30 Nov APPARIZIONE COSMICA
APPARIZIONE COSMICA
Michele Zaza
Galleria Allegretti Contemporanea
18 dicembre 2010 – 15 gennaio 2011
Inaugurazione 17 dicembre 2010 ore 19.00
«La fotografia ha un ruolo strumentale.
Essa è un mezzo efficace e fedele per visualizzare le mie domande
sull’esistenza umana. È un reportage della mia rivolta personale. La fotografia
mi permette di manifestare i miei desideri di libertà».
Michele Zaza
Dal 18 dicembre 2010 al 15 gennaio 2011 la Galleria Allegretti Contemporanea ospiterà la personale di Michele Zaza Apparizione cosmica, una ventina di opere tra installazioni, immagini e video.
Attraverso l’utilizzo di una fotografia
intesa come mezzo per fissare le proprie riflessioni esistenziali, Zaza si
concentra sul corpo – in particolare sul volto, suo e dei suoi famigliari – per
elaborare una speculazione intellettuale e dunque attivare un percorso
emozionale per immagini che arriva a trascendere la dimensione del soggetto
rappresentato, comunicando così un messaggio universale.
All’interno della ricerca dell’artista,
il corpo e il volto diventano il fulcro, l’interfaccia con il mondo, lo schermo
su cui proiettare il risultato della propria astrazione. Per questa ragione, il
corpo ma soprattutto il volto si trasfigura. È dipinto di blu per indicare
un’idea di trascendenza, di bianco per focalizzare un punto di energia vitale,
di marrone per manifestare un legame con la terra, di nero per segnare una zona
di silenzio. Nell’universo dei simboli che Zaza viene man mano elaborando,
esiste dunque un codice cromatico: tanto che i volti presenti nelle sue opere
sono assimilabili a vere e proprie icone, ritratti sospesi nel tempo e nello
spazio, autentiche proiezioni di una spiritualità.
Attraverso un utilizzo della luce mirato
ad una teatralità estrema, Zaza fa dunque emergere i volti da uno sfondo scuro
e misterioso, come nell’opera Cielo abitato, 1985, lavoro incentrato sui volti
di Michele e di sua moglie Teresa illuminati da una luce caravaggesca.
I corpi e i volti ritratti nella mostra
Apparizione cosmica si nutrono di forme plastiche, spesso in legno, di elementi
cosmici archetipici, all’interno di una libera creatività che tutto reinventa e
al tempo stesso tutto promuove. È nella rappresentazione di un nuovo antro
misterioso del vivente che si trova la possibilità di un universo immaginario,
fatto di volti dorati, a volte con parti dipinte di azzurro, che appaiono e
scompaiono nell’oscurità segreta dello spazio, volti animati dall’intrecciarsi
di mani dipinte, sicuri di voler abitare con assolutezza una propria dimora
cosmologica materiale e psichica. Un cosmo dove si sedimentano segni e simboli
– le molliche di pane e il colore del cielo, le forme, le sculture e i gesti
del corpo nei video o nelle foto. Un processo di visione onirica sviluppato
nelle sembianze di un habitat umano trasformabile, capace di rigenerare
l’invisibile quanto il potenziale visibile.
Una rappresentazione che mette insieme
terra, cielo, uomo, coscienza. Una sorta di paradiso perduto dell’infanzia e
della bellezza che permette una favola antropologica ritrovata, dove l’essere
va oltre se stesso.
In occasione della mostra sarà
pubblicato da Christian Maretti Editore un volume antologico (a cura di
Allegretti Contemporanea e Palazzo Bertalazone) sulla ricerca di Michele
Zaza con particolare riferimento alle opere in mostra alla Galleria Allegretti
con testi inediti di Daniel Marzona, Rainer Michael Mason, Gianluca Ranzi.
CENNI BIOGRAFICI
Michele Zaza nasce a Molfetta il 7
novembre del 1948. Frequenta l’Istituto d’Arte di Bari e nel 1967 s’iscrive al
Corso di Scultura di Marino Marini all’Accademia di Belle Arti di Brera di
Milano, dove consegue il diploma nel 1971.
La ricerca di Zaza muove essenzialmente
dall’idea che “l’arte non offre possibilità alternative alla condizione umana,
ma è al contrario la risultante di questa condizione” e, come tale, si perpetua
nel pensiero umano.
Nell’arte di Zaza la fotografia non è
pura “testimonianza” di una realtà oggettiva, ma sempre “creazione” della
realtà. Dietro un “cuscino dai segni misteriosi”, l’immagine torna ad essere
profetica di un “trapasso” che va dal sogno a un’immaginazione inaspettata,
sempre nuova. L’artista, con le mani strette o a coprire il volto, mima gesti
magici, schiudendo l’intera visione alle “tracce” di un’esistenza sconosciuta,
ovvero al mistero.
Negli anni 2000 Zaza espone al Museo
Laboratorio d’Arte Contemporanea di Roma e al Musée d’Art Moderne et
Contemporain di Ginevra. Le sue opere sono presenti in diverse collezioni
pubbliche, tra cui: Fondation Emanuel Hoffmann, Öffentliche Kunstsammlung
(Basilea); Hamburger Bahnhof-Museum für Gegenwart (Berlino); Walker Art Center
(Minneapolis); Centre Georges Pompidou e Musée d’art moderne de la Ville de
Paris (Parigi); Staatsgalerie (Stoccarda); Museum of contemporary art
(Téhéran); Kunsthaus (Zurigo).
Apparizione cosmica Michele Zaza
18 dicembre 2010 – 15 gennaio 2011
inaugurazione 17 dicembre ore 19.00
Galleria Allegretti contemporanea
dal martedì al sabato ore 15.00 -19.00
Via San Francesco d’Assisi 14, 10122
Torino
tel +39 0115069646/fax +39 011
5538799
[email protected]
www.allegretticontemporanea.it