2019 Archivi - emanuelabernascone.com https://emanuelabernascone.com/category/eventi/2019/ l'arte di comunicare l'arte Mon, 16 Nov 2020 10:10:52 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.12 Biennale della Fotografia Femminile https://emanuelabernascone.com/biennale-della-fotografia-femminile/ Sat, 23 Nov 2019 09:43:00 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=17138 La Biennale della Fotografia Femminile sarà a Mantova dal 5 all'8 marzo 2020

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BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE
5-8 marzo 2020
Mantova

Dal 5 all’8 marzo 2020 Mantova ospiterà la prima edizione della BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE, evento unico al mondo, che porterà in città mostre di grandi fotografe italiane e internazionali, talk, letture di portfolio, workshop e residenze artistiche.
In una società in cui ancora non esiste una piena parità di genere e la cui storia è spesso raccontata da occhi maschili, la fotografia femminile è poco rappresentata e spesso stereotipata e la Biennale è l’occasione per dare la giusta visibilità a importanti progetti di eccezionali fotografe da tutto il mondo.
Il tema di questa prima edizione è il lavoro, un tema quanto mai attuale e scottante, che riguarda tutti, al di là del genere, ma un tema particolarmente delicato se declinato al femminile; la Biennale ha quindi, tra gli altri, lo scopo di veicolare messaggi di uguaglianza attraverso la fotografia. La professione fotografica è una delle industrie che vede una maggioranza di uomini tra le sue file, anche se negli ultimi anni numerose fotografe sono salite alla ribalta del grande pubblico dimostrando di avere dalla loro forza, ingegno e sensibilità per affrontare tematiche anche forti e crude.

Le fotografe invitate a questa prima edizione della Biennale sono:

Rena Effendi Transylvania: built on grass
Fotografa e documentarista originaria dell’Azerbaijan, con la fotografia indaga l’umano, le persone e la cultura in contesti di ingiustizia sociale, conflitto e sfruttamento. Transylvania: built on grass è un colorato scorcio di vita nelle remote campagne della Romania.

Sandra Hoyn con Fighting for a Pittance
Fotografa tedesca, inizia la sua carriera nel 2005 come foto giornalista per riviste ed ONG a cui affianca progetti personali focalizzati sul sociale, sui diritti umani e sull’ambiente. A Mantova propone un crudo documentario fotografico sulla boxe infantile praticata in Tailandia: una serie di immagini in bianco e nero che documentano la durezza dei combattimenti minorili di boxe in Thailandia e lo sfruttamento ad essi connessi. Le foto mostrano non solo la violenza del ring, ma anche la pressione psicologica che va di pari passo con la competizione sfrenata. Bambini e bambine si allenano portando il loro corpo e la loro mente al limite, mentre vestono gli abiti di lottatori adulti.

Annalisa Natali Murri con Cinderellas.
Fotografa freelance italiana, dopo il diploma alla scuola di fotografia architettonica ed urbana ed una laurea in ingegneria, avvia una serie di progetti personali e documentaristici, ispirati a questioni sociali ed alle loro conseguenze psicologiche. Alla Biennale porta un intenso lavoro sulle Hijras transessuali del Bangladesh, un tempo venerate e rispettate per la loro appartenenza al “terzo genere”, oggigiorno queste donne transgender soffrono invece gravi situazioni di povertà e negazioni di diritti, trovandosi costrette a prostituirsi per sopravvivere. Ma non è la tragedia di queste discriminazioni che ci viene mostrata nelle immagini in bianco e nero di Murri. Il suo ritratto delle Hijiras è piuttosto un incontro intimo, silenzioso e profondamente rispettoso.

Claudia Corrent con Vorrei
Bolzanina con una passione per la fotografia sin da giovanissima, studia filosofia, approfondendo simultaneamente l’aspetto comunicativo ed estetico dell’immagine. Cogliere il Genius loci paesaggistico è la sua missione principale. Esplorando il concetto di “vita laburista”, i dittici del progetto Vorrei ritraggono adolescenti studenti di una scuola professionale.

Daro Sulakauri conThe Black Gold 
Studia cinema e fotografia a Tbilisi, in Georgia, per poi diplomarsi in fotogiornalismo documentaristico all’ ICP di New York. The black gold ci porta nel vivo delle condizioni lavorative dei minatori georgiani di Chiatura: ogni giorno gli uomini si avviano verso le miniere, lavorando in condizioni durissime e pericolose per 8-12 ore al giorno per un salario di 270 dollari. Il progetto è accompagnato da un’installazione video.

Nausicaa Giulia Bianchi conWomen Priests Project 
Fotografa documentarista profondamente orientata sui temi della spiritualità legata al femminile e al divino. Il suo lavorodocumenta la missione di “disobbedienza”, rinnovamento e spiritualità condotta dalle donne prete. 

Eliza Bennett con A Woman’s work is never done 
Autrice inglese con un Master of Fine Arts alla London Art School porta un progetto sul ricamo che è tradizionalmente associato all’idea di lavoro femminile, inteso come opera minuziosa e agile, distante dalla fatica fisica del lavoro maschile. Eliza Bennet utilizza lo strato superiore della sua pelle come tessuto da ricamo sovvertendo così la contrapposizione tra lavoro maschile e femminile, Attraverso l’uso di una tecnica considerata femminile, l’artista restituisce l’immagine rappresentativa delle mani di donne impiegate in occupazioni ancillari e invisibili alla società, mostrando come il lavoro delle donne sia ben lungi dall’essere facile e leggero. Il suo progetto prevede un’installazione video. 

Erika Larsen con Quinhagak Works between 2015-2019 This is not a work in progress 
Fotografa e narratrice statunitense è molto nota per i suoi saggi. Documenta le culture che mantengono stretti legami con la natura “dove il paesaggio è estremamente importante per le persone”. Le sue opere sono esposte in mostre monografiche e collettive in gallerie di New York, Washington, Phoenix, Los Angeles, Mosca, Barcellona, Bologna e molte altre città. Sta lavorando ora su un progetto ambientato in Alaska che esporrà per la prima volta alla Biennale.

