2014 Archivi - emanuelabernascone.com https://emanuelabernascone.com/category/eventi/2014/ l'arte di comunicare l'arte Fri, 08 Mar 2019 22:33:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.12 LES SENTIERS BATTUS SONT PLEINS DE FICTIONS ENDORMIES – ITALIA https://emanuelabernascone.com/les-sentiers-battus-sont-pleins-de-fictions-endormies%ef%bb%bf/ Tue, 04 Nov 2014 13:31:04 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=16157 LES SENTIERS BATTUS SONT PLEINS DE FICTIONS ENDORMIES I sentieri battuti sono pieni di visioni...

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LES SENTIERS BATTUS SONT PLEINS DE FICTIONS ENDORMIES
I sentieri battuti sono pieni di visioni addormentate
a cura di a.titolo

Inaugurazione sabato 29 novembre ore 15.00

30 novembre 2014 – 1 febbraio 2015
Filatoio di Caraglio, CN

Cos’è un confine? Come lo si rappresenta? Come si costruiscono, e si raccontano, la Storia e le storie delle aree di confine? Queste e altre domande hanno accompagnato il percorso di ricerca e di esplorazione di otto giovani artisti, residenti in Italia e in Francia, chiamati a reinterpretare il territorio transfrontaliero: Franco Ariaudo, Giorgio Cugno, Irene Dionisio, Luca Giacosa, Daniella Isamit Morales, Stephen Loye, Matthieu Montchamp, Cosimo Veneziano.

La mostra finale di questo percorso, dal titolo Les sentiers battus sont pleins de fictions endormies / I sentieri battuti sono pieni di visioni addormentate, è l’ultima tappa di un’esperienza di formazione e residenza svolta nell’arco temporale di oltre un anno, tra Italia e Francia, sotto la direzione artistica del collettivo di curatrici a.titolo nell’ambito del progetto Acteurs transculturels / Creatività giovanile: linguaggi a confronto, condotto dalla Regione Piemonte in partenariato con il Conseil général delle Alpes de Haute-Provence, il Conseil général delle Hautes Alpes e l’Associazione Culturale Marcovaldo di Caraglio.

Accompagnati da due tutor d’eccezione – Luca Vitone e Saâdane Afif – gli artisti hanno ideato progetti e opere che, osservando da inediti punti di vista luoghi, eventi e geografie, interrogano le categorie della Storia e della memoria, i concetti di identità e tradizione, i cliché legati alla descrizione e alla rappresentazione dell’ambiente alpino, dando vita a un insieme di visioni originali sul territorio, sulle sue aperture e sulle sue contraddizioni.

Un viaggio misterioso e irreale nel sottosuolo dove l’acqua si trasforma in energia, un paesaggio attraversato e ricreato a memoria, un giardino in una stanza che emerge dalla notte dei tempi, i profili severi di un forte che ha atteso invano la guerra: queste sono solo alcune delle suggestioni che, attraverso i linguaggi dell’installazione, del cinema, della fotografia e della pittura, la mostra propone al Filatoio di Caraglio dal 29 novembre 2014 al 1 febbraio 2015, dopo la presentazione nei mesi estivi al Castello di Montmaur, a pochi chilometri da Gap.

Il percorso di residenza e formazione che ha coinvolto gli otto artisti selezionati, ha visto lo svolgimento d’incontri e sopralluoghi nelle valli cuneesi e in diverse località delle Alte Alpi e dell’Alta Provenza – dai dintorni di Gap e Digne alle Gorges du Verdon – in relazione con istituzioni culturali, musei, ecomusei ed altri attori del territorio. In questo contesto le curatrici di a.titolo hanno invitato in qualità di tutor nell’ambito di due workshop, l’artista italiano Luca Vitone (Genova, 1964) e il francese Saâdane Afif, entrambi noti e attivi in ambito internazionale. Intrecciando tradizioni popolari, riflessioni politiche e analisi del territorio, Vitone affronta temi legati alla memoria individuale e collettiva, al rapporto tra luogo, comunità e produzione culturale, mentre Afif indaga i concetti di traduzione, autorialità, interdisciplinarietà, collaborazione e produzione.

Finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Alcotra 2007–2013 “Insieme oltre i confini”, il progetto “Acteurs transculturels / Creatività giovanile: linguaggi a confronto” promuove, in un più ampio quadro disciplinare che vede coinvolte, oltre alle arti visive anche la letteratura, il teatro e la musica, un’idea di formazione artistica che individua nell’incontro e nel mutuo scambio di visioni e competenze uno strumento per accorciare le distanze culturali e geopolitiche che caratterizzano i territori di frontiera dell’arco alpino. Tale obiettivo si coniuga al tempo stesso con la volontà di arricchire gli strumenti professionali a disposizione degli artisti e di accrescerne le opportunità di confronto con differenti retaggi culturali e sociali, nella convinzione che l’arte costituisca un versatile strumento per valorizzare e rileggere in chiave contemporanea i patrimoni locali, siano essi materiali o immateriali.

Il titolo della mostra, ideato durante il workshop con Saâdane Afif, riflettendo sul rapporto tra realtà e rappresentazione, suggerisce infatti come a ogni nuovo sguardo sulla realtà, anche lungo percorsi già esplorati, possa corrispondere una scoperta, e la possibilità di veder nascere nuove narrazioni.

Le opere in mostra

Franco Airaudo (Cuneo 1979, vive a Torino) indaga il fenomeno del turismo “da piazzola di sosta”. Luoghi privilegiati di questa forma di “loisir”, che unisce il pasto all’aperto con la ricerca del contatto con la natura, sonoi bordi delle carreggiate stradali. Con il progetto Sauvage (pret-à-monter), Ariaudo affronta il tema del paesaggio analizzando un rituale collettivo di “addomesticazione” della natura, per disegnare un’insolita mappa del territorio a partire dall’esplorazione dei suoi margini.

Giorgio Cugno (Torino 1979, vive a Bussoleno), esplora il potenziale metaforico e narrativo dell’acqua, intesa quale elemento connettivo generatore di energia. Nella “cinematic installation” dal titolo Outflow, gli interni di due diverse centrali idroelettriche – la Centrale ENEL presso la diga del Chiotas e la Centrale EDF di Serre-Ponson, diventano un unico mondo narrativo. Due personaggi conducono lo spettatore in una dimensione enigmatica e fuori dal tempo dove ogni dettaglio acquisisce molteplici possibili significati.

Irene Dionisio (Torino 1986, vive a Torino) presenta il cortometraggio Quel événement imprévisible, girato nel forte di Mont-Dauphin, imponente struttura difensiva, progettata nel seicento dal famoso architetto militare Vauban, che si erge nella “piana dei mille venti”. Mai toccata da conflitti bellici (fatta eccezione per la bomba lanciata per errore durante il secondo conflitto mondiale), è reinterpretata attraverso il tema dell’attesa e del rapporto tra uomo e architettura, tra passato militare e presente turistico.

Luca Giacosa (Alba 1982, vive a Sambuco) utilizza la luce come metafora della presenza umana nel contesto alpino – luoghi un tempo densamente abitati e oggi spopolati in una serie di fotografie notturne, realizzate con l’esclusivo ricorso all’illuminazione artificiale proveniente dai centri abitati. Giacosa si spinge fino a dove la luce lo consente nella sua ricognizione, in quello spazio evanescente tra luce e ombra che in montagna segna il perimetro del territorio antropizzato.

Stephen Loye (Digne-les-Bains 1989, vive tra Digne e Parigi) propone una versione in miniatura del paesaggio transfrontaliero realizzato con i materiali e gli oggetti (dai souvenir alle cartoline) raccolti o acquistati nell’arco di un viaggio lungo un percorso circolare tra Francia e Italia che inizia e finisce a Digne-les-Bains: 360 gradi in 360 ore (quindici giorni), senza fermarsi più di 24 ore nello stesso luogo. Il risultato è un paesaggio “affettivo” e completamente reinventato, nelle sue distanze e nelle sue proporzioni.

