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]]>3 e 4 dicembre 2009
Cavallerizza Reale – Manica CortaVia Verdi 9, Torino
ore 21.00
Atti Sintetici è realizzato con Servi di Scena opus rt, grazie al contributo di Regione Piemonte, Fondazione CRT, Facoltà di Scienze della Formazione di Torino, con il patrocinio della Città di Torino, in collaborazione con Sistema Teatro Torino, Virtual Reality & Multi Media Park, Politecnico di Torino (Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione), DAMS, CIRMA, Residenza Multidisciplinare Storie di Altri Mondi de Il Mutamento Zona Castalia, Laboratorio Multimediale Guido Quazza.L’evento, curato dai project designers di Officine Sintetiche, Tatiana Mazali (Politecnico di Torino), Antonio Pizzo (DAMS Torino) e Vanessa Vozzo (Servi di Scena opus rt/Malafestival), avrà luogo negli spazi della Cavallerizza Reale – Manica Corta (via Verdi 9, Torino) nei giorni 3 e 4 dicembre 2009 a partire dalle ore 21.00.
In ogni serata verrà presentata la performance multimediale interattiva Crossroads frutto del laboratorio produttivo di Officine Sintetiche 2009 e a seguire verrà mostrato un live show case, una dimostrazione teorica e applicativa del lavoro svolto in Officine Sintetiche e in Crossroads.
Crossroads è diretta da due artisti d’eccellenza, il londinese/pakistano Ali Zaidi fondatore di motiroti (UK) (www.motiroti.com) e da Antonella Usai fondatrice della Compagnia NAD (www.compagnianad.it) che per tre settimane hanno lavorato, insieme a studenti del Politecnico di Torino (Ingegneria del Cinema dei Mezzi di Comunicazione) e dell’Università degli Studi di Torino (Facoltà di Scienze della Formazione) selezionati da Officine Sintetiche, ad un’opera che si avvale di sistemi digitali di interazione real time.
Crossroads è una performance che utilizza il corpo, il rituale e i nuovi media per raccontare una mutazione culturale. Le storie individuali migrano e si trasformano continuamente: il mito indiano delle Devadasi si confronta con la tratta delle prostitute ai confini europei, mentre un intero universo di lavoratori del sesso naviga nel mondo senza confini del world wide web.
Indiano di nascita, pakistano per migrazione e britannico per caso, Ali Zaidi lavora su questo spiazzamento per creare i suoi lavori che sfidano gli stereotipi culturali sottolineando le comunanze e le differenze attraverso l’arte. Zaidi è il direttore artistico di motiroti, una organizzazione artistica conosciuta internazionalmente e vincitrice di diversi premi, che lavora in una metodologia crossmediale (film, live art, istallazioni e tecnologie digitali).
Negli ultimi quindici anni, motiroti ha indagato le questioni identitarie, le interrelazioni e le divisioni socio-culturali attraverso i suoi molteplici punti di vista e la ricchezza visiva dei suoi spettacoli.
Antonella Usai, fondatrice della compagnia NAD è coreografa e danzatrice. Vincitrice in giovane età di numerosi concorsi e premi fra cui Vignale danza e Castiglioncello, lavora a lungo all’estero (Zet Tanztheater, Rigolo Tanzendes Theater, Cie Pierre Droulers). E’ diplomata in danza classica indiana presso la Darpana Academy of Performing Arts di Ahmedabad ed è la prima danzatrice europea ad essere stata ingaggiata dalla Mrinalini and Mallika Sarabhai dance company con cui ha compiuto tour in tutta l’India e a Singapore.
PROGRAMMA DI OGNI SERATA
h. 21.00
Crossroads – Performance multimediale
Officine Sintetiche
(Facoltà di Scienze della Formazione, CIRMA, Politecnico di Torino, Servi di Scena opus rt)
in co-produzione con motiroti e compagnia NAD
A SEGUIRE
Officine Sintetiche – Live Show Case
Intervengono: i partecipanti e i progettisti di Officine Sintetiche, Ali Zaidi, Antonella Usai
ATTI SINTETICI
Officine Sintetiche Live Acts
3 e 4 dicembre 2009
Cavallerizza Reale – Manica Corta
Via Verdi 9, Torino
Ingresso 5 euro
Per informazioni: Servi di Scena opus rt 011/19707362
[email protected]
www.opusrt.it
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]]>Dal 3 dicembre il Mirafiori Motor Village, in collaborazione con la Galleria Mar & Partners, illumina i suoi spazi con la straordinaria installazione Fiat Lux di Marco Lodola, rinnovando il proprio impegno di partecipazione attiva alla vita culturale della città ed offrendo al pubblico l’occasione di conoscere l’opera di un grande artista internazionale. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Torino, confermando la natura polivalente del Mirafiori Motor Village, presenta l’universo immateriale di Lodola fatto di contorni e luci, cavi e materie plastiche, scheletri al neon, fiori di plexiglass e figure senza volto.
“La nostra filosofia è quella di continuare a proporre l’eccellenza nel mondo dell’auto mentre avviciniamo un pubblico trasversale all’arte e alla cultura. Ospitare una scultura luminosa di Lodola – dichiara Luca Vernoli, Responsabile Marketing del Mirafiori Motor Village – è un modo per rafforzare il forte legame con il territorio, l’idea di creare un punto d’incontro internazionale di innovazione, contemporaneità e unicità ci consente di presentare al meglio tutte le potenzialità della nostra location”.
