2018

2018 (19)

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO 2018

 

presenta

 

Laboratorio Saccardi

Dionisio in città (2018)

 

30 maggio – 25 giugno2018

Piazza Bottesini, Torino

 

 

È di Laboratorio Saccardi (Vincenzo Profeta e Marco Leone Barone) il secondo manifesto per Opera Viva in Barriera di Milano, il progetto ideato da Alessandro Bulgini e curata da Christian Caliandro che scandisce il count down a FLASHBACK. Sul cartellone sei metri per tre in Piazza Bottesini, a partire dal 30 maggio, l’opera Dionisio in città (2018) scaturisce dalla riflessione proposta quest’anno da Flashback intorno alla diversità: diversità culturale, diversità identitaria, diversità interpretativa prendendo spunto dal libro di Chad Oliver Le rive di un altro mare. Diversità come ricchezza dunque e non come ostacolo, come ampiezza di sguardo e non come barriera, come allargamento dell’orizzonte e non come sua chiusura.

L’opera di Laboratorio Saccardi ci parla quindi della diversità come Grande Altro (secondo la definizione di Slavoj Žižek) irriducibile, incommensurabile, come linguaggio alieno e a tratti incomprensibile, proveniente al tempo stesso dal passato più arcaico e dal futuro prossimo. Un grande e orgoglioso viso africano ci osserva, con la fronte coperta da quello che sembra un antico elmo o un casco futuristico. Sullo sfondo, l’architettura del Teatro Politeama di Palermo con il suo strano gusto tra asburgico e assiro-babilonese; attorno, un’aria fosca e lampeggiante che sa di epica.

E subito affiorano alla mente i versi della Profezia (1965) di Pier Paolo Pasolini, contenuta in Alì dagli Occhi Azzurri, è la disamina lucida di un processo storico, sociale ed economico che coinvolge popoli diversi a confronto, civiltà differenti e agli antipodi: “Essi sempre umili / essi sempre deboli / essi sempre timidi / essi sempre infimi / essi sempre colpevoli / essi sempre sudditi / essi sempre piccoli, / essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare, / essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi / in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo, / essi che si costruirono leggi fuori dalla legge, / essi che si adattarono a un mondo sotto il mondo…”. Il futuro prefigurato da Pasolini è adesso, è ora: anzi, è già passato. La diversità accede improvvisamente al territorio di una mitografia non consolatoria, ma ostinata a leggere il presente italiano nelle sue pieghe più sommerse.

Laboratorio Saccardi è formato da Vincenzo Profeta (Palermo 1977) e Marco Barone (Palermo 1978), artisti capaci di esprimersi con “differenti linguaggi (dalla pittura, al video, alla fotografia, alla poesia visiva) nel segno di un dichiarato intento ludico e dissacratorio”. Il loro lavoro verte principalmente su due temi: l’irrisione dello star-system dell’arte e l’irrisione dell’intellettuale. Tutto parte dalla conoscenza profonda della storia dell’arte da cui traggono inesauribili spunti per poi applicarli in tutti i loro lavori, senza risparmiare nessuno.Numerose le mostre personali sia in musei che in gallerie italiane e straniere tra le quali: 56 Henry, New York; z2o Sara Zanin, Roma; Van Gelder Gallery, Amsterdam; GAM di Palermo, ma soprattutto le opere pubbliche come il “Monumento a Franco e Ciccio”, progetto di inclusione sociale e raccolta fondi a Palermo, quartiere Sant’Anna al Capo e “Anima Mundi”, Chiesa di San Ranieri e dei Santi Quaranta Martiri Pisani del Borremans, quartiere Capo alla Guilla di Palermo. Tra le collettive ricordiamo la 9° Shangai Biennial, Museum of Contemporary Art of Shanghai, “Praestigium Contemporary Artists from Italy” alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, “Italia Ora” a cura di Achille Bonito Oliva Museo Hendrik Christian Andersen, Roma, “Passaggi in Sicilia”, Museo d’arte contemporanea Palazzo Belmonte Riso, Palermo; “Passport#2”, Cantieri culturali della Zisa, Palermo. I lavori di Laboratorio Saccordi sono presenti infine in molte collezioni pubbliche e private come la Collezione “Farnesina giovani” del Ministero degli affari esteri di Roma, la Collezione permanente museo d’arte contemporanea della Sicilia Palazzo Belmonte Riso di Palermo, la Collezione permanente museo d’arte contemporanea della Galleria d’Arte Moderna di Palermo e la Collezione Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito.

Con il Patrocinio di:

 REGIONE PIEMONTE

CITTÀ DI TORINO

CIRCOSCRIZIONE 6

 

OPERA VIVA BARRIERA DI MILANO

Un progetto di Alessandro Bulgini

A cura di Christian Caliandro

Rotatoria di piazza Bottesini - Torino

2° artista – Laboratorio Saccardi 30 maggio – 25 giugno 2018

Jim Lambie

TOTALLY WIRED

PROROGATA AL 22 SETTEMBRE 2018

 

Totally Wired è la quinta personale dell’artista scozzese Jim Lambie presso la Galleria Franco Noero a Torino, la prima ospitata negli spazi di Piazza Carignano 2. Lambie continua la sua ricerca influenzata da una visione lisergica, psichedelica della realtà, un suo rovesciamento tinto di colori vividi e puri in cui oggetti appartenenti al quotidiano, trovati o costruiti dall’artista, creano una propria dimensione al di fuori di essa.

L’esperienza della luce naturale, l’arco che il sole compie nel corso di una giornata, dall’alba al tramonto, e di come questo possa tradursi in una gamma tonale di colori è una delle caratteristiche che informa la realizzazione di alcune serie di nuove opere.

Martha Tuttle

ORACLES

4 maggio – 14 luglio 2018

 

Luce Gallery inaugura il 4 maggio la personale di Martha Tuttle, giovane artista americana che lavora mescolando materiali quali la lana, la seta, il metallo e pigmenti.

È la stessa Martha a lavorare la fibra grezza della lana (esclusivamente quella delle pecore del New Mexico, dove è nata) che poi viene sfregata e lavata e, una volta asciutta, mostra superfici ondeggianti a cui, a volte vengono aggiunti piccoli oggetti in acciaio.

Per l’artista è il tempo trascorso con i materiali con i quali produce i suoi lavori (tempo dedicato alla ricerca e alla lavorazione) che conferisce il valore all’opera e quindi vuole seguire personalmente tutti i passaggi. Il suo lavoro può avvicinarsi alla fiber art, anche se in certi passaggi ricorda più il lavoro di un artigiano, ed è proprio all’incrocio tra l’artigianato e l’espressione artistica che l’opera di Martha Tuttle trova il suo abbrivio e la sua forza. Martha è “una voce quieta con l’abilità di essere una forza rimanendo gentile”. In una società che pare aver dimenticato queste caratteristiche, l’artista ricava per loro uno spazio con lavori “forti” nonostante, o forse proprio grazie, all’apparente delicatezza e all’intimità degli assemblaggi.

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