Betty Colombo
Classe 1975, è una fotoreporter italiana che lavora con le principali testate giornalistiche italiane e straniere occupandosi prevalentemente di reportage di viaggio e attualità. Grazie a Save The Planet, di cui è Ambassador, Betty Colombo fotograferà la riforestazione del Campo dei Fiori di Varese e presenterà il progetto in esclusiva alla Biennale, con stampe e allestimento finanziati da Canon Italia, di cui è testimonial. 
Infine ci sarà Aldeide Delgado, curatrice del Catalogo Fotografas Cubanas, che presenterà progetti di fotografe della zona cubana e caraibica per un’esposizione collettiva sul tema del lavoro.
A questo si aggiunge una mostra nata dalla collaborazione con la fotografa Donata Pizzi che porta una parte della sua collezione privata composta interamente da lavori di fotografe italiane dal 1965 ad oggi.

Grazie al supporto e al Patrocinio del Comune di Mantova e al Patrocinio della Provincia la Biennale avrà luogo in location talvolta chiuse al pubblico e in luoghi storici come Casa Del Rigoletto, Spazio Arrivabene 2, Tempio di San Sebastiano, Galleria Disegno, Galleria Corraini e Palazzo Broletto permettendo così di scoprire la città attraverso punti di vista diversi dall’ordinario.

La BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE promette dunque di diventare un evento imperdibile per chi ama l’arte e la fotografia e per tutti coloro che desiderano “aprire gli occhi” su quanto sta succedendo oggi nel mondo grazie alla visione di grandi autrici,  interpreti della realtà.

BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE
Mantova
5-8 marzo 2020, mostre aperte tutti i we di marzo sino al 29.
Location mostre: Spazio Arrivabene 2, Tempio di San Sebastiano, Palazzo Broletto, Galleria Corraini, Galleria Disegno e Casa del Rigoletto.
Workshop, eventi e residenze artistiche presso Ponte Arlotto, Creative Lab, R84 Multifactory Mantova, ex convento di Santa Lucia.
Press lounge Loggia del Grano
15 euro biglietto intero/gratuito bambini sino agli 8 anni compiuti
14 euro Soci Coop
13 euro Soci Frammenti di Fotografia, La Ghiacciaia, Fotocine club Mantova e gruppi di almeno 20 persone
12 euro dai 9 ai 25 anni e over 65
Sconto famiglia: 2 adulti, due 9-25 anni, 48 euro
ridotto prevendita per tutti: 12 euro (dal 25 novembre al 25 dicembre)
www.bffmantova.com

A questo link le photo press:

https://www.dropbox.com/sh/azixxrcvdulgqx4/AAAEqR-XxQ63cFP8i8vyv882a?dl=0

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Ugo La Pietra | La Città Domestica https://emanuelabernascone.com/ugo-la-pietra-la-citta-domestica/ Tue, 12 Nov 2019 06:27:50 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=17134 L'articolo Ugo La Pietra | La Città Domestica proviene da emanuelabernascone.com.

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PASSIONE BIPOLARE | FISAD alla Bevilacqua la Masa di Venezia https://emanuelabernascone.com/passione-bipolare-il-fisad-alla-bevilacqua-la-masa-di-venezia/ Tue, 12 Nov 2019 06:11:56 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=17130 IL FISAD CON PASSIONE BIPOLARE ALLA BEVILACQUA LA MASA DI VENEZIA

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Passione Bi-polare

Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa – Palazzetto Tito

16-29 novembre 2019

Il 16 novembre alle ore 16.30 sarà inaugurata a Venezia, presso l’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa al Palazzetto Tito, la mostra “Passione bi-polare”, visitabile dal 16 al 29 novembre.
L’esposizione, curata da Edoardo Di Mauro, Gabriele Romeo e Laura Valle, porterà in rassegna un cospicuo corpus di ricerche artistiche e visive, prodotte da studenti, artisti e docenti dell’Accademia Albertina, volte a spiegare al largo pubblico il duplice significato della passione, maturato dallo studio di quellericerche estetiche e visive che vennero prodotte dagli artisti del XXº e del XXIº secolo.

Tra echi, rimandi ed esplorazioni antropologiche, il fruitore sarà  libero di individuare quei comportamenti che vedono l’affiliazione di questo termine “passione” agire nella nostra contemporaneità, in un convivio gioviale che rivela – nella quotidiana realtà – l’umanità di pensare e di agire in ricercatori e comunicatori visivi. Quest’ultimi, impegnati spesso a esplorare le vie dei sentimenti e delle emozioni con dedizione, sofferenza, dolore e, soprattutto, amore.

La manifestazione avrà un ospite d’eccezione, Hermann Nitsch, storico esponente dell’Azionismo Viennese e al quale verrà conferito, contestualmente alla manifestazione veneziana, il titolo di Accademico d’Onore dall’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Durante il periodo della rassegna saranno previsti, inoltre, un ciclo di incontri aperti al pubblico con autorevoli nomi: Cristina Giudice, Lorella Giudici, Massimo Melotti e Stefano Pasquini.

Con oltre 70 partecipanti, l’evento ha richiesto ai curatori, studenti e docenti, oltre un anno e mezzo di lavoro, di collaborazione con le autorità del territorio veneziano, con l’Archivio Palli, e, come un fiore all’occhiello, rappresenta la fase conclusiva della IIª edizione del FISAD (Festival Internazionale delle Scuole d’Arte e Design), patrocinato dal MIUR, svoltosi già a Torino dal 14 Ottobre al 17 Novembre, ideato e diretto da Salvo Bitonti, Direttore dell’Accademia di Torino.
Durante il giorno dell’inaugurazione il pubblico e il maestro Nitsch verranno accolti alla FBLM con la performance musicale eseguita con viola della studentessa Sara Francesca Molinari, diplomatasi nel 2017 al Conservatorio Vivaldi di Alessandria che eseguirà La Fuga, il secondo dei quattro tempi che compongono la Sonata n° 1 in sol minore, scritta nel 1720 da Johan Sebastian Bach.