Il progetto pittorico di Matthieu Montchamp (Parigi 1979, vive a Marsiglia) si concentra sulle architetture e sugli apparati militari che fino alla seconda guerra mondiale hanno modellato e modificato il paesaggio alpino. Belvédère des barbelés (belvedere dei fili spinati) combina gli esiti dell’osservazione diretta delle tracce di questo passato con riferimenti ai poco noti rapporti tra l’industria bellica e le avanguardie storiche, attraverso la ripresa dei pattern astratti utilizzati come motivi mimetici.

Daniella Isamit Morales (Caracas 1982, vive e Torino) esplora l’idea del paesaggio primordiale delle zone transalpine, in un’installazione realizzata con alcuni esemplari di piante che gli studiosi presumono già esistenti in queste zone duecento milioni di anni fa, nel periodo Triassico. Corredata da illustrazioni e calchi di piante fossili, tra il cabinet scientifico e il giardino tropicale, Acta Herbarium crea un paesaggio ipotetico, interrogando i concetti stessi di territorio e di “origine geografica”.

Interessato a una nozione di paesaggio definita dalle “strutture che individuano gli spazi” e dagli “attori che li qualificano”, Cosimo Veneziano (Moncalieri 1983, vive a Torino) esamina un’altra geografia transfrontaliera, una geografia identitaria, quella dell’Occitania, attraverso immagini e cartografie, individuate nell’ambito di una ricerca effettuata su periodici e pubblicazioni datati tra il 1970 e il 2000 riformulate attraverso il disegno, per dar vita a un personale archivio storico, “opaco” e di difficile consultazione.

Per seguire “a distanza” il work in progress e la mostra è stato creato un blog costantemente aggiornato che vuole essere anch’esso terreno di confronto e scambio; su http://acteurstransculturels.wordpress.com/ e sulla pagina FB del progetto è possibile incontrare gli artisti e le loro opere.

Les sentiers battus sont pleins de fictions endormies/
I sentieri battuti sono pieni di visioni addormentate

Inaugurazione sabato 29 novembre alle ore 15

CESAC – Il Filatoio di Caraglio
Via Matteotti 40 – 12023 Caraglio (CN)

ORARIO: da giovedì a sabato 14.30 – 19.00, domenica e festivi 10.00 – 19.00
Ingresso libero

www.marcovaldo.it
www.acteurstransculturels.wordpress.com

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LUMINARE. LUCI E RIFLESSI https://emanuelabernascone.com/luminare-luci-e-riflessi/ Sun, 02 Nov 2014 13:23:33 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=16138 GIARDINI VILLA LUMINARE LUCI E RIFLESSI 21 novembre - 8 dicembre 2014 atelier aperto di Massimo Villa Torino

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GIARDINI VILLA

LUMINARE
LUCI E RIFLESSI

21 novembre – 8 dicembre 2014
atelier aperto di Massimo Villa
Torino via Mantova 27
inaugurazione 21 novembre 2014 ore 18.00

L’atelier Giardini Villa inaugura il 21 novembre la mostra Luminare Luci e riflessi presentando nuovi arredi, sculture e oggetti nati da alberi di maestosa bellezza e trasformati dalle mani di Massimo Villa in originali oggetti dal cuore green ed ecocompatibile.

Protagonisti di questa esposizione sono specchi e luci realizzati quasi esclusivamente in olmo, un legno durissimo e resistente dai riflessi argentati che veniva usato per costruire mozzi, ruote e ingranaggi dei mulini. Valorizzando e assecondando le caratteristiche di questa pianta, Massimo ha realizzato punti luce, tronchetti portacandele, specchi di acciaio super mirror, alcuni in collaborazione con Mutabilis, ma anche taglieri e vasi con decori pirografati a mano.

Insieme a questa serie esclusiva di oggetti pensati per il Natale, l’atelier Giardini Villa, ospita anche le sculture e gli arredi che Massimo ha intagliato e costruito nel suo lavoro di giardiniere: un tavolo per mangiare insieme, una panca per chiacchierare, o una poltrona per leggere, magici oggetti dove il legno viene lasciato il più possibile “nudo” con aggiunte minime di metallo, tessuto, intrecci, inserti di malte speciali, vetro o pietra. Così da un albero ultra centenario sono nati tavolini e sgabelli dal suo tronco, specchi e lampade dai rami più grandi e cesti intrecciati per utilizzare anche i rami più sottili.

Per chi sceglierà di regalare o portarsi a casa un po’ di consigli e segreti per il proprio giardino e per il benessere delle proprie piante, ci sarà la possibilità di regalare corsi di intreccio, di orto allegro o ancora un’ora di garden coach con Massimo.

REGALA UN CORSO DI INTRECCIO aperto a tutti gli appassionati di questa antica arte ma anche a chi per la prima volta si cimenta con la cesteria. Rami, giunchi, spighe e cortecce recuperate dai lavori di manutenzione, ma anche feltro, cuoio e carta per costruire oggetti dal sapore tradizionale come gerle e cavagne di ogni formato o pergole e staccionate in salice vivo e poi sedute, paraventi e paralumi. Il corso si svolge nell’arco di una giornata (6 ore), e ha un costo di 60 euro comprensivo di materiali.

REGALA UN CORSO DI ORTO ALLEGRO per imparare a coltivare verdure in terrazza o in giardino, a combinare e mettere insieme le piante e a recuperare gli stralci di orto e giardino per realizzare oggetti funzionali alla coltivazione ma anche esteticamente piacevoli. Il corso si svolge nell’arco di una giornata (6 ore), e ha un costo di 60 euro comprensivo di materiali.

REGALA 1 ORA DI GARDEN COACH per scoprire tutti i segreti di Massimo che vi aiuterà ad adeguare il giardino/terrazzo della vostra casa ai vostri tempi, gusti ed esigenze, senza stravolgere l’esistente ma valorizzando al meglio gli aspetti più interessanti. Massimo saprà consigliarvi riguardo la progettazione, la scelta botanica e la messa a dimora; fino a immaginare e costruire pavimentazioni, fontane e laghetti, casette e capanni, pergolati, sentieri e scale, recinzioni e aiole in legno, salice, pietra, acciaio corten, in armonia con il luogo e con i gusti e le esigenze dei proprietari. Il corso ha durata di o più ore al costo di 60 euro all’ora.

REGALA UNA CAPANNA O UNA CASA SULL’ALBERO: costruire una casa sull’albero è stato il sogno di molti bambini, assieme nido sicuro e voglia d’avventura. Si possono realizzare casette tra i rami costruite attorno all’albero ma sorrette da pali, in modo da non nuocere alla pianta permettendone la crescita; possono essere rifugio per bambini da montare assieme durante le vacanze usando il kit progettato da Massimo o vere piccole case arredate e attrezzate con elegante allegria. La capanna nel verde è un rifugio poetico per amori, giochi e pensieri. Può servire a prendere il tè con gli amici ma anche a scrivere, dipingere e ritirare attrezzi, vasi e la legna per l’inverno.