La scultura luminosa alta 5 metri esposta all’ingresso del Mirafiori Motor Village rappresenta un albero di Natale rovesciato decorato da tante automobili 500 luminose, a simboleggiare una protesta ecologica per lo spreco di alberi natalizi. L’intento di Lodola è occupare fisicamente lo spazio, invadere territori non suoi, rompere immaginarie reti di protezione per trarne ogni volta nuovi impulsi e stimoli creativi. L’artista è impegnato nella ricerca di un linguaggio universale che possa raggiungere tutti, attuando un programma di “cosmesi urbana” – come dichiara lui stesso – “in modo che l’arte possa arrivare a tutti ed entrare concretamente nel quotidiano”.
MARCO LODOLA – Biografia
“Ho sempre considerato il mio lavoro sotto un aspetto più artigianale, piuttosto che artistico, considerandomi un elettricista piuttosto che un artista”.
Marco Lodola è nato a Dorno (Pavia). Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze e di Milano, e conclude gli studi discutendo una tesi sui Fauves, che con Matisse saranno un punto di riferimento per il suo lavoro, come anche Fortunato Depero ed il Beato Angelico.
Dal 1983 ha esposto in grandi città italiane ed europee quali Roma, Milano, Firenze, Bologna, Lione, Vienna, Madrid, Barcellona, Parigi e Amsterdam. Ha partecipato ad esposizioni e a progetti per importanti industrie quali Swatch, Coca Cola, Vini Ferrari, Titan, Grafoplast, Harley Davidson, Ducati, Riva, Illy (collana di tazzine d’autore), Francis, Dash, Carlsberg, Nonino, Valentino, Coveri, Fabbri, I Mirabili, Shenker, Seat e Lauretana.
Diverse le sue collaborazioni con scrittori contemporanei tra cui Aldo Busi, Claudio Apone, Marco Lodoli, Giuseppe Pulina, Tiziano Scarpa e Giuseppe Cederna, e con musicisti: gli 883 di Max Pezzali, Timoria, Jovanotti, Andy (Bluvertigo) e Syria.
Nel 2001 è stato incaricato di curare l’immagine del Carnevale di Venezia. Per l’occasione la Fondazione Bevilacqua La Masa ha organizzato la mostra “Futurismi a Venezia” con opere sue e di Fortunato Depero.
Nel 2003 realizza la luminosa Venerea nell’ambito della mostra Venere svelata di Umberto Eco tenutasi al Palazzo delle Belle Arti di Bruxelles.
Nel 2005 ha realizzato un manifesto per le Olimpiadi invernali di Torino, una collezione di mobili per Mirabili, la maglia rosa per l’88° Giro d’Italia, il logo per la trasmissione “Speciale per voi…” di Renzo Arbore, nonché la nuova immagine di Roxy bar per Red Ronnie.
Nel 2008 allestisce la facciata dell’ Ariston e del Casinò in occasione del 58° Festival di San Remo.
Nel 2009 ha allestito a Milano in Piazza del Duomo il Rock’n’Music Planet, primo museo del rock d’Europa, con 25 sculture che rappresentano miti musicali. È stato ospite del Padiglione Italia nell’ultima edizione della Biennale di Venezia.
Mirafiori Motor Village
Piazza Cattaneo 9, Torino
Dal lunedi al sabato: 9.00-19.30 orario continuato
Domenica 9.30-13.00 / 15.00-19.30
www.mirafiorimotorvillage.it
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]]>Minipersonali di Angela Bauducco, Nadia Bellezza, Domenico Beninati, Denis Convertini, Anna Maria Gianguzzo, Carla Icardi, Roberto Maestri e Rosanna Zalone.
4 dicembre – 20 dicembre 2009
Inaugurazione 3 dicembre h 18.00
Dal 4 al 20 dicembre 2009 gli spazi
della Mirafiori Galerie ospiteranno una mostra di pittura realizzata dagli
artisti che hanno frequentato i Corsi Cedas: OTTO AUTORI selezionati da Angelo
Mistrangelo e Gian Giorgio Massara.
Una raccolta di circa quaranta tele di
otto artisti torinesi che si sono avvicinati all’arte del dipingere grazie agli
insegnamenti della scuola di Sandro Lobalzo, Pippo Ciarlo e Alex Ognianoff.
In mostra si potranno ammirare tutti i
generi pittorici: dal paesaggio al ritratto, dal figurativo all’astratto.
Si inizierà con i paesaggi di Domenico Beninati, che diventano testimonianza del tempo che trascorre e del quotidiano, grazie al fare attento e preciso del incisore; per poi passare alle opere di Anna Maria Gianguzzo, delicate nei tratti e nelle velature di colore, e di Roberto Maestri che interpreta il genere del paesaggio come ensemble di vedute e di oggetti dal forte sapore evocativo.
Ben rappresentati sono i ritratti, con le opere di Angela Bauducco, realizzate con le più varie tecniche pittoriche e Nadia Bellezza, artista del Canavese, che ben interpreta le figure femminili dai profili definiti incorniciati da folte e scure capigliature.