Sempre nello stesso periodo Venezia ospita Ezio Gribaudo, già Accademico d’Onore e Presidente Onorario dell’Accademia di Torino, in occasione del suo 90º genetliaco, festeggerà con una mostra che sarà inaugurata il 15 novembre presso Palazzo Contarini del Bovolo.
La conferenza stampa che introdurrà la manifestazione è prevista per le 12.00 alla presenza dei curatori, degli artisti, del Presidente della FBLM, Bruno Bernardi, dell’Assessore al Turismo, Toponomastica, Decentramento e ai Rapporti con le Municipalità della Città di Venezia, Paola Mar, della Presidente dell’Accademia Albertina, Paola Gribaudo e del Direttore della medesima Istituzione, Salvo Bitonti

Con la partecipazione di:

Marco Abrate, Valentina Aceto, Elisabetta Ajani, Stefano Allisiardi, Mirko Andreoli, Laura Avondoglio, Kostas Bassanos, Viola Barovero, Paolo Belgioioso, Salvo Bitonti, Nicolò Borgese, Franko B, Carlotta Buda,  Donato Canosa, Niccolò Calmistro, Pietro Campagnoli, Vittorio Campanella, Gabriele Domenico Casu, Francesca Cataldi, Andrea Catolino, Andrea Colucci, Lucia Corino, Giorgia Costantini, Marco Curiale, Dai Yuhang, Lorenzo D’Anella, Daniele D’Antonio, Camilla Delsignore, Hanieh Eshtehardi, Agnese Falcarin, Giuseppe Falcone, Fang Qingchu, Franco Febbraro, Carlotta Frecentese, Marco Gagliardi, Edoardo Gallina,  Daniele Gay, Cristina Giudice, Lorella Giudici, Noemi Givone Toro, Arvin Golrokh, Ezio Gribaudo, Bahar Heidarzade, Ejona Kasa, Silvana Li Pira, Giorgia Lo Faso, Giovanni Lombardo, Emanuele Longo, Claudia Lucas, Elena Mantello, Franco Marchisio, Stefano Marvulli, Massimo Melotti, Stefano Merlo, Sara Molinari, Enza Monetti, Angelica Moretti, Giuseppe Mulas, Gabriele Nicola, Alberto Nurisso, Alberto Parino, Pan Tiannan, Eric Pasino, Stefano W. Pasquini, Tiziana Pellerano, Elisa Pellizzari, Denis Picatto, Nicholas Polari, Elena Radovix, Clelia Rainone, Agnese Ricchi, Andrea Rinaudo, Laura Roba, Monica Rolfini, Gabriele Romeo, Miriana Rondo, Ornella Rovera, Beatrice Sacco, Giorgia Sanlorenzo, Carlo Michele Schirinzi, Marie Scollo, Erica Suzzarellu, Susanna Testa, Luisa Valentini, Laura Valle, Andrea Villa, Emanuele Viscuso, Massimo Voghera, Wasp Crew, Andrea Zanninello, Daniela  Zarro, Greta Zunino.

Appuntamenti in Fondazione
Lorella Giudici
mercoledì 20 novembre h. 17.30
Remo Bianco: Le impronte della memoria
I legami con Venezia
Massimo Melotti
venerdì 22 novembre h. 16.30
Arte e società tra realtà ed estasi
Cristina Giudice, Donato Canosa, Silvana Li Pira
Venerdì 22  novembre h. 17.30
Nel Paese dei Lestrigoni. Narrazioni di percorsi migratori.
Stefano Pasquini
giovedì 28 novembre h. 17.30
UNTITLED BOOK – LIBRO SENZA TITOLO

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LA CITTÀ DOMESTICA | UGO LA PIETRA https://emanuelabernascone.com/la-citta-domestica-ugo-la-pietra/ Sun, 10 Nov 2019 16:18:18 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=17124 Ugo La Pietra inaugura il 13 novembre alla Galleria Bianconi La Città Domestica, la sua...

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Ugo La Pietra inaugura il 13 novembre alla Galleria Bianconi La Città Domestica, la sua nuova personale che raccoglie alcune serie di progetti artistici maturati alla fine degli anni Settanta. La mostra a cura di Marco Scotini, intende fare il punto sulla particolare accezione di arte “nel sociale” sviluppata dall’artista nel decennio dal 1969-79.  

Da sempre attento indagatore delle forme di potere che informano la città e i corpi che la abitano, Ugo La Pietra ha cercato, con il proprio lavoro e lungo un intero percorso, non solo di mettere a nudo le tattiche di controllo e i limiti che la regolano ma le modalità ancora possibili di intervento: quei margini temporaneamente disponibili che ha chiamato “gradi di libertà”. Senza mai pretendere ideologicamente di trasformare il paesaggio fisico quanto, piuttosto, la nostra relazione con esso. Dopo aver messo a punto negli anni Sessanta un modello morfologico e d’analisi, quale il reticolo di punti-oggetto chiamato Campo Tissurato, La Pietra interviene direttamente nello spazio costruito nel decennio successivo a partire da quello stesso modello per misurare gli scarti, le brecce, le particelle residuali, le variabili: tutto quell’inconscio urbano rimasto fuori dal controllo.   

Se ora troviamo in mostra una barriera di delimitazione urbana a strisce bianche e rosse trasformata in recinto giochi per bambini, o un mobile-bar costruito con coni di segnalazione da cantiere; se, cioè, incontriamo un progetto ibrido dove uno specchio circolare stradale è diventato un supporto per un lavandino all’aperto, c’è un passo ulteriore nel lavoro di La Pietra da rilevare. Si tratta di un vero e proprio spazio di profanazione in cui l’artista intende restituire all’uso (alle pratiche sociali) quanto gli era stato sottratto. E questa modalità di profanazione sceglie le forme del “gioco”, dove qualsiasi cosa può essere trasformata di colpo in giocattolo, in un’appropriazione che non tiene conto di ciò che è separato, di ciò che ha un diverso fine e che non può essere utilizzato per altro scopo

Non è un caso che le tavole grafiche che collezionano questi progetti (e che connotano lo stile di La Pietra) definiscano uno spazio inter-mediale dove foto documentarie, disegni, timbrature e testo, non solo rendono conto dell’approccio trasversale dell’autore, ma ci riconducono ad un immaginario lillipuziano e miniaturizzato. Un immaginario che, come tale, si sottrae ad ogni obbligo di dimensioni e ci restituisce ad un mondo malleabile, ad uno spazio di gioco possibile, ad un’infanzia, infine. Dove “i paletti e le catene” delle attrezzature urbane vengono disarmati del loro potere e attivati per un ‘altro’ uso.  

Nella mostra La Città Domestica una serie di attrezzatture urbane, rilevate nella città di Milano dal 1979 ad oggi, sono state dall’autore riprogettate stravolgendo la loro destinazione d’uso: da strutture di servizio della città a strutture di servizio per lo spazio domestico. Seguendo il principio “Abitare è essere ovunque a casa propria”, La Pietra ha trasformato gli oggetti urbani in complementi per l’abitare domestico, lo spazio pubblico in privato e viceversa, estendendo l’idea di cellula abitativa all’intera città, da cui la mostra prende il titolo.