Difficile racchiudere Massimo Villa in una definizione: maestro di giardino? Garden coach? Scultore? Giardiniere? Questo e molto altro, il tutto condito da una sana dose di ironia e capacitò di passare in un attimo dal ruolo di insegnante, a quello di orticultore, un attimo prima lo si vede impegnato ad intrecciare una gerla per puro diletto mentre l’istante dopo sta realizzando i negozi di Dodo by Pomellato, una delle gioiellerie più rinomate al mondo.
Questo grande eclettismo, sicuramente una caratteristica personale di Massimo Villa, ma anche frutto delle tante “vite” vissute in questi suoi primi 60 anni, è la chiave del suo successo. Massimo riesce ad avvicinare chiunque al mondo fatato che meglio di chiunque altro conosce; riesce a trasmettere la passione e il rispetto per la Natura ai suoi clienti, quello stesso rispetto che fa sì che egli non abbandoni mai il materiale che accumula occupandosi dei parchi e dei giardini più belli d’Italia.
Un’attenta conoscenza filologica e storica ha permesso a Massimo Villa nel 2011 di ricostruire, su di un progetto di Edoardo Santoro, il giardino medievale di Palazzo Madama a Torino, e la città ha così ritrovato l’Orto (hortus), il Bosco e il Frutteto (viridarium) e il Giardino del Principe (iardinum domini) grazie al recupero di fonti che risalgono addirittura al 1402, con i documenti che registrano le spese per l’ingrandimento dell’edificio durante il governo di Ludovico principe d’Acaia (1402-1418).
Mentre la sua visione e il suo elevato senso estetico hanno reso possibile un’intensa collaborazione con l’architetto Paola Navone per progetti di Pomellato, Poltrona Frau, Barovier e Toso e molti altri.

LUMINARE – LUCI E RIFLESSI
Giardini Villa, Via Mantova 27, Torino
www.giardinivilla.it
inaugurazione venerdì 21 novembre 2014 ore 18.00
aperto dal 22 novembre all’8 dicembre compresi dalle 10.30 alle 19.30
sempre aperto su appuntamento al 338 3866356

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ACTEURS TRANSCULTURELS https://emanuelabernascone.com/acteurs-transculturels/ Sat, 01 Nov 2014 13:26:17 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=16148 “ACTEURS TRANSCULTURELS / CREATIVITÀ GIOVANILE: LINGUAGGI A CONFRONTO” LA REGIONE PIEMONTE PER ARTISSIMA 2014 7-8-9...

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“ACTEURS TRANSCULTURELS / CREATIVITÀ GIOVANILE: LINGUAGGI A CONFRONTO”
LA REGIONE PIEMONTE PER ARTISSIMA 2014
7-8-9 novembre 2014
Oval – Lingotto Fiere, via Nizza 230 – Torino

Il 7, 8 e 9 novembre 2014 la Regione Piemonte partecipa ad Artissima presentando i risultati del programma di formazione e produzione artistica del Progetto Europeo “Acteurs Transculturels / Creatività Giovanile: linguaggi a confronto”, realizzato con Conseil Général des Alpes de Haute-Provence, Conseil Général des Hautes-Alpes e l’ Associazione Culturale Marcovaldo (Caraglio, CN) e finanziato dall’Unione Europea – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nell’ambito del programma ALCOTRA 2007-2013 “Insieme oltre i confini”.
Lo stand istituzionale è interamente dedicato al progetto, illustrando, per mezzo di pannelli e video, lo sforzo dei partner per stimolare e sostenere la ricerca artistica delle giovani generazioni, favorendone la crescita professionale, l’interazione e la collaborazione con le istituzioni e le realtà del territorio transfrontaliero compreso tra le province di Cuneo e Torino, l’Haute-Provence e le Hautes-Alpes.
Verrà dedicato ampio spazio a ciascuno degli artisti selezionati, Franco Ariaudo, Giorgio Cugno, Irene Dionisio, Luca Giacosa, Daniella Isamit Morales, Stephen Loye, Matthieu Montchamp e Cosimo Veneziano, così come ai principali obiettivi del progetto Acteurs Transculturels che opera nella convinzione che l’arte contemporanea possa costituire un importante strumento di conoscenza e valorizzazione delle identità locali. I partner hanno voluto offrire, infatti, una risposta alle esigenze reali del nuovo territorio di fronte ad una congiuntura economica incerta, preservando una programmazione culturale ricca e rinforzando la piattaforma di sviluppo sociale per investire su una prospettiva culturale condivisa.

La Regione Piemonte propone anche un’azione performativa di Franco Ariaudo, da realizzarsi nello spazio ZonArte dedicato agli incontri informali: l’intervento context-specific metterà a disposizione del pubblico e dei relatori tavolini e sedie da pic-nic che possono essere montati, disposti e agiti sulla base delle necessità del momento, attivando il contesto di una performance collettiva che si dispiega lungo tutto l’arco temporale di Artissima. L’esperienza di dinamiche tipiche della scampagnata, quel consunto vissuto delle domeniche all’aria aperta dall’inequivocabile sapore casalingo, si adatta al contesto per accogliere le tante domande e proposte che riguardano il consumo culturale e la marginalità.
Proprio nel programma di ZonArte ad Artissima, sabato 8 novembre alle ore 17.00 le curatrici del gruppo a.titolo, direzione artistica della sezione arti visive del progetto, converseranno con Ariaudo e presenteranno i contenuti della mostra di imminente apertura.
Tra gli artisti partecipanti ad Acteurs Transculturels, anche Cosimo Veneziano sarà presente ad Artissima nello spazio Musei in Mostra del CESAC Centro sperimentale per le arti contemporanee, presentando il suo lavoro dalla serie Il pallido contorno del sole. La performatività della memoria è centrale nel lavoro di Veneziano che qui affronta una nozione identitaria di geografia. Veneziano riformula mediante il disegno una possibile “storia delle immagini” dell’Occitania, a partire da una ricerca iconografica svolta su periodici datati tra il 1970 e il 2000. Il risultato è una personale rivisitazione della forma e dell’idea dell’archivio, nel quale manifesti, emblemi e cartografie divengono “opachi” e inafferrabili.
Gli otto artisti che hanno partecipato al progetto, accompagnati da due tutor d’eccezione – Luca Vitone e Saâdane Afif – hanno ideato progetti e opere che, osservando da inediti punti di vista luoghi, eventi e geografie, interrogano le categorie della Storia e della memoria, i concetti di identità e tradizione, i cliché legati alla descrizione e alla rappresentazione dell’ambiente alpino, dando vita a un insieme di visioni originali sul territorio, sulle sue aperture e sulle sue contraddizioni. Un viaggio misterioso e irreale nel sottosuolo dove l’acqua si trasforma in energia, un paesaggio attraversato e ricreato a memoria, un giardino in una stanza che emerge dalla notte dei tempi, i profili severi di un forte che ha atteso invano la guerra: queste sono solo alcune delle suggestioni, espresse attraverso i linguaggi dell’installazione, del cinema, della fotografia e della pittura.
Le opere realizzate saranno esposte nella mostra Les sentiers battus sont pleins de fictions endormies / I sentieri battuti sono pieni di visioni addormentate, visitabile al Filatoio di Caraglio dal 29 novembre 2014 al 1° febbraio 2015.
Il titolo della mostra, ideato durante il workshop con Saâdane Afif, riflette sul rapporto tra realtà e rappresentazione, suggerendo come a ogni nuovo sguardo sulla realtà, anche lungo percorsi già esplorati, possa corrispondere una scoperta, e la possibilità di veder nascere nuove narrazioni.

Per seguire “a distanza” il work in progress e la mostra è stato creato un blog costantemente aggiornato che vuole essere anch’esso terreno di confronto e scambio; su http://acteurstransculturels.wordpress.com/ e sulla pagina FB del progetto è possibile incontrare gli artisti e le loro opere.

Acteurs Transculturels / Creatività Giovanile: linguaggi a confronto
Artissima 7 – 8 -9 novembre 2014 Oval Lingotto, Torino

Mostra
Les sentiers battus sont pleins de fictions endormies/
I sentieri battuti sono pieni di visioni addormentate
CESAC – Il Filatoio di Caraglio
Via Matteotti 40 – 12023 Caraglio (CN)
da giovedì a sabato 14.30 – 19.00, domenica e festivi 10.00 – 19.00
dal 7 gennaio al 1 febbraio 2015
sabato 14.30 – 19.00
domenica e festivi 10.00 – 19.00

Ingresso libero
www.marcovaldo.it
www.acteurstransculturels.wordpress.com

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FRONTIERE https://emanuelabernascone.com/%ef%bb%bffrontiere/ Thu, 02 Oct 2014 12:32:25 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=16159 FRONTIERE ASSOCIATION ASILE 17 ottobre 2014 ore 21 Casa del Teatro Ragazzi e giovani Corso...