Infine il figurativismo delle nature morte di Denis Convertini, dato dall’alternarsi di pieni e vuoti, di insetti e fiori, le nature morte di Rosanna Zalone, dai luminosi giochi di colori, per poi concludere con le opere di Carla Icardi, presente dal 2000 ai corsi di pittura Cedas, la pittrice propone nelle sue tele temi astratti: volti, case, alberi, mentre dipingere diventa occasione di libertà e mezzo per esprimere il proprio intimo.
La mostra vuol essere un’occasione per riscoprire l’opera d’arte intesa come “punto d’arrivo” di un percorso fatto di studi, di elaborati e di tecniche.
“Lo spazio, le immagini, il clima
pittorico degli artisti selezionati per questo appuntamento-mostre dei Cedas
rappresenta l’essenza di uno studio attento e in continua evoluzione. La scuola
di Sandro Lobalzo e Pippo Ciarlo ed Alex Ognianoff, costituisce un punto di
riferimento, un incontro con la realtà tecnico-espressiva, una possibilità di
arricchire il proprio bagaglio di conoscenza”
(Angelo Mistrangelo)
OTTO AUTORI
Minipersonali di
Angela Bauducco, Nadia Bellezza,
Domenico Beninati, Denis Convertini, Anna Maria Gianguzzo,
Carla Icardi, Roberto Maestri
e Rosanna Zalone.
4 dicembre – 20 dicembre 2009
Ianugurazione giovedì 3 dicembre ore 18.00
Mirafiori Galerie – Mirafiori Motor Village
Piazza Cattaneo 9, Torino
Dal lunedi al sabato: 9.00-19.30 orario continuato
Domenica 9.30-13.00 / 15.00-19.30
www.mirafiorimotorvillage.it
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]]>Giorgio Ramella
a cura di Lea Mattarella
19 novembre – 18 dicembre 2009 Palazzo Litta
Corso Magenta 24 – Milano
Inaugurazione mercoledì 18 novembre ore 18.00
La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino, ospita nella sede milanese di Palazzo Litta la mostra di Giorgio Ramella, A Oriente verso Sud: venticinque opere, di cui la maggior parte in grande formato, con la presentazione di Lea Mattarella.
Il titolo racchiude le suggestioni delle grandi tele di Ramella, i suoi viaggi che, come sottolinea la curatrice, assomigliano più a “miraggi”, dove “l’altrove, la sua Africa, il suo Oriente da Mille e una notte sono proprio, come le storie raccontate da Shehrazad al sultano, magnifiche invenzioni letterarie”.
Le splendide sale di Palazzo Litta si “riempiranno” di pittura, grazie alla opere di Ramella, intrise dei colori, dei profumi e degli incanti di Paesi lontani che la sua mente ha esplorato; luoghi onirici per l’appunto, che in sogno sono venuti a visitare il pittore e che egli ha riprodotto sulla tela. E il risultato sorprende ed affascina chi si ritrova di fronte ai grandi quadri che parlano ai nostri sensi e al nostro cuore; viene voglia di tuffarsi in quei colori assoluti: giallo zafferano, rosso melograno, blu lavanda; viene voglia di entrare in quelle tele per guardare negli occhi le sensuali donne che vi si agitano maestose e indolenti, per afferrare quegli elefanti che sbucano dai tagli nelle tele “felicemente astratte”, che si ritrovano negli angoli dei suoi quadri, pronti a sparire in un attimo, come i ricordi dei sogni al risveglio.
L’incanto dei paesaggi di Ramella non riguarda solo i soggetti ritratti, quell’arcobaleno di cupole, minareti, palme ed elefanti che invadono le sue tele, ma si materializza attraverso la costruzione del racconto di quei luoghi magici. È uno stile della narrazione che mantiene alta la suspence, un racconto che dà vita ad un altro racconto e ad un altro ancora, che incanta i sensi e parla con la coscienza di chi lo ascolta facendo risuonare corde intime ma comuni. Il miraggio dell’autore accende il miraggio dello spettatore, lo proietta su di un grande schermo dove ognuno può immaginare il seguito.
Nelle parole della curatrice “Opere come La Grande nuvola, La Caccia, Orizzonte blu, L’elefante e la palma hanno un prologo di sapienti tessiture, labirinti di decorazioni dove è possibile far viaggiare lo sguardo in una caccia gioiosa di emozioni visive. Ma Ramella suggerisce una finestra, apre uno spazio su una nuova storia, ci conduce letteralmente dentro la pittura.
E così, dietro queste pareti colorate, tappezzerie brillanti di polveri argentate, di incastri di triangoli, rombi e righe in cui pare sia esploso l’arcobaleno, aldilà di un sipario che sembra tessuto di argille e di terre, si acquatta un altro racconto, declinato per paesaggi incantati con il vento che agita le palme e lascia vagare le nuvole.”
E proprio questo vento, questo afflato, ora potente ora suggerito, ora sensuale ora giocoso, è ciò che attraversa i dipinti di Ramella e li fa vivere. È ciò che fa vivere l’arte, ma anche l’artista. È la vita che cerchiamo e che sogniamo. Un miraggio, forse.
Chiudono questo viaggio intorno al mondo quattro nuove opere in cui l’autore si ispira ai francobolli di posta aerea di epoca coloniale: un’ennesima svolta della sua vivace e incessante creatività.
