mantova Archivi - emanuelabernascone.com https://emanuelabernascone.com/tag/mantova/ l'arte di comunicare l'arte Tue, 11 Jan 2022 12:52:03 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.10 BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE 2022 https://emanuelabernascone.com/biennale-della-fotografia-femminile-2022/ Tue, 11 Jan 2022 12:48:36 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=17260 BIennale della Fotografia Femminile LEGACY

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BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE
LEGACY
II ed. 3-27 marzo 2022
Mantova

La seconda edizione della Biennale Internazionale della Fotografia Femminile avrà luogo a Mantova dal 3 al 27 marzo 2022 confermando la direzione artistica di Alessia Locatelli, con il sostegno di Comune di Mantova e Provincia di Mantova. La prima edizione della Biennale prevista a marzo 2020, non si è potuta realizzare a causa della pandemia in corso. L’associazione la Papessa, ideatrice e promotrice del festival, è riu­scita ad allestire alcune delle mostre previste nei mesi successivi e adesso torna, con ancora più slancio, con quella che è a tutti gli effetti la seconda edizione.

La riflessione di questa speciale ecizione ruota intorno a Legacy, un termine che riassume diversi concetti: signi­fica Lascito, Eredità e tutto ciò che creiamo da trasmettere alle generazioni future. Proprio la prima, dolorosa, esperienza della Biennale 2020, ha suggerito il tema di questa edizione. Nell’epoca attuale, così carica di cambiamenti, il collettivo umano deve misurarsi con quello che gli è stato lasciato, agire con questo lascito nel presente per creare un futuro che sia forte ed equilibrato.
La BFF 2022 seguirà lo stesso format del programma originale della prima edizione, con grandi mostre di fotografe italiane e internazionali e numerose altre iniziative a corollario, tra cui una Open Call per il Circuito Off, letture Portfolio, workshop, presentazioni di libri, conferenze e proiezioni.

In una società in cui ancora non esiste una piena parità di genere e la cui storia è raccontata princi­palmente da uno sguardo maschile, occidentale ed eteronormato, anche la fotografia femminile e non binaria è quasi sempre sottorappresentata e troppo spesso stereotipata. Per questo la BFF ambisce a diventare un solido punto di riferimento, in Italia e a livello internazionale, con lo scopo di sensibilizzare il più possibile riguardo le tematiche di parità, uguaglianza e libertà di espressione e, al contempo, offrire un’opportunità per le suddette categorie, professioniste e non, di parteci­pare al mondo dell’arte contemporanea Molte delle fotografe presenti a Mantova espongono per la prima volta in una mostra personale in Italia; questo aspetto sottolinea l’importantissimo lavoro culturale e di ricerca – anche a livello internazionale – portato avanti da BFF.

LE ARTISTE

DANIELLA ZALCMAN
Signs of Your Identity
2016 – in corso
Daniella Zalcman è una fotografa documentarista vietnamita-americana e fondatrice di Women Photograph, un’organizzazione no-profit lanciata nel 2017 con un Archivio internazionale il cui sco­po è elevare la voce delle donne e dei giornalisti visivi non binari. È plurivincitrice di bandi del Pu­litzer Center on Crisis Reporting, borsista dell’International Women’s Media Foundation e be­neficiaria del National Geographic Society. Il suo lavoro si focalizza sul lascito del colonialismo occidentale, dall’omofobia nell’Africa orientale, all’assimilazione forzata dei bambini indigeni del Nord America. Il progetto che espone alla BFF, Signs of Your Identity, nel 2017 ha vinto l’Arnold Newman Prize e il Robert F. Kennedy Journalism Award, e nel 2016 ha vinto il FotoEvidence Book Award e il Magnum Foundation’s Inge Morath Award, e ha fatto parte del Moving Walls 24 dell’Open Society Foundation.