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FRONTIERE
ASSOCIATION ASILE
17 ottobre 2014 ore 21
Casa del Teatro Ragazzi e giovani
Corso Galileo Ferraris 266 – Torino
al violoncello Simona Colonna

Proseguono gli appuntamenti italo-francesi del progetto Acteurs transculturels / Creatività giovanile: linguaggi a confronto che il 17 ottobre 2014 alle ore 21 presenta lo spettacolo Frontiere della compagnia Asile, uno spettacolo bilingue con il testo e la regia di Mariana Giomi e in scena Chiara D’Ostuni e Geoffrey Couët.
La compagnia Asile esplora il tema del confine tra generazioni, tra classi sociali e ancora tra vita quotidiana e vita professionale: un intenso dialogo portato avanti dagli attori che sul palco recitano in italiano e francese facendo così riflettere il pubblico sulle diverse sfumature e connotazione della lingua in cui ci esprimiamo. Una profonda riflessione sulle frontiere che attraversiamo ogni giorno, sul bisogno di trasformarle e superarle per superare i nostri conflitti. Infatti l’umanità ha da sempre eretto ogni sorta di frontiera per proteggersi: recinti, fossati, griglie, barre, muri, confini, barriere elettriche. Ma ciononostante nulla ha potuto frenare la volontà, o la necessità, di passare oltre, di superare l’ostacolo che divide; e lo stesso discorso vale per le frontiere immateriali: quelle psicologiche, mentali o burocratiche.

Il lavoro della regista Mariana Giomi si concentra dunque sul desiderio di attraversamento dei confini fisici e mentali come momento di passaggio e di trasformazione personale. Tra chi erige le barriere e chi tenta di superarle si innesca così una specie di danza che mima il processo intimo e personale che si scatena ogni volta all’interno di noi stessi: fermarsi o andare oltre? Cosa può succedere se attraversiamo quella frontiera ma anche, e soprattutto, cosa succede quando “gli altri” attraversano il nostro confine personale e fisico? La questione è purtroppo di grande attualità ed emergenza proprio in questi giorni di imponenti sbarchi per l’Italia e per l’Europa e l’idea di approfondire il discorso sulle barriere fisiche e mentali può soltanto essere di aiuto per tentare di capire e interpretare.

Finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Alcotra 2007–2013 “Insieme oltre i confini”, il progetto “Acteurs transculturels / Creatività giovanile: linguaggi a confronto” promuove, in un più ampio quadro disciplinare che vede coinvolte, oltre teatro, anche le arti visive la letteratura e la musica, un’idea di formazione artistica che individua nell’incontro e nel mutuo scambio di visioni e competenze uno strumento per accorciare le distanze culturali e geopolitiche che caratterizzano i territori di frontiera dell’arco alpino. Tale obiettivo si coniuga al tempo stesso con la volontà di arricchire gli strumenti professionali a disposizione degli artisti e di accrescerne le opportunità di confronto con differenti retaggi culturali e sociali, nella convinzione che l’arte costituisca un versatile strumento per valorizzare e rileggere in chiave contemporanea i patrimoni locali, siano essi materiali o immateriali.

Interverrà la violoncellista e cantante Simona Colonna
Simona Colonna musicista e compositrice poliedrica, dopo i diplomi in flauto traverso e violoncello, intraprende una brillante carriera artistica che la porta a condividere la musica come esecutrice e interprete del repertorio classico, sia in ambito orchestrale sia come solista, ma soprattutto come compositrice e autrice nel mondo della musica pop, cantautoriale e jazz.

Per seguire “a distanza” gli sviluppi del progetto è stato creato un blog costantemente aggiornato che vuole essere anch’esso terreno di confronto e scambio; su http://acteurstransculturels.wordpress.com/ e sulla pagina FB del progetto è possibile incontrare gli scrittori e le loro opere.

Realizzato con il sostegno dell’Unione Europea – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale
nell’ambito del Programma Alcotra Alpi Latine Cooperazione Transfrontaliera 2007-2013 “Insieme oltre i confini”

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VIVERE FUORI/ARRIERE-PAYS, AVANT-GARDE https://emanuelabernascone.com/vivere-fuori-arriere-pays-avant-garde/ Tue, 30 Sep 2014 12:29:50 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=16155 PRESENTAZIONE DEL VOLUME ANTOLOGICO BILINGUE VIVERE FUORI/ARRIERE-PAYS, AVANT-GARDE 16 giovedì ottobre 2014 Circolo dei lettori...

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PRESENTAZIONE DEL VOLUME ANTOLOGICO BILINGUE
VIVERE FUORI/ARRIERE-PAYS, AVANT-GARDE
16 giovedì ottobre 2014
Circolo dei lettori
ore 17.00 | sala gioco
Via Bogino 9, Torino

con gli scrittori Carlo Grande ed Eleonora Marangoni e i giovani autori dei racconti
al violoncello Simona Colonna

Giovedì 16 ottobre 2014 alle ore 17.00 verrà presentata al Circolo dei Lettori l’antologia Vivere fuori/Arrière-pays, avant-garde, tappa finale di un’esperienza di formazione e residenza svolta, tra Italia e Francia, sotto la direzione artistica di Carlo Grande ed Eleonora Marangoni nell’ambito del progetto “Acteurs transculturels / Creatività giovanile: linguaggi a confronto”, condotto dalla Regione Piemonte in partenariato con il Conseil général delle Alpes de Haute-Provence, il Conseil général delle Hautes Alpes e l’Associazione Culturale Marcovaldo di Caraglio.
Durante l’incontro si racconterà l’esperienza della scuola di scrittura svolta presso il Convento dei Cappuccini di Caraglio, sede dell’Associazione Culturale Marcovaldo, curata da Carlo Grande coadiuvato da Eleonora Marangoni. L’attività ha coinvolto giovani scrittori di età non superiore ai 35 anni, residenti in Italia – nelle Province di Cuneo e Torino – e in Francia – nei Dipartimenti Alpes de Haute Provence e Hautes Alpes, selezionati attraverso un bando.

Scopo del progetto è agevolare la creatività e la professionalizzazione dei giovani scrittori, incoraggiando il confronto tra di essi, la nascita di collaborazioni, favorendo la creazione di una rete di strutture e operatori in grado di condividere idee, progetti, strumenti e risorse per rafforzare l’offerta culturale specie nelle aree più periferiche e nel contesto montano.
In particolare, l’obiettivo è stato di incentivare nei giovani l’interesse verso la scrittura creativa, l’interpretazione letteraria dello spirito dei luoghi, la restituzione artistica contemporanea del patrimonio culturale e recuperare memoria e tradizione attraverso la riscoperta del valore culturale, storico e naturalistico del territorio.
Finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Alcotra 2007–2013 “Insieme oltre i confini”, il progetto “Acteurs transculturels / Creatività giovanile: linguaggi a confronto” promuove, in un più ampio quadro disciplinare che vede coinvolte, oltre alla letteratura, anche le arti visive il teatro e la musica, un’idea di formazione artistica che individua nell’incontro e nel mutuo scambio di visioni e competenze uno strumento per accorciare le distanze culturali e geopolitiche che caratterizzano i territori di frontiera dell’arco alpino. Tale obiettivo si coniuga al tempo stesso con la volontà di arricchire gli strumenti professionali a disposizione degli artisti e di accrescerne le opportunità di confronto con differenti retaggi culturali e sociali, nella convinzione che l’arte costituisca un versatile strumento per valorizzare e rileggere in chiave contemporanea i patrimoni locali, siano essi materiali o immateriali.