A ORIENTE VERSO SUD
Giorgio Ramella
Inaugurazione 18 novembre, ore 18.00
19 novembre – 18 dicembre 2009
Palazzo Litta
Corso Magenta 24, Milano
dal martedì alla domenica 12.00 – 18.00
chiuso lunedì – apertura straordinaria lunedì 7 dicembre
ingresso gratuito
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Rimarrà aperta sino al 9 novembre 2009 A EST DI NIENTE – Arte contemporanea dell’Asia centrale postsovietica, la prima mostra allestita nello spazio della Fondazione 107 che porta a Torino l’arte più innovativa e audace di un’area del mondo misteriosa e carica di fascino, ma tuttavia nota al grande pubblico soprattutto attraverso eventi drammatici che ricordano le logiche del “grande gioco” ottocentesco: la guerra di spie e di reciproche destabilizzazioni tra Impero Zarista e Impero Britannico resa celebre da Rudyard Kipling.
La mostra utilizza il termine Asia Centrale in senso estensivo, includendovi non soltanto le cinque repubbliche già sovietiche (Kazakhstan, Kirgizistan, Uzbekistan, Tadjikistan, Turkmenistan, che insieme al Xing-Xiang ora cinese già formavano il Turkestan ottocentesco), ma anche l’Afghanistan e la Mongolia, che condividono con esse una fase di dominio sovietico e ampie affinità etniche e culturali (larghe minoranze di tutte le cinque repubbliche vivono da decenni in Afghanistan, con cui condividono l’Islam come religione maggioritaria, mentre la Mongolia buddista, dove vive una numerosa comunità kazakha, è la vera e propria culla di quelle civiltà nomadi che hanno segnato la storia e la cultura di tutta l’area in questione).
Con il ritiro dell’Armata Rossa dall’Afghanistan (1989) e il crollo dell’URSS (1991), che rende improvvisamente sovrane le sue cinque repubbliche centroasiatiche e affranca la Mongolia dalla tutela sovietica, un mondo grande tre volte l’Europa, inglobato sostanzialmente nel monolite sovietico, esce improvvisamente allo scoperto, trasformando l’economia (petrolio, gas e altre materie prime) e la geopolitica (conflitti vari e diverse alleanze strategiche) non solo dell’Asia.
La configurazione di una Grande Asia Centrale è tra gli eventi maggiori del nuovo millennio e questa mostra intende documentarne l’arte visuale come un fenomeno ampio, innovativo, audace e capace di fare i conti con un tempo di trasformazioni inaudite, che vanno ben oltre il luogo comune della cosiddetta “globalizzazione”, mettendo in campo nuove accelerazioni ideologiche e permettendo il riaffiorare di antiche culture presovietiche e persino preislamiche. E infatti l’arte dell’Asia centrale sembra come sospesa tra oriente e occidente, in una perpetua ricerca d’identità “orientali” continuamente trasgredite e corrette dagli influssi “occidentali”.
In esposizione più di 100 opere di circa 30 artisti. Insieme ai protagonisti già noti a livello internazionale (i cui lavori sono stati presentati in varie edizioni delle più importanti biennali internazionali, tra cui quella di Venezia) come i kazakhi Said Atabekov, Almagul Menlibayeva e Erbosyn Meldibekov, di cui verranno esposte opere storiche accanto a lavori site specific, saranno proposte le opere di artisti giovani e ancora sconosciuti in Occidente. Insieme a lavori monumentali come i grandi assemblaggi di objets trouvés di Georgy Tryakin Bukharov, saranno presentati video inediti e altri già noti di artisti come l’afghano Raharaw Omarzad o di gruppi artistici che condividono progetti e nuove istanze provocatorie; saranno esposte inoltre numerose opere fotografiche, tra cui quelle sorprendenti della mongola Dugarsham Tserennadmid, realizzate tutte prima della decisione (1995) di tornare a nomadizzare nella steppa. I linguaggi pittorici, sebbene ricalibrati dalle ricerche multiple e tecno-mediali che hanno caratterizzato anche in Asia centrale l’arte recente, saranno presenti, tra l’altro con grandi quadri di artisti come il kazakho Moldakul Narymbetov o il kirgiso Talant Ogobaev o dalle raffinate miniature dell’afghano Khadim Alì.
Le opere sono state selezionate dai curatori Enrico Mascelloni e Valeria Ibraeva in collaborazione con il presidente della fondazione Federico Piccari e con Rosa Maria Falvo, specialista di arte contemporanea dell’Asia e dell’Australia, dopo un lungo lavoro di ricognizione in tutta l’area in esame. La mostra ha l’ambizione di essere la più completa e ampia ricognizione mai tentata sull’arte contemporanea dell’Asia Centrale.
Il catalogo conterrà i testi di Enrico Mascelloni, Valeria Ibraeva, Rosa Maria Falvo, Gamal Bokonbaev; ampi apparati bio-bibliografici; la ricostruzione di tutti gli eventi più importanti sull’arte centroasiatica; la riproduzione di tutte le opere in mostra corredate da un vasto materiale iconografico di repertorio.