SOLMAZ DARYANI
The Eyes of Earth (The Death of Lake Urmia)
2014 – in corso
Solmaz Daryani è una fotografa iraniana che lavora tra Iran e Regno Unito. Nei suoi progetti, unisce la fotografia documentaria allo storytelling, esplorando narrazioni personali che rivelano perso­naggi e scene delle comunità con cui si relaziona. I suoi lavori sono stati pubblicati, tra gli altri, nel National Geographic Magazine, Foreign Policy Magazine, British Journal of Photography, Le Monde Magazine, Woman Paper Visa journal, The American Scholar Magazine. Ha esposto in Europa, Me­dio Oriente e Nord America. The Death of Lake Urmia esplora l’impatto del cambiamento climatico sul paesaggio, l’economia locale, nonché sulla sua stessa famiglia e i loro ricordi.

FATEMEH BEHBOUDI
The War is Still Alive
2014 – in corso
Fatemeh Behboudi è una fotogiornalista e fotografa documentaria iraniana. Ha lavorato per diver­se agenzie stampa e nel 2015 ha vinto il World Press Photo. Ha esposto in Nord America, Europa, Medio Oriente e Asia. The War is Still Alive è un progetto in corso che racconta gli effetti della guerra sul territorio, le comunità e le generazioni future.

TAMI AFTAB
The Dog’s in the Car
2019 – in corso
Tami Aftab è una fotografa londinese. Il suo lavoro tocca temi che parlano di intimità, e giocosità attraverso la ritrattistica. Nonostante la sua giovane età, è già borsista del Getty e il suo lavoro è stato pubblicato da Der Greif, Der Spiegel, British Journal of Photography, The Washington Post. The Dog’s in the Car è un progetto in corso in collaborazione con suo padre che ha perduto la me­moria a breve termine a casa di un intervento chirurgico… Usando una voce giocosa, l’artista si in­terroga sui silenzi che possono circondare una malattia, sulla collaborazione e il consenso, sulla re­lazione famigliare muovendosi tra la fotografia documentale e performativa.

SARAH BLESENER
Beckon Us from Home
2017 – in corso
Sarah Blesener è una fotografa documentaria di New York. I suoi ultimi lavori sono una ricognizio­ne sulle giovani generazioni in Russia, Europa orientale e Stati Uniti. Nel 2018, ha ricevuto l’Euge­ne Smith Fellowship. Nel 2019, il suo progetto personale ha ricevuto il primo premio nella catego­ria progetti a lungo termine del World Press Photo. Ha esposto in Nord America, Europa, Asia e Oceania. È stata pubblicata da The New Yorker, National Geographic, New York Ti mes, TIME Magazine, Newsweek, Wall Street Journal, The Washington Post, The Guardian, VICE, Der Spiegel. Nei campi patriottici e nei club degli Stati Uniti, a circa 400.000 bambini americani ogni anno viene insegnato cosa significa essere un americano, spesso con sottotesto militare. In questo microcosmo di una nazione che cambia, i giovani si trovano a cavallo tra la vulnerabilità dell’adole­scenza e la contemporanea spogliazione dell’individualità. Beckon Us From Home esamina i temi che circondano l’interazione e l’identità adolescenziale, guardando alle problematiche derivanti da tali approcci educativi quali: l’ansia causata dalle sparatorie nelle scuole, il ruolo dei social media, l’empatia, l’impatto del diventare adulti in una nazione dai forti contrasti. L’artista desidera aprire un dialogo attorno a concetti che riguardano l’educazione delle future generazioni nelle accade­mie militari in USA e Russia. Come stanno rispondendo i giovani alla società contemporanea di fronte a tutti i cambiamenti nei sistemi di credenze e valori? In mostra anche Toy Soldiers, che si focalizza sulla Russia, investigando le dinamiche complesse che si muovono fra tra­dizione e ideologia nell’educazione dei giovanissimi militari. Il paragone tra i due progetti fotografi­ci fa emergere molte interessanti affinità e osservazioni.