Saranno presenti gli autori dei racconti:
Julien Amillard nato nel 1983 a Sainte Colombe, vive e lavora a Mulhouse, Francia.
Sito web: www.julienamillard.com. Artista eclettico e sperimentale, indaga per formazione e indole sia le arti visive, con installazioni e performance, sia l’ambito letterario, con poesie, romanzi e racconti brevi. I diversi interessi in campo artistico confluiscono in una produzione ibdrida, tra scrittura e arti “plasticien”. Come autore, inscrive il pensiero artistico nei testi letterari, toccati da una sorta di poetica dell’assurdo, e viceversa: le sue opere sono tese a creare finzioni in cui lo spettatore è costretto a cambiare prospettiva, a interrogarsi su ciò che sa, o meglio, ciò che crede di sapere. Tra le esperienze professionali, ha insegnato arte all’Academie Royale des Beaux-Arts de Bruxelles ed elaborato un corso di creazione interdisciplinare all’Academie des Beaux-Arts de Braine-L’Alleud. Ha all’attivo numerose mostre personali e collettive, residenze artistiche e pubblicazioni letterarie.
Emiliano Barbato nato nel 1988 a San Germano Chisone (Torino), dove vive e lavora. Teorico dell’agricoltura e appassionato di filosofia contadina, attraverso articoli su riviste specializzate e un impegno diretto in enti e associazioni vicine al mondo agricolo, tenta di riattualizzare l’etica di una vita “semplice” e comunitaria, resistendo a quei valori di efficienza e produttività che dominano il panorama sociale del nostro tempo. Nel 2013, dopo un lungo periodo di viaggio sulla strada australiana, ha pubblicato con Albatros Il Filo la narrazione in versi “Penserò al titolo più tardi”. Nel 2014 è stato premiato con una Segnalazione di Merito alla II edizione del Concorso Letterario Internazionale “Premio Piemonte Poesia”. Attualmente, nel quotidiano, si dedica al lavoro contadino, all’apicoltura e alla poesia.
Samuele Briatore nato nel 1982 ad Albenga (Savona), vive e lavora a Garessio (Cuneo). Accademico di professione, si è approcciato alla scrittura grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Bulimia e Anoressia, con la quale ha pubblicato “Pane, amore e bulimia”, primo dossier inerente la bulimia maschile in Europa. Tra gli studi elaborati, una ricerca monografica dal titolo “Valorizzazione dei centri storici minori. Strategie di intervento sul recupero sostenibile piccoli borghi in via di spopolamento e su possibili modi di mantenerli vivi e vitali”. Sul tema è stato fornito anche un contributo alla ricerca “Dal restauro alla gestione programmata. Una metodologia sostenibile per castelli, torri e chiese medioevali” della professoressa Renata Salvarani. Ha all’attivo diversi articoli scientifici su riviste specializzate e collabora con la rivista Ho.Re.Ca mag. Ha inoltre curato due ricerche sullo stato dell’immigrazione in Italia con ADOC, Associazione Difesa Orientamento Consumatori.
Marta Gas giornalista e poetessa, collabora con il quotidiano on-line TargatoCn.it e sperimenta la scrittura e la lettura su vari livelli. Nel 2006 è stata finalista all’8° premio De Palchi Raiziss, “La poesia dei giovani” e nel 2013 ha pubblicato l’articolo “Il prestigio inattuato. Stilemi mallarméani in Avvento notturno di Mario Luzi” in «Letteratura e Letterature» (numero 7, anno 2013, Pisa-Roma, Fabrizio Serra Editore) tratto dalla tesi di laurea magistrale. Tesi che ha vinto il primo premio per il bando “Tesi di laurea magistrale riguardante l’opera e la figura del poeta Mario Luzi”, indetto dall’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, anno accademico 2012/2013. In ambito formativo, accanto all’approfondimento in ambito umanistico e letterario con Laurea magistrale in Lettere Moderne, ha coltivato la conoscenza della lingua e della cultura francese, elemento chiave nello svolgimento della tesi magistrale. Ha infatti svolto ricerche presso l’Université de Toulouse le Mirail e effettuato un tirocinio presso l’Institut Culturel Italien a Parigi.
Anne Guinard nata nel 1993 a Fontaine-lès-Dijon, vive e lavora a Gap, Francia.
Elisa Pira nata nel 1981 ad Alba (Cuneo), vive e lavora nelle Langhe. Giornalista, collabora con diverse testate specialistiche enogastronomiche internazionali e di informazione, tra cui la Gazzetta d’Alba. Attiva nel campo della comunicazione per degustazioni, recensioni e seminari enogastronomici, è anche appassionata di montagna. È tra gli allievi della scuola Holden di Torino. Esterofila per vocazione e studi, ha all’attivo numerose esperienze formative e professionali internazionali, come nel settore comunicazione del Parlamento Europeo, al Ministero degli Affari Esteri e in Senegal, per un progetto di intercultura.
Simone Schiavi nato nel 1977 a Torino, dove vive e lavora. Professionista della comunicazione presso una compagnia di assicurazioni, si occupa di media, dell’organizzazione di eventi, della redazione di articoli per la rivista aziendale. Tra le sue numerose attività, la lettura e la scrittura assumono un ruolo preponderante. Giornalista, ha collaborato negli anni con testate sia divulgative sia tecniche, tra cui Ruoteclassiche, i Treni, Piemontemese e Welcome Torino, occupandosi di cultura, storia, tecnica, letteratura e spettacoli. Ha all’attivo un’ampia produzione di racconti che, pur se non pubblicati, hanno ricevuto numerosi riconoscimenti.
Andrea Siri nato nel 1990, vive a Le Plan Mas de Roan Volonne, Francia. Pittore, scrittore e scultore, ha studiato filosofia all’Università di Montpellier e ottenuto il Baccalauréat Série Littéraire al Lycée Paul Arène de SISTERON, Alpes de Haute Provence.
Interverrà la violoncellista e cantante Simona Colonna
Simona Colonna musicista e compositrice poliedrica, dopo i diplomi in flauto traverso e violoncello, intraprende una brillante carriera artistica che la porta a condividere la musica come esecutrice e interprete del repertorio classico, sia in ambito orchestrale sia come solista, ma soprattutto come compositrice e autrice nel mondo della musica pop, cantautoriale e jazz.

Per seguire “a distanza” gli sviluppi del progetto è stato creato un blog costantemente aggiornato che vuole essere anch’esso terreno di confronto e scambio; su http://acteurstransculturels.wordpress.com/ e sulla pagina FB del progetto è possibile incontrare gli scrittori e le loro opere.

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I LUOGHI DELLE PAROLE 2014 https://emanuelabernascone.com/i-luoghi-delle-parole-2014/ Mon, 22 Sep 2014 12:28:12 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=16151 XI Festival internazionale di Letteratura I LUOGHI DELLE PAROLE "VITA, COMPLICAZIONI PER L'USO" SEMPLIFICARSI LA VITA CON I LIBRI

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XI Festival internazionale di Letteratura

I LUOGHI DELLE PAROLE
“VITA, COMPLICAZIONI PER L’USO”
SEMPLIFICARSI LA VITA CON I LIBRI

10 – 19 ottobre 2014

Chivasso – Casalborgone – Castagneto Po – San Sebastiano da Po – Volpiano

“Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare. Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’è in più”. Bruno Munari
Un pensiero apparentemente semplice, come direbbero gli inglesi “less is more”… È questa la riflessione che ha ispirato il tema della XI edizione de I Luoghi delle Parole: il curatore Davide Ruffinengo e la Fondazione 900, che da 11 anni promuove l’evento, hanno immaginato e disegnato un Festival che avvicini le persone, offrendo momenti di ascolto e confronto su temi vicini alla vita di tutti i giorni.
Vita, complicazioni per l’uso: osservando il mondo intorno a noi è inevitabile appuntare sul proprio taccuino una naturale tendenza dell’essere umano a complicarsi la vita. In effetti, Complicare è facile, semplificare è difficile. Semplificarsi la vita con i libri: senza la presunzione di fornire istruzioni ma con la certezza di offrire al pubblico incontri con gli ospiti che stupiscano, divertano o commuovano, in ogni caso incontri che lascino sempre qualcosa. I libri, la lettura, davvero riescono a togliere, semplificare e a creare nuove forme come lo scultore citato da Munari?