Fondazione 107, con questo evento, inaugura una nuova istituzione per l’arte contemporanea in un ampio spazio industriale di 1.500 metri quadri, situato a Torino nella zona dello Stadio delle Alpi. L’iniziativa è stata ideata dall’artista italiano Federico Piccari e da Enrico Mascelloni, e fa parte del Progetto 107, che prevede la costruzione di un “Centro per la Creatività” capace di progettare e dotare spazi d’attività multidisciplinare per gli artisti
Enrico Mascelloni, italiano, scrive d’arte e di geopolitica. Viaggia dagli anni ‘70 in Asia e in Africa, presentando in pubblicazioni e mostre le ricerche visuali più audaci delle aree in questione. Ha organizzato rassegne e pubblicato libri e articoli sul rinnovamento visuale dell’Asia Centrale (cfr. La Sindrome di Tamerlano-arte e conflitti in Asia Centrale, SKIRA ed, 2004.; War rugs-The Nightmare of Modernism, SKIRA ed., 2008)
Valeria Ibraeva, kazakha, è direttore del Soros Center for Contemporary Art di Almaty. Il suo contributo al rinnovamento dell’arte centroasiatica è stato determinante, infatti la curatrice ha messo a disposizione degli artisti idee e mezzi e ha organizzato gli eventi più importanti sull’arte contemporanea dell’Asia Centrale ex-sovietica, di cui è la specialista più accreditata (cfr. La Sindrome di Tamerlano-arte e conflitti in Asia Centrale, SKIRA ed. 2004; Videoidentity: the sacred places of Central Asia, SCCA Almaty 2004)
Rosa Maria Falvo, australiana, è scrittrice e curatrice con particolare attenzione all’arte contemporanea dell’Asia-Pacific. La sua attività si concentra sugli scambi interculturali. Viaggia estensivamente in Asia dalla fine degli anni ‘80 e ha pubblicato vari testi sull’arte delle aree in oggetto. (cfr. Massimo Cruciani: La lunga strada verso Est, Perugia 2002; Joshua Yeldham, Hawkesbury River/Motherland, Sydney 2008)
A EST DI NIENTE
Arte contemporanea dell’Asia centrale postsovietica,
sino al 9 novembre 2009
Fondazione 107, Via Sansovino 234 Torino
dal mercoledì al sabato 16.00 – 20.00
domenica 14.00 – 20.00
Ingresso 5 euro
Per informazioni: Tel. 011.4544474
www.fondazione107.it
[email protected]
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]]>Marginalia torna sul palco del Teatro Espace per la sua dodicesima edizione: nuove compagnie e linguaggi espressivi sempre diversi sono il filo conduttore di questa stagione teatrale che con entusiasmo, ironia e sperimentazione ha saputo conquistare negli anni un pubblico sempre più vasto. Il calendario è più ricco che mai e la programmazione varia in modo da spaziare tra il teatro sociale e la musica, la magia e i grandi classici, la riflessione filosofica e la poesia.
Gli spettacoli della stagione 2009/2010 sono divisi in sei filoni: Oltre la scena, Il clown entra in teatro, Brunch e filosofia, Fantasia in scena, In prima per Torino, La musica entra in scena.
Si comincia il 10 ottobre 2009 con il debutto dello spettacolo Cosa stai dicendo? opera collettiva e inedita della Accademia Itinerante idealmente dedicata al grande attore e drammaturgo inglese Harold Pinter. Nelle sue opere Pinter racconta il mondo contemporaneo in cui gli esseri umani combattono ogni giorno contro l’incomunicabilità, l’ingiustizia e la violenza del loro tempo. Le storie comuni di singoli individui suscitano nello spettatore la sensazione amara di avere davanti a sé il proprio mondo in una riproduzione talmente fedele da lasciare attoniti. Allo stesso modo Cosa stai dicendo? prende di mira, con ironia, la realtà quotidiana attraverso il rapporto di coppia nel tentativo di smontare, sempre attraverso lo humor, alcuni luoghi comuni del nostro tempo.
Per il filone Oltre la scena ritorna dopo il grandissimo successo delle scorse edizioni, lo spettacoloSogni ideato e realizzato per essere fruito senza compendio visivo e debutta Non è più mio! uno spettacolo sulla malattia del morbo di Parkinson.
Curiosa novità di questa dodicesima edizione il filone Brunch e filosofia che presenta lo spettacolo Lorenzaccio della compagnia Officina04: una tragedia storica che supera ogni fantasia compositiva teatrale. L’iniziativa Brunch e filosofia prevede inoltre l’incontro con gli spettatori nelle domeniche del prossimo autunno: un modo di ritrovarsi per riflettere e per trovare nelle parole, percorsi e rappresentazioni che possono aprirci nuovi orizzonti.
Per Il clown entra a teatro saliranno sul palco il Mago Budinì e Clown Arturo con Budinartur… dove il mago diventa clown e il clown mago. Il gioco magico-teatrale si fonda sulla metamorfosi dei due attori provocata dalla contaminazione reciproca; il prestigiatore in frac e cilindro perde la compostezza ieratica e lascia il posto al suo alter ego grottesco, mentre il clown acquisisce poco per volta poteri magici. È ancora protagonista l’improvvisazione con Improledì sciò Reload della Compagnia Improledì dove il rapporto con il pubblico chiamato a dare indicazioni e suggerimenti, è la caratteristica fondamentale che fa di questo spettacolo l’occasione per una serata di assoluto buonumore. Debutterà poi Facce in prestito un’esibizione solitaria a metà fra la conferenza dotta sulla storia della maschera e la performance.
E infine Marginalia propone due serate in compagnia di riso, divertissement per stare bene insieme con la Festa del clown. Inoltre, le porte si apriranno per “Al bar in compagnia…”, serata di teatro istantaneo con Quinta Tinta.