ILVY NJIOKIKTJIEN
Born Free
2007 – 2019
Ilvy Njiokiktjien è una fotografa e giornalista multimediale dai Paesi Bassi. Realizza i suoi progetti in varie parti del mondo, ma il suo lavoro si concentra prevalentemente in Africa. Come fotografa do­cumentarista indaga attualità e tematiche sociali contemporanee. I suoi portfolio sono stati pubbli­cati sul The New York Times, Der Spiegel, NRC Handelsblad, Telegraph Magazinete e Stern. Duran­te il suo soggiorno in Sud Africa nel 2007, si è interessata ai born free (nati liberi), la prima genera­zione nata dopo la fine dell’APARTHEID Born Free è un progetto di ampia portata e a lungo termi­ne.

MYRIAM MELONI
Insane Security
2012, 2013 e site specific for BFF 2022
Myriam Meloni è una fotografa italiana con base a Barcellona. Il suo progetto Fragile sui giovani di­pendenti dal crack a Buenos Aires, è stato riconosciuto Patrimonio Culturale della Repubblica Ar­gentina.
Ha incentrato il suo lavoro su tematiche sociali contemporanee attraverso un approccio intimo alla vita quotidiana. Ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali e ha esposto sia in Italia che all’e­stero. Insane Security parla degli abusi e della corruzione all’interno della polizia argentina, deri­vanti dal suo regime militare del passato. L’abuso della polizia diventa un mezzo di controllo socia­le. Trova nella fascia più giovane e più povera della società il capro espiatorio perfetto di una socie­tà segnata da una profonda frattura di classe che separa e che non è in grado di dare soluzioni alla violenza che questo divario produce.

FLAVIA ROSSI
Nuovo Patrimonio
2018 – in corso
Flavia Rossi è una fotografa italiana con base a Roma e Milano. Ha vinto diversi premi e residenze in Italia e all’estero. I suoi lavori sono stati   esposti in tutta Europa in diversi contesti inclusa la XV Biennale di Venezia nel 2016. Nuovo Patrimonio è: “uno studio sull’alterazione delle architetture storiche e sulla costruzione di un nuovo paesaggio temporaneo in cui le opere provvisionali diven­tano elementi stessi delle architetture”.
L’Italia ha un grande patrimonio in eredità e, a causa del tempo o per disastri naturali, gli edifici sempre più spesso necessitano di sostegni strutturali per evitarne il collasso. Sostegni che ne di­ventano parte integrante, andando così ad articolarsi in nuove architetture ibride. Possiamo inter­venire in modo eguale su tutte le architetture del Paese? Come percepiamo questi cambiamenti? Come un patrimonio perduto, qualcosa di tempora neo, o una nuova Eredità?

ESTHER RUTH MBABAZI
This Time We Are Young
2017 – in corso
Esther Ruth Mbabazi è una fotografa ugandese. Come documentarista, Esther usa lo storytelling e il fotogiornalismo per affrontare tematiche che riguardano la società dell’Uganda attuale. È una National Geographic Explorer, una borsista del Magnum Foundation Photography & Social Justice e, contribuisce a Everyday Africa. I suoi lavori sono stati pubblicati sul New York Times, TIME Ma­gazine, National Geographic, The Washington Post, Wall Street Journal. This Time We Are Young è una testimonianza in corso dei dati demografici in cambiamento nel continente africano, al Sud Sudan all’Uganda, al Kenya e oltre. Un nuovo futuro. Lei stessa scrive: “Questo progetto è un modo di collaborare con i miei coetanei, e di esplorare la mia realtà di crescere in Africa – le nostre speranze, le nostre sfide, il nostro futuro. Dopo tutto, saremo noi a definire il prossimo capitolo della storia di questo continente.

DELPHINE DIALLO
Highness
2012 – in corso
Delphine Diallo è un’artista franco-senegalese. Si propone di sfidare le norme della nostra società e si immerge nel mondo dell’antropologia, della mitologia, esplora le religioni, le scienze e le arti marziali per un approccio più aperto della mente. Diallo, combina l’arte con l’attivismo, progettan­do modalità differenti in supporto alle donne, ai giovani e alle minoranze attraverso la provoca­zione visiva. Ha esposto in Europa e negli Sati Uniti; i suoi scatti, che combinano tradizione e mo­dernità in un linguaggio raffinati, sono stati pubblicati sulle maggiori testate internazionali. Highness crea una serie di nuovi archetipi, immagini che hanno tratti di divinità arcaiche che incontrano elementi contemporanei, offrendo allo spettatore l’opportunità di interrogarsi sull’idea dei modelli da seguire.