Il 10 ottobre aprirà ufficialmente l’XI edizione del Festival I Luoghi delle parole con una video intervista esclusiva per I Luoghi delle Parole del Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan e con la presenza del narratore svedese Björn Larsson, al quale chiederemo se e come la scrittura semplifica la vita.
Si parlerà di sport con l’allenatore della nazionale di pallavolo maschile Mauro Berruto, di giochi di parole con Stefano Bartezzaghi, di letteratura con Michele Mari, Davide Longo, Fabio Geda e il Premio Campiello Giorgio Fontana. E per non trascurare nessuna “passione” che semplifichi – o almeno migliori- la vita incontreremo il foodteller Federico Ferrero, vincitore dell’ultimo Master Chef.
Incontreremo uno dei più promettenti scrittori francesi, Joël Egloff, mentre affronteremo l’eterna questione della presenza umana sulla Terra grazie ai diversi approcci filosofici e scientifici di Davide Coero Borga, Andrea Gentile, Amedeo Balbi e Francesco Cavalli Sforza.
Il tema del lavoro sarà affrontato dal Professor Pietro Ichino, ma anche attraverso le esperienze delle mamme-guerriere raccontate da Elisabetta Ambrosi, donne che dopo aver avuto dei figli cercano di reintegrarsi nel mondo del lavoro. Come ogni anno dedicheremo attenzione alla scuola, in particolare alla complessità del lavoro quotidiano degli insegnanti e sarà con noi un maestro speciale che da trent’anni insegna nell’aula del carcere minorile di Torino, Mario Tagliani, ma ascolteremo anche i consigli del pedagogista Daniele Novara.
 Bruno Gambarotta trascinerà il pubblico con la sua ironia. Anche quest’anno saranno ospiti le scrittrici vincitrici del concorso nazionale Lingua Madre, mentre la colonna sonora del Festival sarà selezionata da Maurizio Blatto con le sue 77 canzoni che possono salvare il mondo, o anche solo semplificarlo un po’.

Festival Internazionale di Letteratura
I LUOGHI DELLE PAROLE XI edizione
10 – 19 ottobre 2014
Chivasso – Casalborgone – Castagneto Po – San Sebastiano da Po – Volpiano
www.luoghidelleparole.it

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DI SANA PIANTA https://emanuelabernascone.com/di-sana-pianta/ Thu, 18 Sep 2014 12:29:07 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=16153 DI SANA PIANTA Cesti, arredi e intrecci nel Giardino del Borgo Medievale di Torino 4...

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DI SANA PIANTA
Cesti, arredi e intrecci nel Giardino del Borgo Medievale di Torino

4 – 12 ottobre 2014
Inaugurazione venerdì 3 ottobre ore 17.00

Dal 4 al 12 ottobre i visitatori del Giardino del Borgo Medievale potranno sorprendersi di fronte alle creazioni di Massimo Villa, il giardiniere e artigiano che ha collaborato alla realizzazione degli arredi nei giardini di Palazzo Madama e nel Borgo Medievale a Torino.
Passeggiando per il Borgo sarà possibile incontrare piante e cesti di tutte le dimensioni intrecciati con sapiente maestria da Villa; nel Giardino delle delizie si sveleranno panche e sentieri in legno, mentre tavoli, specchi, poltrone, accoglipasseri, ciotole e piccoli arredi saranno disseminati ovunque, tra le tettoie e il Giardino dei semplici, passando per l’Orto e per il Cortile.
Una specie di caccia al tesoro, dove il piacere ludico si alterna alla praticità, con momenti di dimostrazioni che vanno da un paio d’ore ad una giornata intera a seconda che si voglia provare a realizzare un cesto con le proprie mani o provare ad intrecciare a regola d’arte per dare vita a piccoli e grandi arredi da giardino.

La sera dell’inaugurazione l’atmosfera sarà ancora più magica grazie ai suoni dell’ensemble Galinverna, che con i loro particolari strumenti danno vita ad imperdibili concerti di musica medievale.
Durante la mostra sarà possibile partecipare a dimostrazioni di intreccio gratuite che si terranno sabato 4 e sabato 11 ottobre dalle 10.00 alle 12.00; mercoledì 8 ottobre ci sarà un laboratorio di cesteria per imparare a realizzare un cesto tondo, per un massimo di 7 allievi (Il laboratorio si svolge dalle ore 10.00 alle ore 17.00 al costo di 60 euro per informazioni e prenotazioni www.giardinivilla.it).
Un corso di intreccio aperto a tutti gli appassionati di questa antica arte ma anche a chi per la prima volta si cimenta con la cesteria: rami, giunchi, spighe e corteccie recuperate dai lavori di manutenzione, ma anche feltro, cuoio e carta per costruire un oggetto dal sapore tradizionale.

Non è semplice racchiudere Villa in una definizione: maestro di giardino? Garden coach? Scultore? Giardiniere? Questo e molto altro, il tutto condito da una sana dose di ironia e capacità di passare in un attimo da un’attività all’altra. Massimo riesce ad avvicinare chiunque al mondo fatato che meglio di chiunque altro conosce; riesce a trasmettere la passione e il rispetto per la Natura che condivide, quello stesso rispetto che fa sì che egli non abbandoni mai il materiale che accumula occupandosi dei parchi e dei giardini più belli d’Italia. Quando una pianta cede al tempo o alla malattia, a un fulmine o alla furia del vento, Villa gli dona nuova vita lasciando il legno il più possibile “nudo” con aggiunte minime di metallo, tessuto, intrecci, inserti di malte speciali, vetro o pietra: il colletto di un platano diventa poltrona, l’acero diventa panca, il cedro tavolo e il noce scrivania.

Edoardo Santoro, con il supporto di Vivaio Millefoglie, ha realizzato l’allestimento degli arredi di Massimo Villa presso il Borgo Medievale.
Per tutto il periodo dell’esposizione l’ingresso al Giardino sarà alla speciale tariffa di 1,00 euro a visitatore.

DI SANA PIANTA
Cesti, arredi e intrecci nel Giardino del Borgo Medievale di Torino
Borgo Medievale – Viale Virgilio 107, Torino
Inaugurazione 3 ottobre ore 17.00 ingresso libero
Dal 4 al 12 ottobre 2014
Orari dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 – chiuso il lunedì
Ingresso 1,00 euro – abbonamento Musei ingresso libero

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RUANDA 20 ANNI DOPO https://emanuelabernascone.com/ruanda-20-anni-dopo/ Wed, 03 Sep 2014 12:35:24 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=16168 RUANDA 20 anni dopo, ritratti del cambiamento 25 settembre - 8 ottobre 2014 Palazzo Saluzzo Paesana

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RUANDA 20 anni dopo,
ritratti del cambiamento

25 settembre – 8 ottobre 2014

Palazzo Saluzzo Paesana, Torino

Inaugurazione 24 settembre ore 18

Rosita Ferrato, presidente del Caffè dei Giornalisti, presenta a Torino Ruanda 20 anni dopo, ritratti del cambiamento, un progetto cross-media di Giordano Cossu, con le foto di Arno Lafontaine, che comprende, oltre alla mostra fotografica, un web-documentario e un documentario TV, prodotto da Hirya Lab in coproduzione con RFI (Radio France Internationale), France 24 e La Stampa.
Introducono alla mostra l’autore del progetto, Giordano Cossu, e il direttore de La Stampa, Mario Calabresi.