Partendo dalla conformazione spaziale della galleria su due livelli, la serie di opere di “Attrezzature Urbane per la Collettività” viene esposta al piano terra dove le vetrine si affacciano lungo la strada, mentre nel piano interrato vengono esposti gli Arcangeli metropolitani, parte del ciclo “Riconversione urbana”, esposti originariamente nella stazione della metropolitana Melchiorre Gioia a Milano. Per completare il progetto espositivo Ugo La Pietra ha pensato ad una performance da realizzarsi la sera dell’opening, dove l’artista ha aggiornato il suo lavoro sui nuovi dissuasori urbani.

LA CITTÀ DOMESTICA
Ugo La Pietra
Opening: mercoledì 13 novembre, ore 18:00 – 21:00
Galleria Bianconi – via Lecco 20, Milano
14 novembre – 20 dicembre 2019
lunedì – venerdì 10:00-13:00, 14:30-18:30
Sabato su appuntamento
www.galleriabianconi.com 
+39 02 2222 8336
[email protected]

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Alfredo Aceto | DITTRICH & SCHLECHTRIEM | ARTISSIMA DIALOGUE https://emanuelabernascone.com/alfredo-aceto-dittrich-schlechtriem-artissima-dialogue/ Mon, 28 Oct 2019 10:26:15 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=17120 La galleria DITTRICH & SCHLECHTRIEM di Berlino (Booth 18, Hall Pink B) propone in fiera...

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La galleria DITTRICH & SCHLECHTRIEM di Berlino (Booth 18, Hall Pink B) propone in fiera un solo show dell’artista torinese Alfredo Aceto per ARTISSIMA Dialogue

Il progetto, realizzato con il supporto dello Swiss Arts Council (Pro Helvetia), scaturisce dalla poesia The Fetish House o The house with Laughing Windows composta in francese dallo stesso artista a maggio 2019. Lavorando attraverso i vari media, tra cui scultura, film e suono Aceto crea luoghi in cui vivere, in cui si può trovare una sorta di malinconia, alterazione cronologica e saturazione dell’immagine.  
Il testo mescola le indagini sulle identità queer e sull’architettura come fenomeno di influenza. Alcune informazioni relative a luoghi specifici e traumatici potrebbero essere state dimenticate o addirittura cancellate dal cervello. Questi elementi spazio-temporali mancanti rappresentano una trasformazione di qualcosa che inizialmente era rassicurante e poi percepito come repressivo; determinare un campo ricco per identificare un ecosistema emancipatore.  

Si potrebbe dire che l’immaginario visivo che emerge è il risultato di multiple intersezioni con il testo, ma si tratta in realtà di domandarsi come forma e narrazione possano rinegoziare la propria posizione all’interno dell’opera
La pratica di Aceto nasce dalla volontà di creare un luogo in cui mescolare i vari strati della forma lineare del tempo trasformandosi in una piattaforma da cui emergono segni / simboli di epoche e momenti diversi.
Sviluppando il suo lavoro in un percorso creativo che attraversa molteplici fasi di crescita mai veramente risolte, Aceto alimenta la propria ricerca mettendo in discussione il proprio io e, più in generale, l’ego che regna in ogni persona se non altro a livello latente. 

Alfredo Aceto (1991), nato a Torino, vive e lavora a Losanna (Svizzera). 
È stato allievo di Valentin Carron e Philippe Decrauzat all’ECAL (École Cantonale d’Art de Lausanne). Il suo lavoro è stato presentato in numerose esposizioni tra cui l’Istituto Svizzero, Milano (2019), Villa Medici, Roma (2019), Swiss Art Awards, Basel (2018), DOC!, Parigi (2018), Museo Pietro Canonica, Roma (2016), Associazione Barriera, Torino (2016), Kunsthaus Glarus, Glarona (2015), Museo del 900, Milano (2013).
I suoi lavori sono presenti in diverse collezioni pubbliche e private tra cui Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Wallriss, Collection Mobiliar, Centre d’Art Contemporain de Geneve, Museo del 900, Collezione Ernesto Espositio, Collezione Riccardo Tisci. 
Nel 2019, Alfredo Aceto vince il Leenaards Art Grant da parte della Fondation Leenaards. Tra i più prestigiosi in Europa, il premio permette agli artisti di sviluppare la loro ricerca in maniera ambiziosa. 
Alfredo insegna nel dipartimento di Arti Visive presso l’ECAL (École Cantonale d’Art de Lausanne), Svizzera. 

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Simon Starling A-A’, B-B’ https://emanuelabernascone.com/simon-starling-a-a-b-b/ Thu, 10 Oct 2019 17:32:24 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=17111 15 ottobre 2019 – 11 gennaio 2020 La Galleria Franco Noero ospita a partire dal...

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15 ottobre 2019 – 11 gennaio 2020

La Galleria Franco Noero ospita a partire dal 15 ottobre A-A’, B-B’, sesta mostra personale di Simon Starling a Torino, per la prima volta nella sede di Piazza Carignano 2.
L’esteso corpus di nuovi lavori, per il quale il piano nobile dell’edificio occupato dalla galleria ha fornito fonte di ispirazione, si compone di un complesso insieme di elementi e immagini, tra loro connesse per mezzo di giustapposizioni, trasformazioni fisiche, fatti storici, congetture, insieme alle narrative e alla logica personale che hanno sempre distinto la pratica dell’artista. Il progetto si articola in due parti. La prima, già in corso, presso il the Modern Institute di Glasgow fino alla fine di Ottobre, seguita poi dalla mostra a Torino.

Il titolo, A-A’, B-B’, fa riferimento a due cesure che avvengono a circa duecento anni di distanza l’una dall’altra, su due elementi di natura completamente diversa: Mosè salvato dalle acque, opera di Giovanni Battista Tiepolo, e una Fiat 125 Special di colore blu. L’auto era una delle preferite di Giovanni Agnelli, a lungo Presidente della casa automobilistica torinese e imprenditore italiano di enorme influenza. La capacità di Starling nell’individuare punti di contatto in storie a prima vista inconciliabili tra loro lega infatti il taglio del dipinto all’iconica figura dell’imprenditore.

