tuttle

ORACLES

4 maggio – 14 luglio 2018

 

Luce Gallery inaugura il 4 maggio la personale di Martha Tuttle, giovane artista americana che lavora mescolando materiali quali la lana, la seta, il metallo e pigmenti.

È la stessa Martha a lavorare la fibra grezza della lana (esclusivamente quella delle pecore del New Mexico, dove è nata) che poi viene sfregata e lavata e, una volta asciutta, mostra superfici ondeggianti a cui, a volte vengono aggiunti piccoli oggetti in acciaio.

Per l’artista è il tempo trascorso con i materiali con i quali produce i suoi lavori (tempo dedicato alla ricerca e alla lavorazione) che conferisce il valore all’opera e quindi vuole seguire personalmente tutti i passaggi. Il suo lavoro può avvicinarsi alla fiber art, anche se in certi passaggi ricorda più il lavoro di un artigiano, ed è proprio all’incrocio tra l’artigianato e l’espressione artistica che l’opera di Martha Tuttle trova il suo abbrivio e la sua forza. Martha è “una voce quieta con l’abilità di essere una forza rimanendo gentile”. In una società che pare aver dimenticato queste caratteristiche, l’artista ricava per loro uno spazio con lavori “forti” nonostante, o forse proprio grazie, all’apparente delicatezza e all’intimità degli assemblaggi.

JAMAIS LAISSER LES PHOTOS TRAINER

 

Linda Fregni Nagler

Jochen Lempert

Johan Österholm

Barbara Probst

Leticia Ramos

Alessandra Spranzi

John Stezaker

 

17 maggio – 27 luglio 2018

Monica De Cardenas, Milano

 

La Galleria Monica De Cardenas inaugura il 17 maggio una collettiva che suggerisce un’idea della fotografia come esercizio dello sguardo. Presenta artisti che vivono cambiamenti epocali nel modo di sentire lo spazio e il tempo, le immagini, la loro moltiplicazione e dispersione. Si tratta di un’analisi delle potenzialità della fotografia come strumento di conoscenza che restituisce all’occhio quello che sta forse disimparando per accumulazione o cecità culturale: saper vedere e sentire la relazione reciproca tra le immagini.

Il desiderio di ritornare agli elementi basilari della fotografia, la luce e il tempo, di riattualizzare tecniche e procedimenti obsoleti, di riavvicinarsi al miracolo dell’analogico e alla camera oscura o di insistere a usare sempre la stessa macchina, s’intreccia a un’attitudine rivolta alla reinterpretazione di artefatti che appartengono all’alba della fotografia o alla ricerca e raccolta di immagini già esistenti – di altri, anonime o povere – trovate dove nessuno le cercava più. Immagini, queste ultime, che vengono guardate e riguardate, tagliate e ri-fotografate, avvicinate, ingrandite, raggruppate, sovrapposte, riorganizzate e, così, riescono ancora rivelare il loro potenziale semantico. Nelle fotografie si riconosce quella mescolanza di arte e scienza, d’ispirazione artistica e invenzione tecnologica dei pionieri, che ha fatto avanzare le scoperte di quegli inventori. Si tratta di opere che coinvolgono lo spettatore in un atto di complicità, lo costringono a un’intimità.

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018

 

presenta

 

Lucia Veronesi

La zona sicura (2018)

 

2 – 27 maggio 2018

Piazza Bottesini, Torino

 

 

Lucia Veronesi è l’artista che dà il via al progetto artistico urbano Opera Viva Barriera di Milano ed. 2018 ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da Flashback.

Il progetto, che è ormai divenuto un appuntamento fisso per la comunità del quartiere e della città, scandisce le tappe di avvicinamento, mese dopo mese, opera dopo opera, alla fiera Flashback che sarà dal 1 al 4 novembre al Pala Alpitour di Torino.

Il manifesto sei metri per tre intitolato La zona sicura inaugura il 2 maggio alle 18.30 in piazza Bottesini nell'ambito della prima edizione di Fo.To. Fotografi a Torino.

Il fil rouge di Opera Viva Barriera di Milano è, come per la fiera, la “diversità”: diversità culturale, diversità identitaria, diversità interpretativa prendendo spunto dal libro di Chad Oliver Le rive di un altro mare. Diversità come ricchezza dunque e non come ostacolo, come ampiezza di sguardo e non come barriera, come allargamento dell’orizzonte e non come sua chiusura. L’immagine realizzata da Lucia Veronesi rappresenta l’interno di una casa, illuminato da una luce fuori campo, una barricata fatta di oggetti domestici (finti: sono sagome, immagini di oggetti) sbarra fisicamente e visivamente il passaggio, un collage tridimensionale, un teatrino costruito con carta e cartone, carta da parati e ritagli.

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