Nel 2014 ricorre il ventennale del genocidio in Ruanda. Il governo politico, che si è sostituito al precedente responsabile di quei tragici eventi, amministra dal 1994 il Paese, promuovendo una forte politica di riconciliazione che mira a creare “il nuovo Ruanda”, ma il ricordo del genocidio, naturalmente, è ancora molto vivo nella memoria collettiva del popolo ruandese. Per questa ragione Giordano Cossu, giornalista e documentarista, ha attraversato il Paese tra agosto e dicembre 2013, in compagnia del fotografo Arno Lafontaine, per incontrare e dialogare con decine di ruandesi del mondo rurale nel tentativo di dare voce a quella memoria e portare alla nostra attenzione la vita di oggi in Ruanda in modo vero, intenso, privo di pregiudizi.


Lafontaine, con il solo aiuto di un dispositivo ottico dotato di un obiettivo Aero Ektar del 1937 e di alcuni rullini di delicate e introvabili pellicole istantanee, ha ritratto le persone che hanno voluto farsi intervistare; due scatti per ognuno: uno da donare al soggetto ritratto, l’altro per entrare a far parte di questo straordinario portfolio che compone la mostra. Siamo lontani dal concetto della fotografia digitale perché ogni foto è unica ed è un ponte privilegiato per rompere le barriere culturali e gettare seme di reciproca conoscenza e riconoscimento.
Le storie che Cossu e Lafontaine hanno collezionato sono un prezioso insieme di interviste e immagini che ci restituiscono la situazione di un Paese complicato avvicinandoci, attraverso le parole e l’immagine di sé che gli intervistati hanno voluto dare, ad un popolo che ha lottato e continua a lottare per ricostruire la propria vita e un’identità nazionale e che non merita di essere “inchiodato” ai giorni di quel devastante genocidio che lo portò alla ribalta mediatica 20 anni orsono.
Il Caffè dei Giornalisti, associazione culturale (www.caffedeigiornalisti.it) sensibile a ogni definizione di giornalismo che evita i sensazionalismi e predilige preparazione e attenzione umana e professionale, sceglie questo progetto per riaprire la stagione di incontri autunnali a Torino proponendo, oltre alla mostra fotografica corredata dalle indicazioni dell’ideatore, il documentario, supportato da La Stampa, che concorre al Grand Prix Italia 2014. Come sempre, l’accesso è gratuitamente aperto al pubblico.

GIORDANO COSSU
Giornalista, documentarista, fondatore della società di produzione Hirya Lab (www.hiryalab.net), segue in particolare temi sociali, di sviluppo sostenibile e situazioni di conflitto e crisi umanitarie. Prima di “Ruanda 20 anni dopo: Ritratti del cambiamento” è stato coautore del webdocumentario “Goudou Goudou, le voci ignorate della ricostruzione”, che presenta il punto di vista della popolazione haitiana nel post-terremoto del 2010, premiato al Festival della Web-TV di La Rochelle (Francia) e al Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia nel 2011. Ha collaborato con reportage multimediali a La Stampa, L’Espresso, The Epoch Times, The Christian Science Monitor, RFI, France 24 e TV5 Monde.

ARNO LAFONTAINE
Artista, pittore e fotografo francese (www.art-no.net), ha sviluppato una passione per l’arte di catturare e condividere un momento, attraverso foto istantanee offerte e quindi “perse”. La chimica della Polaroid l’ha conquistato per i suoi toni saturi, la sua unicità e casualità, lo sviluppo immediato accompagnato dall’attesa, la sorpresa, l’incanto al momento della scoperta. Ha sviluppato il concetto fotografico applicato in Ruanda “One for you, one for me” nel corso di un lungo viaggio attraverso l’Asia, sua grande passione, dove si trova attualmente.

CAFFÈ DEI GIORNALISTI
L’associazione culturale Caffè dei Giornalisti nasce a Torino nel 2012 da un’idea di Rosita Ferrato, come luogo di incontro per raccogliere, confrontare e promuovere esperienze di giornalisti in Italia e nel mondo, con particolare attenzione a chi persegue l’obiettivo di un’informazione libera e plurale, specialmente in contesti ostili e svantaggiati. Storicamente, il caffè è luogo deputato agli incontri, alla scrittura, al pensiero e al dialogo: ecco perché l’associazione non si rivolge solo ai professionisti del giornalismo, ma a tutti i curiosi, ai gruppi e alle istituzioni in sintonia con i suoi princìpi, e ha l’obiettivo di stringere alleanze e sinergie, di fare rete, di collaborare per iniziative ed eventi a Torino, così come in altre città. Il Caffè esiste al di là della fisicità della sua sede: si rivolge al pubblico con il suo sito web, www.caffedeigiornalisti.it, che ne convoglia e rappresenta idee e aspirazioni. Il sito è la voce del Caffè, la base di progettazione e il megafono delle sue iniziative, sempre volte alla promozione della cultura del rispetto.

Ruanda 20 anni dopo, ritratti dal cambiamento
25 settembre – 8 ottobre 2014
Inaugurazione 24 settembre ore 18
Palazzo Saluzzo Paesana
Via della Consolata 1 bis, Torino
Orari mostra: tutti i giorni 15-19 (chiuso il lunedì)
Ingresso libero
www.caffedeigiornalisti.it

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DE BELLO CANEPICIANO https://emanuelabernascone.com/de-bello-canepiciano/ Tue, 02 Sep 2014 12:34:31 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=16166 DE BELLO CANEPICIANO la guerra del Canavese del XIV secolo III edizione 20 e 21...

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DE BELLO CANEPICIANO
la guerra del Canavese del XIV secolo
III edizione
20 e 21 settembre 2014

La terza edizione del De Bello Canepiciano, la festa medievale che si svolgerà i prossimi 20 e 21 settembre in occasione del Millennio della Città di Volpiano ha già i caratteri di un evento di levatura nazionale. Il filo conduttore della manifestazione è la storia del Marchese Giovanni II Paleologo di Monferrato, grande condottiero del suo tempo, conquistatore del canavese proprio a partire da Volpiano nel 1339, di quello stesso castello volpianese nel quale morì nel 1372. Questa edizione vedrà impegnate 30 compagnie d’arme e gruppi storici arrivare da tutta Italia per un totale di oltre 300 rievocatori tra armati, dame e popolani, una sessantina di attendamenti e aree didattiche con antichi mestieri, cavalli e cavalieri in assetto da parata e da guerra.