Mosè salvato dalle acque, realizzato tra il 1736 e il 1738 circa, prende ispirazione da un’umile storia biblica che viene reinterpretata nel contesto mondano che riporta allo splendore delle corti del XVII secolo, ritraendone le caratteristiche più tipiche: donne di corte, alabardieri e uno stuolo di nani e levrieri simili a silfidi. In questo contesto perfino gli alabardieri, di basso lignaggio, sono abbigliati con nobile raffinatezza. Personaggi aristocratici sono ritratti in un dipinto dai tratti tipicamente artificiosi e opulenti, come in una messinscena. Agli inizi del XIX secolo il dipinto fu tagliato in due parti di dimensioni diverse: l’originaria struttura panoramica si trasforma in una scena più centrata e di impianto tradizionale, Mosè salvato dalle acque, che si separa da quella più anticonvenzionale dell’Alabardiere in un paesaggio. La prima sezione, più grande, è conservata presso la Galleria Nazionale di Scozia, mentre la seconda entra a far parte prima della collezione privata degli Agnelli e successivamente si lega in permanenza alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino.

Il doppio progetto di Starling prevede che le due installazioni si fondano in un processo di trasposizione e trasmutazione, sia geografica che materiale. Mosè salvato dalle acque, conservato in Scozia, è stato fotografato dall’artista e successivamente stampato in scala 1:1 per la mostra in Piazza Carignano a Torino, luogo in cui si custodisce il suo corrispettivo di più contenute dimensioni. Di contro la riproduzione fotografica del quadro torinese, l’Alabardiere in un paesaggio, è attualmente esposta presso The Modern Institute di Glasgow. La trasposizione geografica riflette la logica apparentemente brutale che ha portato alla divisione del quadro in due parti troncate, trovando seguito nel taglio materiale di uno dei modelli di auto preferite da Agnelli, una fiat 125 Special blu. L’automobile è stata accuratamente sezionata in due parti rispettando le proporzioni con le quali il quadro di Tiepolo è stato diviso. Nella mostra di Glasgow è esposta la parte più ampia dell’auto insieme alla riproduzione dell’Alabardiere in un paesaggio di Torino, mentre quella posteriore, più piccola, si giustappone alla riproduzione fotografia del dipinto più grande conservato in Scozia.

L’affascinante storia del dipinto diviso di Tiepolo è la fonte di ispirazione per Starling per la costruzione di un intreccio narrativo al quale prende parte la figura di Giovanni Agnelli. Nonostante l’indubbia condizione agiata e uno stile di vita elegante e raffinato, Agnelli ha sempre dimostrato empatia e solidarietà con la città e con i lavoratori della sua fabbrica tramite la passione condivisa per la Juventus – la famosa squadra di calcio di proprietà della famiglia – e anche con la scelta delle automobili a lui appartenute. Infatti, oltre a modelli fuoriserie, Agnelli possedeva una collezione di auto di serie personalizzate ad hoc che pur rispondendo ai suoi desideri, allo stesso tempo mostravano una sobrietà discreta lontana da clamorosi eccessi. Non a caso era spesso visto alla guida di una Fiat 125 Special, una berlina di serie destinata all’uso delle famiglie. L’unicità della sua targa, tuttavia, A00000 TO, faceva riferimento al titolo che lo accompagnava, L’Avvocato, e segnalava alle persone la sua presenza in città.

 Quale ulteriore contributo all’intreccio narrativo e alla messinscena torinese, nella mostra sono inclusi due autoritratti dell’artista sotto altre vesti: due schematiche armature in ferro indossano maschere prodotte in collaborazione con il maestro Yasuo Miichi, mascheraio del teatro Noh. Una di esse prende le sembianze di Gianni Agnelli e l’altra dell’alabardiere di Tiepolo. I calchi della mano destra dell’artista rivestiti di pelle donano ulteriore definizione alle figure stilizzate. Nell’opera in cui l’artista si ritrae come Gianni Agnelli la mano sorregge la commedia nera Trumpets and Raspberries di Dario Fo (Clacson, Trombette e Pernacchie), nella quale si parla di uno scambio di identità tra Agnelli e un operaio della Fiat. In una seconda scultura l’artista assume invece la stessa posa della figura del dipinto di Tiepolo con in mano un’alabarda e lo sguardo rivolto a destra.
Le mani appaiono nuovamente in una serie di tre dagherrotipi dal titolo Hand of the Artist’s Father, Hand of the Artist, Hand of the Artist’s Son (Mano del Padre dell’Artista, Mano dell’Artista, Mano del Figlio dell’Artista). Queste immagini fatte di ombre – realizzate su fogli a specchio di rame placcato d’argento – riverberano una sull’altra, al pari del tempo che trasforma e lascia segni su un mano che sembra essere sempre la stessa.

Starling continua il suo racconto associando la qualità regale delle ambientazioni di Tiepolo alla produzione di auto della Fiat della fine degli anni Sessanta: una serie di foto ritraggono levrieri di razza e sono state realizzate nello studio fotografico che si trova nel distretto della fabbrica di Mirafiori a Torino. Gli ambienti di grandi dimensioni dotati di fondali bianchi e ininterrotti, progettati per fotografare le automobili, diventano inaspettatamente il giusto contorno per ritrarre dei purosangue – di solito bianchi – allevati da secoli con l’intento di costante perfezionamento della loro estetica.

A-A’, B-B’ testimonia ancora una volta l’interesse di Starling per la messinscena e le sue varie forme, già presente in opere quali Project for a Masquerade, Hiroshima, (2010; 2011) e in At Twilight (2016), esprimendo allo stesso tempo la sua passione per la storia materiale, industriale e del design di Torino. Il nuovo progetto sviluppa il solco prospettico tracciato da La Decollazione (2018) – opera realizzata per Manifesta 12 a Palermo –  ispirata dalle caratteristiche materiali del capolavoro maltese di Michelangelo Merisi detto Caravaggio, La decollazione di San Giovanni Battista (1608). Entrambe queste opera ultime prendono vita da uno spiccato ed evidente interesse per la pittura e l’allegoria, che si traduce invece in un viaggio nel tempo e nello spazio.