Il nuovo filone Fantasia in scena presenta gli spettacoli Nell’universo dei miti dove il pubblico ascolterà leggende e fiabe provenienti da tutto il mondo e Volo magico serata con racconti tradizionali celtici e canti del Kalevala, poema epico finlandese.
Per il filone In prima per Torino saranno sul palco la compagnia Deinde con lo spettacolo Embrione: una riflessione sul rapporto madre-figlio, Il Paese degli Uni della compagnia Grimaco Movimenti Umani, un’indagine sulle relazioni umane, le loro trasformazioni, i loro cambiamenti, Il velo di Maya della compagnia Lontani dal Centro una riflessione relativa alla condizione dello spettatore, dalla quale è impossibile sottrarsi nella nostra società, e sull’impatto dei mass media sulle relazioni sociali e infine Un tram che si chiama desiderio che prosegue il percorso di ricerca della compagnia Ideateatro sull’opera di Tennesee Williams.
Sempre protagonista anche la musica con il filone La musica entra in scena che prevede il concerto Si può omaggio a Giorgio Gaber e Musical in scena che presenta una carrellata di pezzi tratti dai più famosi musical come West Side Story, Un americano a Parigi e My Fair Lady.
La stagione si chiude il 1 maggio 2010 con Porte aperte: Versi diversi in scena serata di lettura e d’incontro con autori “spontanei” locali e nazionali.
Lo spazio in cui la Stagione si svolge è il Teatro Espace in via Mantova 38 a Torino, sede della C.S.D. Compagnia Sperimentale Drammatica fondata da Ulla Alasjärvi e Beppe Bergamasco nel 1971 ad Amsterdam col nome di Mobile Action Artist’s’ Foundation. L’edificio ha grande importanza storica essendo stato, ad inizio secolo, la sede della Arturo Ambrosio Film che ne fece uno dei templi produttivi del cinema muto. Nel 2001 si è attuata una ristrutturazione completa degli spazi, nell’ottica di offrire al mondo artistico culturale un nuovo luogo di riferimento.
La Stagione, che fa parte dei programmi annuali proposti dalla C.S.D. Compagnia Sperimentale Drammatica, ed è da essa interamente gestita, è resa possibile grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo che ha selezionato l’iniziativa nell’ambito dell’edizione 2009 del bando “Arti Sceniche in Compagnia”, degli Assessorati per la Cultura di Regione Piemonte e Comune di Torino e la Fondazione C.R.T.; la stagione si avvale dell’articolazione nel panorama del Teatro Torinese promossa dal STT Sistema Teatro Torino, ed è sostenuta dalle risorse proprie della C.S.D.
La Stagione Marginalia fruisce inoltre del patrocinio del New Italy Centre of the International Theatre Institute.
Prenotazioni e informazioni:
Teatro Espace Via Mantova 38 – 10153 TORINO
Tel 011.2386067 – Fax 011.19703521
[email protected]
Programma completo disponibile sul sito www.salaespace.it
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]]>Inaugurazione 28 ottobre h 18.00
All’interno delle iniziative di Contemporary, il 28 ottobre presso la Mirafiori Galerie si celebra l’arte dell’illusione per una riflessione dai toni lievi ma il cui significato va ben oltre il divertissment artistico. Gli artisti del Truly Design Collective infatti affrontano un tema a loro caro e particolarmente attuale in tempi di mistificazioni: il concetto dell’illusione della realtà indotta dagli artisti.
I quattro componenti del collettivo Truly Design affrontano, ognuno col proprio linguaggio artistico, la creazione di illusioni ottiche; ogni artista lavorerà per ingannare l’occhio dello spettatore in maniera diversa e con tecniche personali (spray, penna biro, stencil, pennarelli a vernice, matite colorate, china, grafite, media digitali) per sottolineare quanto sia facile – e quanti modi esistano – per distorcere, camuffare, nascondere o semplicemente creare realtà diverse.
I dubbi ispirati dalle più recenti indagini sociologiche e scientifiche portano inesorabilmente a pensare che la realtà non sia una e assoluta, bensì che la nostra coscienza giochi un ruolo determinante non solo nella percezione, ma anche nella creazione delle realtà in cui viviamo e che la coscienza umana collettiva sia ingabbiata in realtà illusorie, consumistiche e in sistemi sociali e dogmi di dubbia genuinità.
Truly Design è un collettivo artistico formato da Mauro Letterio Italiano, Emanuele Ronco, Marco Cimberle e Rocco Emiliano Fava, quattro amici che sin da adolescenti hanno coltivato insieme la passione per i graffiti e la street art. Grazie all’approccio eclettico che nasce dal saper osservare e agire su ciò che ci circonda, gli orizzonti del gruppo si sono velocemente allargati da produzione prettamente artistica a illustrazione, design grafico, ideazione di logotipi, didattica e altre applicazioni creative. La conseguente crescita professionale di Truly Design, nel corso degli anni, ha avuto la sua svolta decisiva con la fondazione dell’omonimo studio grafico con sede a Torino. Al presente, il collettivo alterna progetti commissionati a elaborazione di opere artistiche personali, contraddistinguendo il proprio lavoro con la tangibile coesione del gruppo e l’interesse nell’esplorare nuovi canali espressivi.