Il centro storico sarà allestito in stile medievale con circa 800 metri di tessuto di juta a coprire ogni insegna e traccia di modernità, oltre 50 tende e velari saranno allestiti dai gruppi storici attesi, banchi con antichi mestieri, giochi ed intrattenimenti cui il pubblico potrà partecipare in prima persona daranno vita ad un vero e proprio villaggio Trecentesco. Tra le numerose novità di questa III edizione il primo torneo piemontese in armatura pesante in assetto da guerra trecentesco. Per l’occasione saranno ospiti del De Bello Canepiciano le due compagnie organizzatrici delle più importanti manifestazioni italiane con tornei in armatura completa: la Compagnia Gens Innominabilis di Castell’Arquato (PC) e la Compagnia della Morte di Casei Gerola (PV), con le quali è iniziato un intenso lavoro di scambio culturale e di amicizia.
Altro momento di sicuro e spettacolare coinvolgimento sarà la battaglia al castello. Tutta rinnovata con una scenografia mozzafiato, la rievocazione della presa del castello di Volpiano da parte del Marchese Giovanni di Monferrato vedrà coinvolti circa 100 rievocatori. Una prima linea di scontri a contatto pieno, senza esclusione di colpi sarà affiancata da arcieri, fanti e popolani armati. La vera novità sarà però l’intervento di una cavalleria armata che si scontrerà creando effetti scenici cinematografici straordinari. Professionisti dell’equitazione contribuiranno a rendere veramente unico ed imperdibile questo momento della manifestazione.
In collaborazione con Associazione Italiana Cavalli in Alta Scuola Minorchina di Massimo Barbè, con la Compagnia dell’Aquila Bianca di Firenze guidata dal capitano Roberto Cinquegrana ed Equites Duellatorun di Salvo Manfredi, si assisterà ad uno spettacolo senza precedenti fino a sera inoltrata: dimostrazioni della giostra medievale, giochi di guerra a cavallo, manovre di tattica militare equestre e la straordinaria esperienza della fiesta minorchina in onore della Principessa Elisabetta di Maiorca.
Durante i due giorni verranno allestite mostre per approfondire alcuni aspetti del mondo medievale: dall’Inquisizione all’abbigliamento, le armi e le armature, la storia di Giovanni II di Monferrato, le piante curative nel Medioevo ed oggi, il pellegrinaggio e le vie di comunicazione nel medioevo. Numerose conferenze verranno presentate nei due giorni di festa ma anche di cultura, tenute a cura di studiosi, scrittori ed esperti.
Sarà possibile quindi svagarsi per due giorni dimenticandosi totalmente dei concetti spazio/tempo, immersi in uno scenario da sogno, coinvolti in una macchina del tempo senza precedenti, passando dal gioco alla riflessione storica e sociologica, toccando con mano alcuni aspetti della vita dell’uomo nel Trecento, affascinante ma anche tanto complessa e densa di tribolazioni.
La serata del sabato sarà animata dalla scuola di improvvisazione teatrale di Cesena THEATRO in un continuo e simpaticissimo coinvolgimento del pubblico in giochi, cacce al tesoro, filastrocche, prove di coraggio e divertenti momenti di spettacolo itinerante.

Programma
Sabato 20 Settembre
– Dalle 08:00 allestimento del centro storico
– 15:00 Apertura della manifestazione
– 16:00 Corteo storico per le vie del centro
– 17:30 Rievocazione della Presa del castello (BATTAGLIA)
– 18:30 Saluto del Marchese Giovanni II Paleologo
– 19:30 Cena medievale / apertura delle taverne e spettacolazioni serali
– 21:30 Il matrimonio di Giovanni II Paleologo e Elisabetta di Maiorca
– 22:00 Spettacoli notturni


Domenica 21 Settembre
– dalle 10:00 1° Rassegna Piemontese del Cavallo Frisone
– dalle 10:00: Stage di scherma medievale, Falconieri per un giorno, Battesimo della sella
– Ore 11:00 “Volpiano Medievale”, passeggiata per le vie del centro alla scoperta della Volpiano del XIV secolo
– Ore 11:00 “Le erbe delle streghe”, “Inquisizione e torture nel Medioevo”
– Ore 11:00 Inaugurazione della Mostra “Giovanni II Paleologo, Marchese di Monferrato
– Ore 15:00 Saluto dei comuni del “Grande Feudo del Canavese” e presentazione del progetto “Sulle tracce di Giovanni II Paleologo, Marchese del Monferrato e la Guerra del Canavese del XIV secolo. Percorsi culturali e non solo… attraverso il Canavese”
– Ore 16:00 3° Torneo d’Armi “Giovanni II Paleologo”
– Ore 16:00 Grande Battaglia al castello per i bambini (giochi di ruolo)
– Ore 18:30 Corteo al castello e lettura del testamento di Giovanni del Monferrato, chiusura della manifestazione

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VISIONI CONTEMPORANEE NELLA CERTOSA https://emanuelabernascone.com/visioni-contemporanee-nella-certosa/ Mon, 01 Sep 2014 12:33:06 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=16161 VISIONI CONTEMPORANEE NELLA CERTOSA ARTISTI ITALIANI A CAPRI Mostra collettiva ideata e realizzata da IGAV - Istituto Garuzzo per le Arti Visive

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VISIONI CONTEMPORANEE NELLA CERTOSA
ARTISTI ITALIANI A CAPRI

Mostra collettiva ideata e realizzata da
IGAV – Istituto Garuzzo per le Arti Visive

Partner ufficiale Sisal

La mostra è promossa da Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli e della Reggia di Caserta

Capri – Certosa di San Giacomo
14 settembre – 12 ottobre 2014

INAUGURAZIONE SABATO 13 SETTEMBRE, ORE 19.30

Va in scena a Capri, l’isola italiana più famosa nel mondo, un teatro dell’arte i cui protagonisti propongono al pubblico, attraverso linguaggi e tecniche differenti – dalla pittura, alla scultura, dalla fotografia, al video, all’installazione – il loro sguardo sul mondo presente. Esperienze che aprono alla riflessione sul senso di fare arte oggi in un sistema globale che non solo è apertissimo, ma in rapido e costante mutamento.

L’IGAV e la Soprintendenza presentano alla Certosa di San Giacomo alcune delle esperienze più significative dell’attuale sistema dell’arte italiana. Si tratta di un’esposizione collettiva, a cura di Alessandro Demma, che sottolinea alcuni dei passaggi fondamentali dell’arte del presente, attraverso le opere di trentadue artisti di differenti generazioni.

L’ex convento certosino diventa palcoscenico per una narrazione dell’arte italiana del presente, spazio culturale e pluripercettivo del contemporaneo. E le stratificazioni storico-artistiche dell’edificio entrano in un dialogo con le opere realizzate da chi indaga sul presente e sulle possibilità future dell’arte.

Per un mese, da sabato 13 settembre a domenica 12 ottobre, la Certosa diventa un suggestivo e privilegiato luogo di incontro delle diverse espressioni e delle molteplici esperienze dell’arte italiana, una cornice ideale e fisica dove ritrovare alcuni dei passaggi fondamentali della cultura artistica del nostro Paese.

Artisti in mostra: AfterAll, Maura Banfo, Matteo Basilè, Domenico Borrelli, Botto&Bruno, Stefano Cagol, Gianni Caravaggio, Filippo Centenari, Davide Coltro, Peter Demetz, Stanislao Di Giugno, Rocco Dubbini, Eron, Marco Grassi, Paolo Grassino, Francesco Jodice, Mariangela Levita, Nicus Lucà, Domenico Antonio Mancini, Masbedo, Marzia Migliora, Moio&Sivelli, Perino&Vele, Giuseppe Pietroniro, Giulia Piscitelli, Marco Nereo Rotelli, Rosy Rox, Francesco Sena, Diana Avgusta Stauer, Adrian Tranquilli, Fabio Viale, Ciro Vitale.

Comitato scientifico: Guido Curto, Roberto Lambarelli, Gianluca Marziani.

Partner ufficiale: Sisal.

Promossa da: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Soprintendenza speciale per il Patrimonio Storico Artistico Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli e della Reggia di Caserta.

Con il Patrocinio di: Regione Campania, Provincia di Napoli, Città di Capri, Comune di Anacapri, GAI – Giovani Artisti Italiani.

Sponsor: Flyren, Da Paolino Lemon Trees Restaurant.

Sponsor tecnici: Capri Suite, Feudi di San Gregorio, MyCapri, Staiano Autotrasporti.

Certosa di San Giacomo
Via Certosa 1, 80073 – Capri
Dal 14 settembre al 12 ottobre 2014
Orari di visita: da martedì a domenica, ore 11-14 / 17-20, lunedì chiuso
Ingresso € 4,00
Inaugurazione sabato 13 settembre, ore 19:30
Finissage in occasione della Giornata del Contemporaneo – AMACI sabato 11 ottobre

Per informazioni:

Certosa di San Giacomo
Tel. +39 081.8376218
www.polomusealenapoli.beniculturali

IGAV – Istituto Garuzzo per le Arti visive
Tel. +39 011.8124456
[email protected]
www.igav-art.org

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