BETTY COLOMBO
La Riparazione
2019/2020
Betty Colombo è una fotoreporter che lavora per diverse testate italiane ed estere ed è coinvolta nel Local Testimonial Project di Canon. Sue immagini sono state acquistate dal Centre Pompidou, dal Guggenheim e dal Museo d’arte Moderna di Stoccolma. Il tema principale del suo lavoro sono i viaggi, in un incontro tra luoghi, persone e fotografia.
Il rapporto tra uomo e natura è al centro delle quattro serie esposte alla Biennale della Fotografia Femminile una relazione colta nei suoi aspetti controversi e sorprendenti. L’uomo distrugge il pia­neta e poi lo cura, entrambi si feriscono a vicenda per poi aggiustarsi. La simbiosi conflittuale tra persone e ambiente si palesa su differenti narrazioni: da un bosco colpito dal fuoco che rinasce con l’aiuto umano, alla cura di un animale ferito in seguito a quella stessa distruzione generata dai suoi salvatori. Il cambiamento può lasciare vita, ma anche morte. La lotta tra queste forze segna il confronto che passa attraverso il corpo della terra, i suoi alberi e il corpo umano.

LUMINA COLLECTIVE
Lumina è un collettivo australiano formato da otto fotografe. Insieme creano mostre e progetti che si focalizzano sulla società contemporanea, l’eredità della storia australiana e il riconoscimento della popolazione aborigena come abitanti autoctoni del territorio. Alla BFF esporranno una collet­tiva/ retrospettiva dei loro lavori.

TALK E CONFERENZE

Angelica Pesarini
Docente universitaria con un curriculum di studi e ricerca negli ambiti di studi di genere, sociolo­gia, Sessualità, Razza e Imperialismo, Analisi Dati, Ricerca Qualitativa, e Design Research. Insegna in università americane e inglesi. Nei suoi saggi parla di colonialismo e post-colonialismo, lo sfrut­tamento di corpi neri, il tema della cittadinanza delle seconde generazioni in Italia. Insegna anche a Firenze alla New York University. Alla BFF parlerà dell’intersezione dei suoi studi in ambito di rap­presentanza di minoranze.

Marilena Delli
Regista, fotografa e autrice italo-ruandese. Il suo lavoro è stato pubblicato su BBC, CNN, NPR, Rol­ling Stone, e si focalizza su artisti di nazioni sotto rappresentate come Rwanda, Malawi, Sudan del Sud, Pakistan, Cambogia e Romania. Marilena cura un programma radio in Italia dedicato ai di­scendenti di africani. Ha anche un podcast che ospita italiani di origine straniera che parlano di raz­zismo, musica e temi contemporanei. Nel 2020 la Repubblica ha scelto Marilena Delli come una delle “50 donne dell’anno”. Alla BFF parlerà delle seconde generazioni, collegandosi alla presentazione di Angelica Pesarini.

Ariam Tekle
Regista italiana nata da genitori etiopi, Ariam ha studiato Relazioni Internazionali all’Università di Milano e ha sviluppato un forte interesse per temi come l’immigrazione, la diaspora, il transnazio­nalismo l’integrazione e l’inclusione sociale. Alla BFF presenterà il suo documentario “Appunta mento ai Marinai”.

Barbara Bachman e Franziska Gilli
Bachman, giornalista, e Gilli, fotografa, hanno lavorato insieme per pubblicare il libro “Santa o Sgualdrina”, che parla del ruolo della donna nel nostro paese. Evidenziano le contraddizioni del­l’immagine femminile in Ita lia, sospesa tra la concezione tradizionale dei ruoli di genere e la nasci­ta di un nuovo movimento femminista. Al momento stanno girando l’Europa con la mostra foto­grafica e alla BFF presenteranno il libro e la loro ricerca.