Mirafiori Galerie – Mirafiori Motor Village
Piazza Cattaneo 9, Torino
Dal lunedi al sabato: 9.00-19.30 orario continuato
Domenica 9.30-13.00 / 15.00-19.30
www.mirafiorimotorvillage.it
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]]>Chivasso – Settimo Torinese – Casalborgone Castagneto Po – Cavagnolo – Gassino Torinese – San Benigno Canavese San Maurizio Canavese – Volpiano
Il Festival Internazionale di Letteratura I Luoghi delle Parole è giunto alla sua VI edizione raccogliendo sempre maggior consenso di pubblico e di addetti ai lavori. Quest’anno è stato insignito della medaglia d’onore della Repubblica Italiana e della medaglia di bronzo del Senato della Repubblica a testimonianza della qualità del lavoro svolto in questi anni di divulgazione e approfondimento, che ha portato nei 9 Comuni coinvolti grandi scrittori e intellettuali italiani e stranieri facendoli dialogare col territorio e i suoi abitanti.
La VI edizione sarà un intenso e affascinante viaggio intorno al mondo, attraverso i racconti e gli stimoli degli scrittori invitati e della letteratura di tutti i tempi. Partiremo dalla Francia di Simone Weil per approdare agli Stati Uniti di Mario Calabresi e alla Groenlandia di Simona Vinci e incontreremo Cuba attraverso i racconti del compagno di viaggio di Ernesto Che Guevara Alberto Granado; poi con Lilin ci ritroveremo nella difficile Siberia e con Hamid Ziarati nelle atmosfere e nella complessità culturale iraniana. Infine un viaggio nei luoghi a noi più vicini: la Napoli di Massimiliano Virgilio e la Sardegna misteriosa di Michela Murgia, i sentieri abruzzesi percorsi da Claudio Visentin e Andrea Bocconi e la Torino di Gianluigi Ricuperati e di Christian Frascella con riflessioni diverse sull’Italia dei nostri giorni attraverso le parole di Enrico Deaglio mentre Sandro Rinauro dialogherà sui viaggi sofferti e sofferenti, temi caldi legati all’immigrazione. A chiudere in bellezza questo giro intorno al mondo nel quarantennale dal primo passo sulla sua superficie toccheremo la Luna con la testimonianza di Tito Stagno.
Il compagno di viaggio scelto quest’anno dal Festival è Italo Calvino che in Se una notte d’inverno un viaggiatore –a trent’anni dalla pubblicazione- descrive la lettura come un viaggio avventuroso e polimorfico tra le pagine di un libro e Domenico Scarpa commenterà questo gioco di specchi labirintico dove ogni lettore fa esperienza del perdersi e trovarsi. In questo libro I Luoghi delle Parole 2009 ha individuato quel varco d’ingresso nell’opera di uno tra i maggiori scrittori italiani del secondo Novecento, al contempo classico e sperimentatore, italianissimo e meravigliosamente sensibile a tutte le influenze del romanzo europeo e internazionale. Un’occasione per riflettere sulla grande letteratura attraverso il percorso di un autore straordinario, a pochi mesi dall’anniversario dei venticinque anni dalla sua scomparsa.
Ma il viaggio del Festival è ancora lungo e prosegue con l’omaggio alla Germania e alla sua letteratura, dalla narrativa alla poesia. A vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino – un evento che costituì una svolta epocale per la storia dell’Europa e dell’intero Occidente – un approfondimento, sempre nella prospettiva delle parole, di una cultura straordinaria. Il Festival aprirà con la presenza di Volker Braun e nei giorni successivi vi saranno numerosi appuntamenti di Slam poetry grazie agli interventi dei poeti Martin Jankowski e Stefano Raspini.
I cambiamenti di Berlino saranno testimoniati anche con la mostra fotografica di Stefan Koppelkamm Local Time – Ortszeit – Ora locale allestita presso il Palazzo Luigi Einaudi dove il fotografo ha ripreso gli stessi scorci stradali e le stesse case di Berlino e della Germania orientale nel 1990/91 e nel 2001, a dieci anni di distanza.
Le immagini e le suggestioni non mancano in questa VI edizione, infatti altre due mostre fotografiche saranno inaugurate durante il Festival; da una parte Il Miramondo gli scatti di Fosco Maraini, padre di Dacia Maraini, un viaggiatore ante litteram, che ha fotografato il mondo col suo sguardo curioso e vivace, dall’altra le immagini del Catalogo delle Cose illuminate scattate da Maurizio Agostinetto durante gli 860 km in bicicletta del Camino de Santiago, le 364 immagini sono suddivise in maniera totalmente arbitraria e personale secondo 52 elementi visti ognuno in 7 variabili.
Ma dato che, come sottolinea Proust, “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi” il Festival propone anche quest’anno “Una cartolina da…” gli sguardi di 9 autori sui 9 Comuni dove si svolge la manifestazione. Ogni scrittore trascorre alcuni giorni ospite di un Comune, lo esplora, lo vive; si siede a prendere un caffè nei dehors dei bar, magari va dal barbiere oppure si mette in coda alla posta e infine scrive la “Cartolina” dal/del posto: un racconto che raccoglie le suggestioni del luogo e del momento.
Le nove cartoline sono poi raccolte in un volume e presentate dall’autore stesso durante il Festival. Gli autori che hanno accolto l’invito sono: Emiliano Amato, Violetta Bellocchio, Giorgio Fontana, Fabio Geda, Flavia Piccinni, Gianluigi Ricuperati, Vanni Santoni, Marco Lazzarotto e Simona Dolce.