 

Simon Starling (Epsom, 1967) vive e lavora a Copenaghen. Starling ha vinto il Turner Prize nel 2005 ed è stato selezionato per il premio Hugo Boss nel 2004. Il suo lavoro è stato oggetto di esposizioni personali presso istituzioni pubbliche e private internazionali, tra le quali: Frac Ile-de-France, Le Plateau, Parigi (2019), Musée regional d’art contemporain, Sérignan, Francia (2017), Japan Society, New York, USA (2016), Museo Experimental El Eco, Città del Messico, Messico (2015), The Art Club of Chicago e Museum of Contemporary Art, Chicago, USA (2014), Monash University Museum of Art, Melbourne, Australia (2013), Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda, Germania (2013), Tate Britain, Londra (2013; 2009), Hiroshima City Museum of Contemporary Art, Hiroshima, Giappone (2011), Massachusetts Museum of Contemporary Art, North Adams, USA (2008), Power Plant, Toronto, Canada (2008), Musée d’art contemporain du Vel-de-Marne, Vitry-sur-Seine Francia e Temporäre Kunsthalle Berlin, Berlino, Germania (2009). Tra biennali e le mostre collettive internazionali ricordiamo la partecipazione a: 16a Biennale di Istanbul (2019), 12a Biennale di Shanghai (2018), Manifesta 12, Palermo (2018), 53a Biennale di Venezia, Padiglione Scozia (2009), Biennale di Lione (2007), 8a Biennale di Sharjah (2007), 26a Biennale di San Paolo (2004), 50a Biennale di Venezia (2003).

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MISHKA HENNER Your only chance to survive is to leave with us https://emanuelabernascone.com/mishka-henner-your-only-chance-to-survive-is-to-leave-with-us/ Tue, 17 Sep 2019 17:02:17 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=17105 a cura di Walter Guadagnini19 settembre – 31 ottobre 2019Galleria Bianconi, Milano La Galleria Bianconi...

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a cura di Walter Guadagnini
19 settembre – 31 ottobre 2019
Galleria Bianconi, Milano

La Galleria Bianconi riapre la stagione espositiva il 19 settembre con la mostra di Mishka Henner your only chance to survive is to leave with us, sino al 31 ottobre 2019.

Mishka Henner fa parte di una nuova generazione di artisti che stanno ridefinendo il ruolo della fotografia nell’era digitale; la maggior parte del suo lavoro riguarda il mondo digitale e si concentra su alcuni soggetti chiave del mondo culturale e geo-politico.

Alla Galleria Bianconi Henner presenta una serie di lavori che illustrano degli eventi estremi, delle vere e proprie apocalissi sia provocate dall’uomo che come conseguenza della rabbia di Dio.

Il titolo della mostra è tratto da una frase ripetuta nel 1999 da Marshall Applewhite, leader di una setta americana, che in un video invitava i suoi seguaci al suicidio di massa. Heaven’s Gate, il primo culto su internet al mondo, professava infatti che presto la terra sarebbe stata cancellata e che il suicidio fosse l’unico modo per assicurare la salvezza delle anime. Il gruppo riteneva che un’astronave aliena si nascondesse nella coda della cometa Hale-Bopp, in attesa di trasportare i membri della setta verso la salvezza ultima.

Di fronte al video di Applewhite c’è una replica scultorea dei resti distrutti di una finestra del Mandalay Bay Hotel di Las Vegas. Questa finestra dorata con una tenda viola fluttuante era una vista familiare nel filmato dell’ottobre 2017, quando un uomo armato sparò più di 1000 proiettili sul pubblico riunitosi per un festival di musica country proprio sotto la sua suite al 32 ° piano dell’hotel. L’oro e il viola, che spiccano qui come nel video di Heaven’s Gate, sono colori generalmente associati a esseri spirituali e opulenza religiosa. Il video di Applewhite è stato modificato per rimuovere la maggior parte del suo discorso, enfatizzando il suo respiro che sembra attirare le tende ondeggianti, suggerendo un afflato spirituale.

Henner descrive la frantumazione della facciata dorata del Bay Hotel come “una metafora sorprendente per la violenza del capitalismo, le sue false promesse e il suo fallimento finale. Le parole e le azioni di Applewhite rappresentano un sentimento che ha preso piede nelle nostre società. Di fronte a catastrofi reali e immaginarie, un’opzione è autodistruggersi e portare tutti gli altri con noi. Forse Applewhite era un profeta piuttosto che un pazzo. Ovunque guardiamo, leader e pazzi ci spingono a seguirli nell’abisso “.

Il vuoto spirituale riempito dalle istituzioni religiose è presente anche  in Happiness – How To Find It (2019), una ricostruzione della copertina di una guida pubblicata dalla Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania nel 1980. A quel tempo, oltre sedici milioni di copie del libro furono tradotte in 31 lingue in tutto il mondo. La Watch Tower Society è l’ente principale dei Testimoni di Geova di tutto il mondo e il cardine delle loro convinzioni è che stiamo vivendo la fine dei tempi, un periodo segnato dalla dittatura di Satana e evidenziato dalla rovina del pianeta per mano dell’uomo. 

A fare da contraltare a Happiness c’è US Patent # 8172828 (2019) ovvero le richieste di brevetto con le illustrazioni che da sempre affascinano l’artista che le definisce “Il codice genetico della nostra civiltà”, aggiungendo che “Se vogliamo sapere come il nostro mondo è costruito, dove siamo e dove stiamo andando, dobbiamo cercare nel vasto database di domande di brevetto”.

Un’altra questione che affascina Henner sono le infrastrutture energetiche e le energie rinnovabili: alla Galleria bianconi nel 2018 aveva presentato immagini satellitari di turbine eoliche negli Stati Uniti. Ora la ricerca su queste industrie continua con la presentazione di Solar Collector (2018) e Evaporation Ponds (2019). Nel contesto degli altri lavori in mostra, Henner descrive Solar Collector e Evaporation Ponds come “rappresentanti un’interfaccia tra l’industria e il cielo. Nel primo caso, le linee geometriche ipnotiche dei pannelli solari raccolgono la luce solare e la trasformano in energia che alimenta la nostra fondamentale infrastruttura. Nell’ultimo, gli stagni di evaporazione dorata e fluorescente delle centrali elettriche a gas naturale restituiscono l’acqua trasformata al sole“.

Chiude la mostra Landfall (2018,) quindici dischi in vinile con l’immagine di uragani passati con registrazioni audio di testimoni oculari, inseguitori di uragani, meteorologi e degli stessi uragani. Ogni anno, l’Organizzazione meteorologica mondiale definisce in anticipo i nomi degli imminenti uragani; per gli uragani atlantici, una lista di nomi maschili e femminili viene utilizzata in una rotazione di sei anni. Quando una tempesta è così mortale che il riutilizzo del suo nome per un altro uragano sarebbe inappropriato, il nome è ritirato per non essere più utilizzato.