Elisa Cuter
Elisa Cuter è critica cinematografica e autrice del saggio Ripartire dal desiderio (2020, minimum fax) che presenterà alla BFF. Editor della sezione Società della rivista il Tascabile, edita dall’Istituto Treccani, è dottoranda e ricercatrice alla Filmuniversität Konrad Wolf di Babelsberg. Negli anni ha collaborato con il Museo del Cinema di Torino, il Lovers Film Festival Turin LGBTQ Visions e la Berlin Feminist Film Week, ed è stata assistente alla direzione del Carbonia Film Festival – Cinema Lavoro e Migrazioni. Si è occupata di cinema e questioni di genere per varie testate come Doppiozero, Not, Filmidee e Cineforum, e suoi contributi sugli stessi temi sono apparsi in numerose riviste scientifiche.

Filippo Venturi e Grazia Dell’Oro
All’inizio della pandemia Venturi ha seguito un gruppo di donne in un percorso fotografico, inserito all’interno del Progetto europeo Shaping Fair Cities, rivolto a venti donne di nove nazionalità diver­se che vi vono in Romagna e coinvolte dall’Associazione Between. Alla fine del per corso le foto sono state pubblicate in un libro intitolato “My Dear”, stampato da Emuse, gestita da Grazia Del­l’Oro. Alla BFF Venturi e Dell’Oro presenteranno il libro e parleranno dell’importanza della foto­grafia come mezzo espressivo e dell’importanza della documentazione.

Marco Brioni e Grazia dell’Oro
Marco Brioni gestisce da anni l’associazione Frammenti di Fotografiaa Mantova, dedicata alla di­vulgazione della cultura fotografica attraverso conferenze, seminari, interventi ai vari festival, workshop.
Grazia Dell’Oro ha aperto la casa editrice Emuse dal 2014, ha studiato all’Università Ca’ Foscari fre­quentando il Master sull’Immigrazione e collabora con enti pubblici e privati nell’elaborazione di programmi di innovazione sociale in ambito nazionale ed europeo. Da anni ricerca e scrive sui temi legati all’immigrazione e ai cambiamenti sociali. Insieme presenteranno una serie di libri pubblicati da fotografe, parlando della loro importanza storica.

Stefania Prandi
Giornalista, scrittrice, fotografa, producer, membro di Women Photograph. Lavora su temi legati al genere, la società, l’ambiente. I suoi lavori sono stati pubblicati su numerosissime testate italiane e straniere. Alla BFF presenterà l’ultimo libro “Le conseguenze” che parla del femminicidio in Italia.

Patrizia Pulga
Fotografa, docente e autrice di “Le donne fotografe dalla nascita della fotografia ad oggi: uno sguardo di genere”. Ha recentemente pubblicato un nuovo libro che si concentra sulle fotografe del nord America ed Europa, dove è menzionata anche la BFF. Parlerà dei suoi libri, del valore della ricerca e del documentario.

Valeria Palumbo
Giornalista, storica delle donne, autrice teatrale e organizzatrice di eventi culturali, Valeria Palum­bo è caporedattrice del settimanale Oggi (Rcs MediaGroup) e collabora con il Corriere della Sera e la Radio della Svizzera italiana. È stata caporedattrice centrale de L’Europeo e di Global Foreign Po­licy, ha lavorato per la Gazzetta dello Sport, il Corriere della Sera, Amica e Capital. È stata docente a contratto della Statale di Milano e dell’Università Carlo Bo di Urbino (2006-2021). Scrive saggi di storia delle donne dal 2003 (Prestami il volto, Selene, Premio Città delle donne). Tra gli ultimi: Piut­tosto m’affogherei. Storia vertiginosa delle zitelle (Enciclopedia delle donne, 2018) e L’Epopea del­le lunatiche. Storie di astronome ribelli (Hoepli, 2018). Del 2020, Non per me sola (Laterza). Del 2021, per Neri Pozza, La donna che osò amare sé stessa. Indagine sulla Contessa di Castiglione.