Il Festival rivolge la sua attenzione anche ai giovani lettori con un ricco e articolato progetto didattico per le scuole di ogni ordine e grado, che coinvolge oltre cinquemila studenti: incontri con gli scrittori del Paese Ospite, laboratori di scrittura creativa, laboratori di scrittura multimediale e per i più piccini, letture animate e spettacoli teatrali.
Un’edizione da capogiro dunque, nel senso letterale di portare la mente in giro per il mondo. Perché, come ci ricorda il coordinatore artistico Giorgio Vasta: “leggere è un itinerario nel quale ogni parola è un luogo e ogni luogo è un racconto, un modo per compiere il giro del mondo senza staccare gli occhi dalla pagina”. Questa VI edizione potrà fregiarsi, in particolar modo, dell’adesione del Presidente della Repubblica, dei patrocini del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania, dell’Università di Torino e del Goethe Institut Turin. Verrà sostenuto dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Torino, dal Consiglio Regionale del Piemonte, dalle Città di Chivasso e Settimo Torinese, dalla Fondazione CRT. Opererà nuovamente attraverso la stretta collaborazione tra la Fondazione Novecento e la Fondazione ECM- Esperienze di Cultura Metropolitana, lo SBAM- Sistema Bibliotecario Area Metropolitana Torinese e le Istituzioni dei nove Comuni coinvolti.
[email protected] – www.fondazione900.it
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]]>La mostra L’assenza dei confini/l’essenza dei confini è un progetto dell’antropologa Stefania Seghetti e del fotografo Paolo Soriani e si pone l’obiettivo di fermare in parole e immagini il vissuto di quei territori situati lungo le frontiere che ora sono state aperte grazie ai Trattati di Schengen.
L’accento viene posto sul confine come luogo fisico e mentale, analizzato attraverso un duplice linguaggio: quello fotografico e quello antropologico, dove l’esperienza di questi “luoghi-non-luoghi”, sorta di zona franca sospesa tra memoria e presente, mostra la sua natura ibrida e contaminata e allo stesso tempo così assolutamente autoctona.
Una seconda sezione analizza, attraverso un’inedita documentazione fotografica realizzata per l’occasione, uno spazio di confine interno, contraddittorio rispetto alle nuove aperture europee: il C.I.E (ex CPT) di corso Brunelleschi a Torino, più direttamente legato alla storia e al vissuto della città, oltre che alle nuove problematiche migratorie nazionali.
L’ASSENZA DEI CONFINI/L’ESSENZA DEI CONFINI
23 ottobre 2009 – 17 gennaio 2010
Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà,
corso Valdocco 4 A, Torino
martedì – mercoledì 10.00-18.00, giovedì 14.00-22.00, venerdì – domenica 10.00-18.00
tel. 0114363470; www.museodiffusotorino.it
Ingresso gratuito
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]]>Il Museo Clizia ospita sino al 24 gennaio 2010 la mostra IL MIRAMONDO – Fosco Maraini, sessanta anni di fotografia, curata e promossa dal Gabinetto G.P. Vieusseux di Firenze in collaborazione con Fondazione 900 e presentata a Chivasso in occasione della VI edizione del Festival Internazionale di Letteratura I LUOGHI DELLE PAROLE (19-25 ottobre).
Fosco Maraini grande intellettuale e filosofo nato a Firenze nel 1912, scoprì il fascino della fotografia giovanissimo esponendo a soli 18 anni alla Mostra Nazionale di Fotografia Futurista di Roma.
Il viaggio fu la sua condizione di vita e la fotografia divenne per lui una sorta di diario dei ricordi dei luoghi lontani e ancora ai più sconosciuti che visitò; in particolare il Giappone dove visse a lungo, ma anche Turchia, Israele, Pakistan, India, Nepal, Thailandia, Cambogia, Cina e Corea.
La mostra offre una visione inedita sul mondo, sulla natura e sull’universo umano al quale Maraini guarda con curiosità e tenerezza; le immagini, di eccezionale potenza evocativa, sono sovente accompagnate da un titolo e da commenti che ne rafforzano il significato.
A Chivasso sarà esposta una selezione di centoquaranta immagini in bianco e nero, una raccolta di fotografie suddivise secondo cinque temi universali: Paradossi, sorprese, allegrie – Luoghi, climi, orizzonti – Volti, gesti, profili – Strade, incontri, occasioni – Fedi, riti, speranze. A dimostrazione del fatto che l’unicità dell’uomo e la forza dei suoi sentimenti travalica le montagne e annulla le frontiere; e dunque i sorrisi così come le smorfie di fatica, la gioia così come il turbamento sono gli stessi dal Giappone alla Turchia, in Italia come in Pakistan.
La mostra è corredata di un catalogo, edito da Pagliai/Polistampa, con saggi introduttivi di Maurizio Bossi, Franco Marcoaldi, Gian Carlo Calza, Paolo Campione, Cosimo Chiarelli e Fosco Maraini.
IL MIRAMONDO
Fosco Maraini Sessanta anni di fotografia
18 ottobre 2009 – 24 gennaio 2010
Palazzo “Luigi Einaudi” – Lungo Piazza D’Armi 6, Chivasso (TO)
Ingresso libero
tel 011 9103591 – fax 011 9173764
[email protected]
www.fondazione900.it
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