La parola inglese “hurricane” deriva dalla parola taina “huricán”, il dio indiano del male dei Caraibi. L’alto numero di uragani del Nord Atlantico degli ultimi anni è stato attribuito al cambiamento climatico causato dall’uomo, eppure l’uragano rappresenta un nodo critico nella relazione tra il Cielo e la Terra, tra l’uomo e Dio. La sua forza devastante e incontrollabile ci lascia al tempo stesso ipnotizzati e terrorizzati. Henner chiede: “Cosa faresti se ti trovassi di fronte a un uragano di categoria 5? Scapperesti per salvarti la vita o accenderesti la macchina fotografica per arrenderti allo spettacolo della distruzione?”

Nato nel 1976 a Bruxelles, in Belgio, Henner si è trasferito nel Regno Unito nel 1984. Si è laureato presso il Goldsmiths College di Londra e nel 2013 ha ottenuto il premio Infinity Award for Art presso l’International Center of Photography. Nello stesso anno, come pure nel 2014, è stato finalista al Deutsche Börse Photography Prize, oltre che al Prix Pectet per le sue grandi immagini di paesaggi modellati dai bovini e dalla presenza delle industrie petrolifere americane. Il suo lavoro è stato mostrato in grandi indagini storiche presso il Centre Pompidou, il Metropolitan Museum of Art, il Fotomuseum di Winterthur e la New York Public Library. Ha partecipato anche a indagini contemporanee presso il McCord Musem di Montreal, Les Rencontres d’Arles, e l’International Center of Photography, New York. Le opere di Henner si trovano presso numerose collezioni pubbliche tra le quali il Centre Pompidou a Parigi, il Metropolitan Museum of Art e la New York Public Library a New York, il Victoria&Albert Museum di Londra e il Nelson-Atkins Museum of Art a Kansas City.

Mishka Henner
Your only chance to survive is to leave with us
Opening 19 settembre 2019, ore 18.00 – 21.00
Preview ore 17
Galleria Bianconi – via Lecco 20, Milano
19 settembre – 31 ottobre 2019
lunedì – venerdì 10:30 – 13:00, 14:30 – 18:30
Sabato su appuntamento

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BUILDING A NEW WORLD | FISAD + PNA https://emanuelabernascone.com/building-a-new-world-fisad-pna/ Tue, 17 Sep 2019 16:47:10 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=17098 BUILDING A NEW WORLD XIV ed. PNA, Premio Nazionale delle Arti 2019  II ed. FISAD,...

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BUILDING A NEW WORLD

XIV ed. PNA, Premio Nazionale delle Arti 2019

 II ed. FISAD, Festival internazionale delle Scuole d’Arte e Design

Dal 14 ottobre al 17 novembre Torino ospiterà 35 realtà italiane tra Accademie e scuole d’Arte e 20 Accademie straniere che parteciperanno alla II edizione del FISAD Festival Internazionale delle Scuole d’Arte e Design e alla XIV edizione del PNA, Premio Nazionale delle Arti, promossi dal MIUR.

L’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino organizza e promuove la XIV edizione del PNA, Premio delle Arti di inestimabile rilevanza nazionale oltre alla seconda edizione del Festival internazionale delle Scuole d’arte e design, FISAD, ideato e curato dal regista Salvo Bitonti, Direttore dell’Accademia Albertina, un Festival dal format unico al mondo grazie all’apertura a tutte le forme d’arte: non solo le arti visive ma anche teatro, performance, danza e circo. Presidente del Festival è la neonominata Presidente dell’Albertina, Paola Gribaudo.

Il PNA, rivolto alle Accademie italiane, comprende le sezioni di arti figurative, digitali e scenografiche (pittura, scultura, arti grafiche, decorazione, scenografia teatrale, cinematografica e televisiva, arte elettronica, fotografia, opere interattive, video-installazioni, produzioni audiovisive di narrazione e di creazione) e una sezione dedicata al restauro.

La giuria del Premio Nazionale delle Arti, riservate alle accademie italiane, nominata dal Ministero, che valuterà le opere in concorso, è presieduta da Carolyn Christov-Bakargiev, direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e composta da Beatrice Merz, direttore della Fondazione Merz, Sergio Toffetti, storico del cinema, Irene Dionisio, regista e Piero Gilardi, artista e fondatore del PAV, Parco d’Arte Vivente.

Carolyn Christov-Bakargiev sarà anche nella giuria internazionale del FISAD, che valuterà tutte le opere presentate, sia italiane che straniere, coadiuvata dal critico Renato Barilli e dal curatore e storico dell’arte cinese, Lu Peng.

Alla seconda edizione del FISAD parteciperanno artisti provenienti non solo dall’Unione europea ma, tra gli altri, da Russia, Cina, India,Australia, Etiopia e Emirati Arabi Uniti.  

La giuria del PNA assegnerà un premio per ognuna delle 10 sezioni, la giuria FISAD assegnerà 3 premi ai migliori artisti e l’Assessorato alle politiche giovanili della Città di Torino, il premio Torino Creativa ad un giovane artista; inoltre, a cura della Fondazione Cecilia Gilardi ONLUS, sarà attribuita una residenza d’artista ad un promettente giovane dell’Accademia di Torino.

Tre grandi artisti da Russia e Cina, che sono i paesi ospiti d’onore del FISAD, riceveranno poi l’Albertina International Award nella serata di premiazione il 17 ottobre.  Ad esserne insigniti per la Russia, saranno il regista Aleksandr Sokurov e l’artista Alexander Shishin-Hokusai, protagonisti del Padiglione russo alla Biennale di Venezia di quest’anno, e per la Cina l’artista, noto internazionalmente, Zhang Xiao Gang.