In questa edizione la BFF presenterà le fotografe vincitrici del Premio FOTOGRAFIA AL FEMMINILE BRESCIANI VISUAL ART avendo preso parte alla giuria dell’edizione 2021.
Il premio desidera sollecitare tutte le fotografe a scrivere con le loro immagini il racconto del co­raggio, della fantasia, del non visibile, della curiosità, dell’estrosità di cui sono capaci, attingendo alla loro storia e a ciò che quotidianamente osservano e vivono per descrivere quali siano oggi gli spazi conquistati, le zone buie, i desideri inseguiti, gli orizzonti sognati.

Daniella Zalcman, Tami Aftab, Ilvy Njiokiktjien, Flavia Rossi, Betty Colombo, Myriam Meloni saran­no presenti al festival con le loro mostre e ciascuna terrà un talk.

WORKSHOP

Letizia Battaglia
Fotografa affermata a livello internazionale per il suo lavoro di documentazione della vita in Sicilia con un focus sulla mafia. Dal 2017 promuove Il Centro Internazionale di Fotografia di Palermo. Alla BFF guiderà un workshop per sole donne sulla fotografia di nudo.

Filippo Venturi
Venturi è un fotografo documentarista che ha pubblicato su varie testate nazionali e internaziona­li. Realizza progetti su problematiche riguardanti l’identità e la condizione umana.

Simona Ghizzoni
Simona Ghizzoni è un’artista visiva e attivista dei diritti delle donne. Conosciuta principalmente per i suoi lavori autobiografici e gli autoritratti, si concentra sulla relazione tra persone e natura e temi sociali. Ha ricevuto numerosi premi internazionali e i suoi lavori sono stati esposti in tutta Europa. Alla BFF guiderà un workshop sull’autoritratto.

Lomography Walk
Lomography Italia donerà macchine a pellicola usa e getta di loro produzione a un gruppo di parte­cipanti che sarà guidato dallo staff della BFF in una camminata fotografica nelle vie del centro stori­co di Mantova.

PROIEZIONI

In collaborazione con Sky Arte la serie di otto puntate intitolato “Le Fotografe”: otto fotografe ita­liane e il loro lavoro. Le puntate saranno proiettate nei fine settimana della BFF e dopo ciascuna proiezione seguirà un talk.

PRESENTAZIONI

ll Sublimista è una rivista letteraria e di cultura nonché media partner della BFF. Contribuirà con interviste alle artiste e durante i giorni di apertura del festival presenterà il proprio progetto.

Mulieris Magazine è un progetto costituito da giovani fotografe che mirano a promuovere progetti artistici su tematiche contemporanee e del mondo femminile. Oltre a conferire uno dei premi della “Open Call” presenteranno il loro progetto nel fine settimana di apertura.

Biennale della Fotografia Femminile
LEGACY
3-27 marzo 2022, Mantova
Inaugurazione dal 3 al 6 marzo, mostre aperte in tutti i fine settimana del mese.
[email protected]
www.bffmantova.com

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Biennale della Fotografia Femminile https://emanuelabernascone.com/biennale-della-fotografia-femminile-3/ Mon, 13 Jan 2020 14:18:36 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=17151 L'articolo Biennale della Fotografia Femminile proviene da emanuelabernascone.com.

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Biennale della Fotografia Femminile https://emanuelabernascone.com/biennale-della-fotografia-femminile/ Sat, 23 Nov 2019 09:43:00 +0000 https://emanuelabernascone.com/?p=17138 La Biennale della Fotografia Femminile sarà a Mantova dal 5 all'8 marzo 2020

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BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE
5-8 marzo 2020
Mantova

Dal 5 all’8 marzo 2020 Mantova ospiterà la prima edizione della BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE, evento unico al mondo, che porterà in città mostre di grandi fotografe italiane e internazionali, talk, letture di portfolio, workshop e residenze artistiche.
In una società in cui ancora non esiste una piena parità di genere e la cui storia è spesso raccontata da occhi maschili, la fotografia femminile è poco rappresentata e spesso stereotipata e la Biennale è l’occasione per dare la giusta visibilità a importanti progetti di eccezionali fotografe da tutto il mondo.
Il tema di questa prima edizione è il lavoro, un tema quanto mai attuale e scottante, che riguarda tutti, al di là del genere, ma un tema particolarmente delicato se declinato al femminile; la Biennale ha quindi, tra gli altri, lo scopo di veicolare messaggi di uguaglianza attraverso la fotografia. La professione fotografica è una delle industrie che vede una maggioranza di uomini tra le sue file, anche se negli ultimi anni numerose fotografe sono salite alla ribalta del grande pubblico dimostrando di avere dalla loro forza, ingegno e sensibilità per affrontare tematiche anche forti e crude.

Le fotografe invitate a questa prima edizione della Biennale sono:

Rena Effendi Transylvania: built on grass
Fotografa e documentarista originaria dell’Azerbaijan, con la fotografia indaga l’umano, le persone e la cultura in contesti di ingiustizia sociale, conflitto e sfruttamento. Transylvania: built on grass è un colorato scorcio di vita nelle remote campagne della Romania.

Sandra Hoyn con Fighting for a Pittance
Fotografa tedesca, inizia la sua carriera nel 2005 come foto giornalista per riviste ed ONG a cui affianca progetti personali focalizzati sul sociale, sui diritti umani e sull’ambiente. A Mantova propone un crudo documentario fotografico sulla boxe infantile praticata in Tailandia: una serie di immagini in bianco e nero che documentano la durezza dei combattimenti minorili di boxe in Thailandia e lo sfruttamento ad essi connessi. Le foto mostrano non solo la violenza del ring, ma anche la pressione psicologica che va di pari passo con la competizione sfrenata. Bambini e bambine si allenano portando il loro corpo e la loro mente al limite, mentre vestono gli abiti di lottatori adulti.

Annalisa Natali Murri con Cinderellas.
Fotografa freelance italiana, dopo il diploma alla scuola di fotografia architettonica ed urbana ed una laurea in ingegneria, avvia una serie di progetti personali e documentaristici, ispirati a questioni sociali ed alle loro conseguenze psicologiche. Alla Biennale porta un intenso lavoro sulle Hijras transessuali del Bangladesh, un tempo venerate e rispettate per la loro appartenenza al “terzo genere”, oggigiorno queste donne transgender soffrono invece gravi situazioni di povertà e negazioni di diritti, trovandosi costrette a prostituirsi per sopravvivere. Ma non è la tragedia di queste discriminazioni che ci viene mostrata nelle immagini in bianco e nero di Murri. Il suo ritratto delle Hijiras è piuttosto un incontro intimo, silenzioso e profondamente rispettoso.

Claudia Corrent con Vorrei
Bolzanina con una passione per la fotografia sin da giovanissima, studia filosofia, approfondendo simultaneamente l’aspetto comunicativo ed estetico dell’immagine. Cogliere il Genius loci paesaggistico è la sua missione principale. Esplorando il concetto di “vita laburista”, i dittici del progetto Vorrei ritraggono adolescenti studenti di una scuola professionale.

Daro Sulakauri conThe Black Gold 
Studia cinema e fotografia a Tbilisi, in Georgia, per poi diplomarsi in fotogiornalismo documentaristico all’ ICP di New York. The black gold ci porta nel vivo delle condizioni lavorative dei minatori georgiani di Chiatura: ogni giorno gli uomini si avviano verso le miniere, lavorando in condizioni durissime e pericolose per 8-12 ore al giorno per un salario di 270 dollari. Il progetto è accompagnato da un’installazione video.

Nausicaa Giulia Bianchi conWomen Priests Project 
Fotografa documentarista profondamente orientata sui temi della spiritualità legata al femminile e al divino. Il suo lavorodocumenta la missione di “disobbedienza”, rinnovamento e spiritualità condotta dalle donne prete. 