Le opere – circa 400 – saranno esposte sino al 17 novembre all’Accademia Albertina e alla Fondazione Giorgio Amendola, il Polo di Scenografia dell’Accademia Albertina all’ex Fabbrica Incet, Camera, Centro italiano per la fotografia, il Circolo degli artisti, il Quartiere Barca, via Anglesio e la Sala cinematografica della Rai di Via Verdi, 14 (opere di video narrazione). Altre attività si svolgeranno al Teatro Carignano (inaugurazione), Circolo dei lettori,  Teatro del Museo del Castello di Rivoli e  alla Nuvola Lavazza (cerimonia finale).  Evento collaterale conclusivo del Festival sarà la mostra Passione Bi-Polare, alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e, in quell’occasione, verrà consegnata la medaglia di Accademico d’Onore ad un testimonial d’eccezione: Herman Nitsch.

La riflessione che ha stimolato la creatività dei giovani partecipanti al PNA e al FISAD è BUILDING A NEW WORLD – COSTRUIRE UN NUOVO MONDO. Gli artisti da sempre hanno contribuito a formulare un’idea del mondo e della realtà e, soprattutto in un momento di grande crisi dei valori, è fondamentale il loro apporto e il loro ruolo nella “costruzione” di un mondo abitabile da tutti e per tutti. È dunque innegabile la responsabilità che hanno le Accademie e le scuole d’Arte in tutto il mondo nel formare gli artisti e gli operatori nei diversi settori delle arti; affinché gli artisti di oggi e di domani abbiano gli strumenti e il background storico ed intellettuale per costruire un nuovo mondo migliore.

Oltre al MIUR, che in questa occasione è ente promotore a tutti gli effetti dell’evento, sono stati invitati a partecipare con co-progettazioni, risorse, collaborazioni di ogni tipo la Compagnia di San Paolo, la Fondazione CRT, la Regione Piemonte, l’Area Metropolitana della Città di Torino, la Camera di Commercio di Torino. Cooperano le principali istituzioni culturali della Città e della Regione, tra cui il Museo di Arte Contemporanea Castello di Rivoli, Il Museo del Cinema, il Teatro Stabile di Torino, il Circolo dei lettori, il Conservatorio di musica G. Verdi di Torino, il Mau, Museo d’Arte Urbana.

BUILDING A NEW WORLD
PNA e FISAD
14 ottobre – 17 novembre 2019
4 – 18 ottobre inaugurazioni, incontri, performance, convegni
mostre aperte sino al 17 novembre 2019
Torino e Venezia

Link per scaricare le immagini:

https://fisad.albertina.academy

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DARREN BADER | INTERLUDE https://emanuelabernascone.com/darren-bader-interlude/ Tue, 16 Jul 2019 07:27:41 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=17080 Darren Bader inaugura INTERLUDE, terza personale alla Galleria Noero

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La Galleria Franco Noero inaugura il 16 luglio Interlude, terza personale di Darren Bader con la galleria e la sua prima mostra concepita per gli spazi di Piazza Carignano 2.

Le stanze settecentesche della galleria diventano deposito per una varietà di elementi complementari, ready-made e oggetti quotidiani, raccolti dall’artista durante il corso degli anni. Bader interroga in modo indistinto, talvolta semplicisticamente, il significato/contesto degli oggetti utilizzati sperando che il pubblico ne rielabori un senso strettamente estetico, discutibilmente letterario e inevitabilmente filosofico.

Darren Bader è stato uno degli artisti selezionati dal curatore Ralph Rugoff per la 58. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia May You Live In Interesting Times  L’artista ha sviluppato per l’occasione un’opera in realtà aumentata intitolata Scott Mende’s VENICE!, il cui raggio d’azione copre le corderie dell’Arsenale, il Padiglione Centrale e alcune specifiche location della città di Venezia, aggiungendo un ulteriore nota di realtà alla città lagunare, luogo già saturo di informazioni storico ed estetiche e visitato da milioni di turisti ogni anno.

Darren Bader (Bridgeport, CT, 1978) vive e lavora a New York. Il suo lavoro è stato esposto in mostre personali fra le quali ricordiamo: ‘(@mined_out)’, Museo Madre, Napoli (2017); ‘Meaning and Difference’, The Power Station, Dallas (2017); light (and) regret; ‘The World as Will and Representation; Final Fantasy’, Kölnischer Kunstverein, Cologne (2015); ‘Reading Writing Arithmetic, Radio Athènes’, Athens (2015); ‘Where is A Bicycle’s vagina (and Other Inquiries) or Around the Samovar’, 1857, Oslo (2012); ‘Images’, MoMA PS1, New York (2012). Tra le mostre collettive: ‘Pizza is God’, NRW-FORUM, Düsseldorf (2018); Stories of Almost Everyone, Hammer Museum, Los Angeles (2018); ‘Acordo de confiança’, Biblioteca Mario de Andrade, San Paolo (2017); ‘.COM/.CN’, presented by K11 Art Foundation and MoMA PS1, K11 Art Foundation Pop-up Space, Hong Kong (2017); ‘Ripple Effect’, Centre for Contemporary Art FUTURA, Praga (2017); ‘Videobox’, Carreau du Temple, Parigi (2017); Art Museum, K11 Art Mall, Shanghai (2017); ‘Dreamlands (Screenings)’, Whitney Museum of American Art, New York (2017); ‘Fluidity’, Kunstverein in Hamburg, Amburgo (2016); Political Populism’, Kunsthalle Wien, Vienna (2015); ‘Antigrazioso’, Palais de Tokyo, Paris (2013); ‘Something About a Tree’, FLAG Foundation, New York (2013); ‘Empire State’, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2013); Oh, you mean cellophane and all that crap, The Calder Foundation, New York (2012); Greater New York, MoMA PS 1, New York (2010); To Illustrate and Multiply: An Open Book, Museum of Contemporary Art, Los Angeles, (2008). Ha partecipato a mostre internazionali e biennali, tra cui: 58. Biennale di Venezia, Venezia (2019); 13th Biennale de Lyon, La vie moderne, Lyon (2015); The Whitney Biennial, The Whitney Museum of Contemporary Art, New York (2014). Nel 2013 è stato insignito del Calder Prize.

Piazza Carignano 2, 10123 Torino
martedì – sabato 12.00 – 20.00
www.franconoero.com

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INTERLUDE | DARREN BADER https://emanuelabernascone.com/interlude-darren-bader/ Wed, 10 Jul 2019 15:43:00 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=17077 Alla Galleria Franco Noero il 16 luglio inaugura Interlude, terza personale di Darren Bader con...

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Alla Galleria Franco Noero il 16 luglio inaugura Interlude, terza personale di Darren Bader con la galleria e la sua prima mostra concepita per gli spazi di Piazza Carignano.

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