Eliza Bennett con A Woman’s work is never done 
Autrice inglese con un Master of Fine Arts alla London Art School porta un progetto sul ricamo che è tradizionalmente associato all’idea di lavoro femminile, inteso come opera minuziosa e agile, distante dalla fatica fisica del lavoro maschile. Eliza Bennet utilizza lo strato superiore della sua pelle come tessuto da ricamo sovvertendo così la contrapposizione tra lavoro maschile e femminile, Attraverso l’uso di una tecnica considerata femminile, l’artista restituisce l’immagine rappresentativa delle mani di donne impiegate in occupazioni ancillari e invisibili alla società, mostrando come il lavoro delle donne sia ben lungi dall’essere facile e leggero. Il suo progetto prevede un’installazione video. 

Erika Larsen con Quinhagak Works between 2015-2019 This is not a work in progress 
Fotografa e narratrice statunitense è molto nota per i suoi saggi. Documenta le culture che mantengono stretti legami con la natura “dove il paesaggio è estremamente importante per le persone”. Le sue opere sono esposte in mostre monografiche e collettive in gallerie di New York, Washington, Phoenix, Los Angeles, Mosca, Barcellona, Bologna e molte altre città. Sta lavorando ora su un progetto ambientato in Alaska che esporrà per la prima volta alla Biennale.

Betty Colombo
Classe 1975, è una fotoreporter italiana che lavora con le principali testate giornalistiche italiane e straniere occupandosi prevalentemente di reportage di viaggio e attualità. Grazie a Save The Planet, di cui è Ambassador, Betty Colombo fotograferà la riforestazione del Campo dei Fiori di Varese e presenterà il progetto in esclusiva alla Biennale, con stampe e allestimento finanziati da Canon Italia, di cui è testimonial. 
Infine ci sarà Aldeide Delgado, curatrice del Catalogo Fotografas Cubanas, che presenterà progetti di fotografe della zona cubana e caraibica per un’esposizione collettiva sul tema del lavoro.
A questo si aggiunge una mostra nata dalla collaborazione con la fotografa Donata Pizzi che porta una parte della sua collezione privata composta interamente da lavori di fotografe italiane dal 1965 ad oggi.

Grazie al supporto e al Patrocinio del Comune di Mantova e al Patrocinio della Provincia la Biennale avrà luogo in location talvolta chiuse al pubblico e in luoghi storici come Casa Del Rigoletto, Spazio Arrivabene 2, Tempio di San Sebastiano, Galleria Disegno, Galleria Corraini e Palazzo Broletto permettendo così di scoprire la città attraverso punti di vista diversi dall’ordinario.

La BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE promette dunque di diventare un evento imperdibile per chi ama l’arte e la fotografia e per tutti coloro che desiderano “aprire gli occhi” su quanto sta succedendo oggi nel mondo grazie alla visione di grandi autrici,  interpreti della realtà.

BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE
Mantova
5-8 marzo 2020, mostre aperte tutti i we di marzo sino al 29.
Location mostre: Spazio Arrivabene 2, Tempio di San Sebastiano, Palazzo Broletto, Galleria Corraini, Galleria Disegno e Casa del Rigoletto.
Workshop, eventi e residenze artistiche presso Ponte Arlotto, Creative Lab, R84 Multifactory Mantova, ex convento di Santa Lucia.
Press lounge Loggia del Grano
15 euro biglietto intero/gratuito bambini sino agli 8 anni compiuti
14 euro Soci Coop
13 euro Soci Frammenti di Fotografia, La Ghiacciaia, Fotocine club Mantova e gruppi di almeno 20 persone
12 euro dai 9 ai 25 anni e over 65
Sconto famiglia: 2 adulti, due 9-25 anni, 48 euro
ridotto prevendita per tutti: 12 euro (dal 25 novembre al 25 dicembre)
www.bffmantova.com

A questo link le photo press:

https://www.dropbox.com/sh/azixxrcvdulgqx4/AAAEqR-XxQ63cFP8i8vyv882a?dl=0

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